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kettlebell per attività fisica di persona con double diabetes

Double o Hybrid Diabetes: diagnosi e ruolo dell’attività fisica

Scoperto nell’ultimo periodo, il Double Diabetes o Hybrid Diabetes viene ipotizzato come un acceleratore ma vediamo oggi come si ottiene la diagnosi e come combatterla con l’attività fisica. Di cosa si tratta Sino a poco tempo fa, l’interpretazione del diabete è sempre stata piuttosto chiara:  Diabete di TIPO I (T1D detto anche insulino-dipendente) causato dalla distruzione autoimmune delle β-cellule pancreatiche per cause ancora non ben definite ma con alla base una predisposizione genetica e l’influenza da parte di fattori ambientali.  È una delle più comuni malattie endocrine/metaboliche diagnosticate nei bambini. con studi che dimostrano come l’incidenza del T1D stia aumentando del 2-5% all’anno. Al contrario, il tipo più comune negli adulti è il diabete di tipo 2 (T2D detto anche insulino-indipendente) che si sviluppa nel momento in cui si verifica un’insulino-resistenza da parte del corpo e una riduzione della secrezione di insulina da parte delle β-cellule pancreatiche. Abitudini di vita non salutari, obesità, fattori genetici e sedenterietà sono i fattori di rischio per lo sviluppo di tale tipologia di diabete.  Recentemente però si sta evidenziando un aumento dell’incidenza del T2D anche in bambini e adolescenti. La classificazione delle condizioni cliniche è fondamentale nella diagnosi della malattia e per il suo

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ragazzi con scoliosi idiopatica adolescenziale su un muretto

Scoliosi Idiopatica Adolescenziale: le ultime evidenze scientifiche

Affrontiamo il tema dell’ereditarietà della scoliosi idiopatica e adolescenziale, analizzando gli ultimi studi sull’argomento. Introduzione Alla base di questo studio vi è l’analisi dell’ereditarietà nella Scoliosi Idiopatica Adolescenziale (AIS). In particolare si pone l’attenzione sulle probabili cause che determinano tale patologia. Dopo essermi documentato sugli studi condotti a riguardo, l’obiettivo di questo articolo è quello di fornire un’analisi accurata delle cause determinanti l’AIS, mettendone in evidenza alcuni dati. La definizione di Scoliosi Il termine scoliosi deriva dal greco skolios (obliquo) ed indica una complessa deformità strutturale della colonna vertebrale, che modifica il suo asse fisiologico nei tre piani dello spazio:  sul piano frontale si verifica un movimento di flessione laterale,  sul piano sagittale un’alterazione delle curve fisiologiche  sul piano assiale uno spostamento in rotazione. L’85% delle scoliosi sono considerate idiopatiche, cioè di origine sconosciuta. Si ritiene che siano numerosi i fattori coinvolti nell’insorgenza ed evoluzione della scoliosi:  genetici,  neurologici, biochimici,  metabolici,  di sviluppo muscolare. Cos’è l’AIS? La Scoliosi Idiopatica dell’Adolescente (AIS) è definita come una curvatura strutturale, laterale e rotatoria della colonna vertebrale, e rappresenta la forma di scoliosi più diffusa: ne sarebbero affette tra le 2-4 persone ogni 1000. Si tratta di una malattia ad evoluzione molto rapida che si sviluppa nel

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donna con dolore cronico che pratica attività fisica.

Dolore cronico ed attività fisica: alcune best practice nel mondo del lavoro

Oggi vedremo come l’attività fisica, con alcune best practice nel mondo del lavoro, possa ridurre il dolore cronico. In questo articolo parleremo di dolore cronico e dell’importanza dell’esercizio fisico. Il National Institute for Health and Care Excellence (NICE) afferma che: L’esercizio fisico dovrebbe essere un trattamento di base indipendentemente dall’età, comorbidità, gravità del dolore e disabilità. L’esercizio dovrebbe includere: locale rafforzamento muscolare [e] forma fisica aerobica generale. Condizioni di dolore cronico Il dolore cronico è definito come un dolore che dura oltre il normale tempo di guarigione dei tessuti, generalmente considerato di 12 settimane. Contribuisce allo sviluppo di: disabilità, ansia, depressione, disturbi del sonno, scarsa qualità della vita costi sanitari. Il dolore cronico ha una prevalenza media negli adulti del 20%. Per molti anni, la scelta del trattamento, in caso di dolore cronico, includeva raccomandazioni quali: il riposo e l’inattività. Tuttavia, l’esercizio fisico può avere benefici specifici nel ridurre la gravità del dolore cronico, nonché benefici più generali associati a un miglioramento fisico generale e della salute mentale. L’attività fisica viene sempre più promossa de vari sistemi sanitari e per una varietà di condizioni di dolore cronico. (Louise J. et al., 2017). Le condizioni di dolore cronico possono essere identificate come aventi: 

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palestra in cui si pratica il blood flow restriction training

Blood Flow Restriction Training: protocolli, applicazione e risultati

Meglio conosciuto come Blood Flow Restriction, o Kaatsu Training, e Vascular Occlusion Training, oggi questa metodica viene utilizzata anche se i meccanismi fisiologici che portano a tali effetti non sono ancora ben chiari. Approfondiamo l’argomento e vediamo qualche protocollo da poter applicare. Attività fisica e soggetti con patologie È ormai risaputo che il processo di invecchiamento porti ad un significativo declino sia della massa muscolare che della forza, associato ad un rischio maggiore di sviluppare osteoporosi, ad un aumentato rischio di cadute, complicanze cardiovascolari e una condizione fisica generale peggiorata che influisce sulle qualità della vita, fino alla sedentarietà. Dato l’aumento del numero degli anziani nelle nazioni più sviluppate, è evidente come siano necessari interventi per aumentare o mantenere la forza e la capacità funzionale di tali soggetti. In questo contesto, secondo le ricerche scientifiche, l’attività fisica contro resistenza di almeno il 60% di 1RM sembra essere quella più adatta a soddisfare tali requisiti nelle popolazioni di adulti e anziani. Tuttavia possono essere impiegati diversi mesi per raggiungere tali carichi gradualmente, con il rischio inoltre, a causa della presenza di condizioni muscoloscheletriche come lombalgia e osteoartrite, comuni a questa età e che rendono più complicato lo svolgimento degli esercizi, che vi sia l’abbandono del programma d’allenamento. C’è da considerare inoltre, che ad alcuni soggetti, come

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uomo in aeroporto che previene jet lag con esercizio fisico.

Il fenomeno del Jet Lag: che ruolo ha l’esercizio fisico?

Hai mai fatto un viaggio e subito il fuso orario? Oggi vedremo come l’esercizio fisico e il jet lag sono collegati. Il ritmo del nostro organismo Il nostro organismo, per permettere la vita, è caratterizzato da una serie di funzioni biologiche (la temperatura corporea, la frequenza cardiaca, pressione arteriosa, la sintesi di ormoni) organizzate in modo periodico secondo ritmi che possono avere diverse lunghezze d’onda. Possiamo suddividerli in ritmi circadiani, ritmi ultradiani e ritmi infradiani. Ritmi circadiani I ritmi circadiani, come ad esempio la temperatura corporea e la frequenza cardiaca, hanno un adattamento periodico di 24 ore in condizioni di normale adattamento ai sincronizzatori. I sincronizzatori circadiani sono: l’alternanza luce-buio e abitudini sociali. In isolamento dai sincronizzatori il periodo circadiano, nell’uomo, diventa più lungo di 24 ore. A causa di influenze esterne, non c’è nessun singolo test ancora identificato per tracciare il ritmo circadiano complessivo e altre misure come i livelli di melatonina endogena o suoi metaboliti. Utilizzando protocolli “desincronia forzata” progettati per isolare soggetti di studio da segnali temporali esterni, il ritmo circadiano intrinseco medio è stato trovato per avere una periodicità di 24,2 h, con una gamma di 23,9 a 24,4 h. Altri studi, in particolare in individui

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mamma e figlia fanno esercizi per la coordinazione crociata.

Coordinazione crociata: valutazione, metodologia e applicazione pratica

Oggi analizzeremo i test di valutazione e gli esercizi che costituiscono una vera e propria metodologia d’allenamento. Con il laureato in Scienze Motorie che, dalla teoria alla pratica, mette in campo le sue conoscenze per il trattamento della coordinazione crociata. Introduzione Al momento della nascita, nel nostro cervello sono presenti solo alcune sinapsi cerebrali: quelle fondamentali per regolare la pressione sanguigna, il metabolismo e la respirazione. Proprio per questo abbiamo bisogno di movimenti stereotipati, che ci aiutano a compiere azioni involontarie che ci permettono di restare in vita, visto che il neonato non è ancora in grado di interpretare adeguatamente immagini o suoni. Questi movimenti involontari o stereotipati sono chiamati riflessi primitivi.  I riflessi primitivi sono quindi essenziali per assicurare una risposta immediata al neonato, che lascia un luogo sicuro e protetto come il grembo materno per entrare in un ambiente in cui viene “assalito” da nuovi stimoli sensoriali. Questo gruppo di riflessi, controllati dal tronco encefalico ed eseguiti senza un coinvolgimento corticale, forniscono la base per lo sviluppo delle strutture neuronali più sofisticate. Alla nascita infatti, come detto in precedenza, si sono formate solo poche sinapsi ma successivamente, attraverso gli stimoli forniti dall’ambiente in cui viene inserito, il neonato

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breathing training

Breathing Training: perché e come applicarlo nei soggetti patologici

In questo articolo parleremo della respirazione e dell’importanza che ricopre il Breathing Training in ambito patologico. Cenni sull’apparato respiratorio L’apparato respiratorio è l’insieme degli organi e delle strutture che consentono gli scambi gassosi tra l’ambiente esterno e il corpo umano. Il funzionamento dell’apparato respiratorio risulta strettamente connesso al funzionamento del sistema cardio-circolatorio. infatti la funzione dell’apparato respiratorio è quella di permettere l’ematosi, ovvero quel processo che consente di rifornire tutti gli organi e tessuti dell’organismo di ossigeno, mediante l’ossigenazione del sangue. È formato da naso, faringe, laringe, trachea, polmoni, pleura, bronchi e bronchioli. I muscoli coinvolti nel meccanismo della inspirazione sono: il diaframma, i muscoli intercostali esterni, i muscoli elevatori delle coste, i muscoli scaleni, i muscoli sternocleidomastoidei, i muscoli estensori del capo, i muscoli pettorali, il muscolo gran dorsale, il muscolo gran dentato. Il diaframma è il principale muscolo inspiratorio ed è indispensabile per la respirazione: è posto fra il torace e l’addome e ha la forma di una cupola. Durante l’inspirazione si abbassa espandendo il diametro verticale, antero-posteriore e trasverso della gabbia toracica, durante l’espirazione risale riducendo il volume della stessa. Breathing Training e asma L’asma è un disturbo infiammatorio cronico delle vie aeree che coinvolge molte cellule ed elementi cellulari. La malattia può essere

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shift worker con sveglia al mattino

Gli Shift Workers e il collegamento tra sistema circadiano e obesità

Le persone che lavorano facendo dei “turni” hanno degli scompensi sul sistema circadiano e questo si può associare all’obesità. Vediamo di capire meglio tutti i meccanismi fisiologici. Ritmi di vita e conseguenze sulla salute Negli esseri umani, le abitudini tipiche della società moderna, tra cui la riduzione del tempo dedicato al sonno e l’aumento dell’esposizione alla luce anche durante la notte, agiscono sul cervello, inducendo una “perdita” dei ritmi interni ed esterni. Di conseguenza l’ambiente percepito dal cervello è diventato metabolicamente piatto e aritmico.  Ebbene, diversi studi evidenziano come anche l’alterazione del sistema circadiano (chronodisruption (CD)) abbia un collegamento con l’obesità.  Va ricordato che tra le complicanze dell’obesità vi sono le malattie cardiovascolari, ipertensione, dislipidemia, disfunzione endoteliale, ridotta tolleranza al glucosio e diabete di tipo 2. Interessante è il fatto che la Cronobiologia sia implicata nella maggior parte delle sopracitate patologie.  Infatti molti ormoni coinvolti nel metabolismo come insulina, glucagone, GH e cortisolo, mostrano oscillazioni circadiane con differenti andature giornaliere. I meccanismi interni sincronizzati assicurano che tutti i ritmi fisiologici e comportamentali avvengano in maniera coordinata durante il ciclo di 24 ore.  Questo comporta che la salute di coloro in cui non vi è una sincronizzazione tra i ritmi biologici e quelli

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adulto che pratica exergaming.

Exergaming: il gioco che diventa prevenzione

Oggi parleremo di Exergaming: quando il gioco diventa prevenzione nel campo della forza muscolare, dell’equilibrio, del rischio di cadute negli adulti over 65. Introduzione I benefici salutari derivanti dalla regolare pratica di attività fisica negli adulti over 65 sono molteplici e riguardano miglioramenti nel campo della forza muscolare, dell’equilibrio, del rischio di cadute e della flessibilità, giocando inoltre un ruolo positivo nel campo della salute mentale e del funzionamento cognitivo. Così, l’aumento dei livelli di attività fisica negli anziani diventa una questione prioritaria per la prevenzione del declino fisiologico, della fragilità ossea e della diminuzione della funzionalità: fattori tutti naturalmente abbinati all’invecchiamento.  La scarsa partecipazione all’attività fisica da parte della maggior parte degli anziani, soprattutto da parte degli over 80, ha sottolineato la necessità di sviluppare degli strumenti che possano venire incontro alla prevenzione di questi eventi (Bleakley C. M. et al. – 2013). In questo contesto, sta prendendo sempre più piede una già nota categoria di videogames: gli exergames (exercise+games). In questa classe di videogames le azioni e gli spostamenti dell’avatar dipendono dai movimenti dei soggetti, tramite i quali si stimolerebbero le capacità di equilibrio. Potrebbe la realtà virtuale dimostrarsi una valida forma di prevenzione delle cadute per la

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bambino affetto da autismo che fa attività fisica

Attività sportiva e autismo: il ruolo chiave del Laureato in Scienze Motorie

L’articolo di oggi indaga gli effetti dell’attività motoria e sportiva in soggetti affetti da Disturbo dello Spettro Autistico. Nella parte introduttiva si inquadra l’iter diagnostico e l’équipe coinvolta nella valutazione; vedremo anche cosa dice la ricerca. Cos’è il Disturbo dello Spettro Autistico? Il Disturbo dello Spettro Autistico o, in inglese, ASD (Autistic Spectrum Disorder) è un disturbo del neurosviluppo caratterizzato dalla compromissione dell’interazione sociale e da deficit della comunicazione verbale e non verbale, che provoca ristrettezza d’interessi e comportamenti ripetitivi.  Comprende una serie di patologie o sindromi aventi come denominatore comune le suddette caratteristiche comportamentali, sebbene a vari gradi o livelli di intensità.  Cause Le cause di questa complessa patologia risultano ancora ad oggi sconosciute, anche se i ricercatori concordano nell’affermare che nei disturbi dello spettro autistico entrano in gioco cause neurobiologiche, costituzionali e psicoambientali acquisite. Proprio come ogni bambino con disturbo dello spettro autistico è diverso, le potenziali “cause” o “combinazioni” di fattori di rischio (genetico, ambientale, differenze nella biologia cerebrale) si manifestano in modo diverso. Diagnosi Nella raccolta dei dati necessari alla diagnosi e alla valutazione è particolarmente importante poter disporre di dati attendibili relativi al comportamento del bambino in svariati contesti (famiglia, scuola, attività del tempo libero).

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