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allenamento propriocettivo

Feedback e Feedforward nell’allenamento Propriocettivo, caso clinico e 10 consigli veloci ed applicabili nel volley e non solo!

RUOLO DELL’ALLENAMENTO PROPRIOCETTIVO La pallavolo è uno sport estremamente dinamico dal punto di vista motorio-coordinativo, compreso tra le discipline open skill, ovvero quegli sport dove l’atleta deve reagire ai continui cambiamenti che avvengono nell’ambiente sviluppando capacità di reazione complessa (feedback) e anticipazione di situazione (feedforward). Un gran numero di salti e ricadute sollecitano in maniera massiccia il sistema neuro-muscolare, che deve continuamente far fronte ad accelerazioni improvvise e continui cambi di direzione. Proprio in rapporto al quadro sopra descritto si inserisce l’allenamento propriocettivo. Ma cos’è la sensibilità propriocettiva? Immaginiamo il nostro cervello come un potente elaboratore elettronico che ha il compito di processare tutte le informazioni che gli arrivano, per generare una risposta congrua ai dati inviati. Questi sono rappresentati da parametri di movimento biomeccanico(velocità, forza, direzione, accelerazione) e parametri fisiologici che interessano muscoli, tendini ed articolazioni. Il lavoro svolto dal nostro Sistema Nervoso Centrale (il computer di cui sopra) è proprio di integrare questa massa in informazioni per permettere una corretta esecuzione del movimento e attuare un eventuale meccanismo di correzione nel caso questa programmazione venga turbata da imprevedibili fenomeni esterni. Da quest’ultima affermazione si deduce che l’azione eseguita viene continuamente confrontata con quella programmata e si attivano opportune correzioni qualora non vi sia corrispondenza tra le due. È quindi un circuito a feedback

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How to calculate exercise energy expenditure

One of the most common subject in exercise physiology consist to assess or estimate caloric consumption during and after both physical activity and physical exercise. It’s a complex massive topic that gather a lot of subjects, like math, physic, physiology; each of them are a part of a complex mechanism which is human body that might be compared to a big watch, where if all the components are not in balance with each other the whole system collapse. First to immerge ourselves into the magic world of the human physiology it is important to understand some physical concept; that’s why I will talk about the Calorie. A Calorie is Defined as the energy needed to raise the temperature of 1 gram of water through 1°C (now usually defined as 4,1868 Joules). It’s important talking about calories because regardless of ours goals, that may be losing weight, body weight maintenance, or just know our daily energy consumption to check our well-being, counting calories is still considerate the main tool to manage these components properly. It is inevitable that talking about calorie may lead to the concept of the Total Energy Expenditure (TEE). TEE is the total number of calories expended each

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Come calcolare i consumi energetici dell’esercizio fisico?

Nel campo della fisiologia dell’esercizio, l’energia viene presentata in diversi modi, come consumo assoluto di ossigeno (L * min o ml * min), consumo relativo dell’ossigeno (ml * Kg * min), equivalente metabolico (MET) e kilocalorie. Il consumo di ossigeno Il consumo di ossigeno è la frequenza con cui quest’ultimo viene usato dall’organismo e può essere espresso in consumo di ossigeno relativo e/o assoluto. Il consumo di Ossigeno Assoluto è il volume grezzo di ossigeno consumato dal corpo, mentre il consumo di ossigeno relativo è il volume di ossigeno consumato rispetto al peso corporeo e può servire come un utile misura di idoneità tra gli individui. I METs presentano il costo energetico dell’esercizio in un formato semplice che può essere capito dalla popolazione generale per misurare l’intensità dell’esercizio. 1 MET è uguale al consumo relativo di ossigeno a riposo, che è di circa 3,5 ml * kg * min, quindi, se un individuo sta lavorando a 7 MET, sta completando circa 7 volte la quantità di lavoro e utilizzando 7 volte l’importo di energia di quella di riposo. I MET possono essere utilizzati per calcolare la spesa energetica nel tempo: Kcal*min= (MET * massa corporea in Kg * 3,5)/200 Ora

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Come calcolare i consumi energetici giornalieri (TDEE)

Uno degli argomenti più comuni della fisiologia dell’esercizio è quello di valutare o stimare il consumo energetico dell’attività fisica e dell’esercizio fisico. Questo tema molto complesso racchiude in sé un insieme di articolate materie, come la matematica, la fisica, la fisiologia, che collaborano al fine di formare questo grande sistema chiamato corpo umano che può essere paragonato ad un grande orologio, dove, se tutti i componenti non sono in equilibrio l’uno con l’altro, l’intero meccanismo collassa. Prima di immergerci nel magico mondo della fisiologia umana è importante capire alcuni concetti fisici, motivo per cui vi parlerò della caloria. Calorie e spesa energetica giornaliera La caloria è definita come la quantità di energia necessaria per aumentare la temperatura di 1 grammo di acqua di 1°C. È importante spiegare il concetto di caloria perché, a prescindere dai nostri obiettivi – che sia la perdita del peso o il mantenimento di quest’ultimo, o semplicemente conoscere il nostro consumo energetico per monitorare il nostro benessere – contare le calorie è ancora considerato lo strumento principale per gestire queste componenti in modo corretto. È inevitabile che parlare di calorie ci porti a discutere del concetto di spesa energetica giornaliera (TEE). La TEE rappresenta il numero

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strength-power

Strength & Power

La forza e la capacità di generare potenza sono fattori critici per determinare successo nello sport. I dati scientifici contemporanei rivelano che la forza muscolare e la potenza sono importanti nello sport con una grande componente di resistenza; proprio per questo l’allenatore e l’atleta devono comprendere i principi associati alla formazione di resistenza per migliorare le prestazioni. Le prestazioni atletiche possono essere dominate dalle abilità motorie (forza, velocità, potenza). Ogni attività sportiva ha una capacità biomotoria dominante; tuttavia, la ricerca contemporanea suggerisce che le attività sportive possono essere influenzate da molte delle abilità motorie. In queste figure si evidenziano tre aspetti: il rapporto che c’è tra le principali abilità motorie, in cui dominano la forza, la velocità e la resistenza (fig..1); la composizione dominante tra le abilità biomotorie di vari sport (fig.2); l’interazioni delle abilità biomotorie e vari aspetti delle prestazioni sportive (fig.3). Fig.1 (F = strength or force; S = speed; E = endurance) Fig. 3 #STRENGTH La forza si può definire come la forza massima o coppia di forze (nel caso di forza di rotazione) che un muscolo può generare, o ancora meglio, la forza è definita come l’abilità del sistema neuromuscolare di produrre una forza contro resistenza

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Quali esercizi per l’impingement dell’anca?

PREMESSA Questo articolo non si propone di indagare le possibili cause di Impingement , nè si sostituisce ad indagini e cure medico-specialistiche, bensì si concentra sulla valutazione e sulla proposizione di esercizi in ambito motorio mirati al miglioramento della condizione, quindi faremo un breve cenno sulle caratteristiche principali della patologia per poi dedicare il resto dell’articolo sulla scelta delle esercitazioni. DI COSA SI TRATTA? L’impingement femoro-acetabolare (FAI), noto anche come impingement dell’anca, è un disturbo meccanico-strutturale dell’anca caratterizzato da un contatto anomalo tra le due componenti articolari causato da una alterazione anatomica delle stesse. TIPOLOGIE: CONFLITTO TIPO CAM (Head Neck Off-set):dove un’anomalia del collo femorale ( rigonfiamento o Bump) durante i movimenti di flesso-estensione e rotazione dell’anca incontra in modo patologico il labbro acetabolare e la cartilagine articolare causando un lento e costante attrito che si traduce a lungo andare in lesioni a carico di entrambe le componenti. Alcuni studi presenti in letteratura sostengono che questo Bump possa instaurarsi a seguito di sollecitazioni costanti  della cartilagine di accrescimento del collo del femore legate allo sport iniziato in eta’ puberale. CONFLITTO TIPO PINCER (Pinza):si configura in  un alterato orientamento del cotile, retroverso, o troppo avvolgente; questa condizione causa, durante i movimenti

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6-minutes-walking-test

6 MINUTES WALKING TEST – English Version

The original purpose of the 6 minutes walking test was to assess exercise tolerance in those affected by chronic respiratory disease and heart failure. It’s currently used to measure the functional capacity in other populations like elderly,  special population such as pregnant women (http://www.hra.nhs.uk/news/research-summaries/the-six-minute-walk-test-in-pregnant-women-a-reference-range-study/ ), fibromyalgia, scleroderma, arthroplasty, and children as well (in particular obese ones). The 6MWT was developed in 1963 by Balke, during this test, a person supposed to cover a target distance in6 minutes of walking without interruption, the individual is allowed to self-place and rest as needed as they travel back and forth along a marked walkway. The theoretical cover distance might be estimated using a specific formula:   Male: 867-(5,71*age)+(1,03*stature) Female: 525-(2,86*age)+(2,71*stature)-(BMI) People unable to overcome 300 meters (0,660 miles), are considerate high risk of death, thus is considerate a reliable tool to estimate people hospitalization and mortality; it’s also used to detect changes following interventions to improve exercise tolerance for healthy older adults, as well as people with rheumatic conditions. 6MWT is administered in this way: Due to the functional statues difference between participants, the 6MWT may cause a wide difference of performance between people; American Thoracic Society (ATS) provided detailed instruction that highlight

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6-minutes-walking-test

6 MINUTES WALKING TEST

La prima versione del 6 Minutes Walking Test fu quella di valutare la tolleranza all’esercizio fisico in coloro affetti da malattie croniche respiratorie ed insufficienza cardiaca. Attualmente, è anche utilizzato per misurare la capacità funzionale in anziani, e in coloro classificati come special population (popolazione speciale) in cui sono inclusi cardiopatici, persone affette da malattie croniche polmonari (BPCO), donne incinte, malati di fibromialgia, sclerodermia, artrosi  e bambini (in particolare quelli obesi). Il 6MWT fu sviluppato da Balke nel 1963, durante il test, il cliente deve camminare per 6 minuti cercando di coprire una distanza target senza interruzioni. L’individuo è autorizzato a riposarsi quando è necessario viaggiando avanti ed indietro lungo un percorso marcato. La distanza target varia in base alla persona e può essere stimata usando la seguente formula: Uomini: 867-(5,71*età)+(1,03*statura) Donne: 525-(2,86*età)+(2,71*statura)-(BMI) Le persone che non sono in grado di coprire una distanza di 300 mt. (0,660 miglia), sono considerate ad alto rischio di mortalità;per tale motivo il test è considerato uno strumento affidabile per prevenire il ricovero in ospedale e la mortalità delle persone. È anche usato per individuare cambiamenti e miglioramenti in seguito a un programma di esercizio fisico per adulti sani, così come in coloro con

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ormoni-metabolismo

Quali ormoni stimolano il metabolismo e la composizione corporea?

Per metabolismo si intende: l’insieme dei processi biochimici ed energetici che si svolgono all’interno del nostro organismo. Tali reazioni hanno lo scopo di estrarre ed elaborare l’energia racchiusa negli alimenti, per poi destinarla al soddisfacimento delle richieste energetiche e strutturali delle cellule.Per metabolismo si intende: l’insieme dei processi biochimici ed energetici che si svolgono all’interno del nostro organismo. Tali reazioni hanno lo scopo di estrarre ed elaborare l’energia racchiusa negli alimenti, per poi destinarla al soddisfacimento delle richieste energetiche e strutturali delle cellule. Numerosi ormoni controllano il metabolismo e il bilancio energetico, influenzandone aspetti come: – Fame e sazietà – Spesa energetica – Metabolismo dei substrati L’ipotalamo svolge un ruolo fondamentale nella regolazione ormonale del metabolismo. L’ipotalamo è una struttura del SNC, situata nella zona centrale, interna ai due emisferi cerebrali. Costituisce la parte ventrale del diencefalo e comprende numerosi nuclei che attivano, controllano e integrano i meccanismi autonomici periferici, l’attività endocrina e molte funzioni somatiche. Tra i vari nuclei ipotalamici, il NUCLEO ARCUATO (ARC) è il nucleo deputato nella regolazione del bilancio energetico. La sua posizione adiacente all’eminenza mediana, consente di percepire i segnali circolanti (leptina, grelina e insulina). Nel nucleo arcuato esistono 2 popolazioni di neuroni che esprimono differenti

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sviluppo-motorio-bmi

Relazione tra sviluppo motorio e BMI

Lo sviluppo delle capacità motorie durante l’infanzia e l’adolescenza dipende ed è influenzato dalla crescita, dai processi di maturazione e dall’interazione con l’ambiente. Lo sviluppo motorio è un processo attraverso il quale un individuo sperimenta schemi motori, varianti esecutive ed apprende abilità. È un processo di continue modificazioni che coinvolge vari fattori quali: maturazione neuromuscolare, crescita fisica e caratteristiche comportamentali, maturazione biologica e sviluppo. La ricerca compiuta da Ortega et al. (Ortega, Ruiz, Castillo, Sjostrom 2008), i quali hanno sottoposto giovani adolescenti ad una batteria di test motori sulle capacità condizionali e coordinative, dimostra che il livello di efficienza fisica è un importante indicatore di salute per bambini e giovani ed è strettamente correlato all’adiposità addominale. Lo studio ha infatti dimostrato che il miglioramento dell’efficienza muscolare e della rapidità, piuttosto che la capacità cardiorespiratoria, sembra avere effetti positivi sullo sviluppo scheletrico, sull’umore e l’autostima e sembra essere associato a una buona performance scolastica. Nello studio di Chiodera et al (2008), sono stati valutati i livelli di sviluppo delle capacità motorie coordinative e condizionali di 4.500 adolescenti italiani, all’inizio e al termine dell’anno scolastico in cui è stato svolto un regolare programma di educazione motoria proposto da laureati in scienze motorie.

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