BLOG

News e approfondimenti di assoluta valenza scientifica
sul mondo delle Scienze Motorie

comportamento sedentario e pandemia

COMPORTAMENTO SEDENTARIO IN TEMPO DI PANDEMIA, IL RUOLO DEL LAUREATO IN SCIENZE MOTORIE

Il comportamento sedentario è definito come qualsiasi attività statica, come sdraiarsi o sedersi, caratterizzata da un dispendio energetico inferiore a 1,5 METS oppure svolgere meno di 10mila passi giornalieri. La pandemia ha esacerbato una condizione che era già abbastanza critica. Le statistiche dell’Oms mostrano che un adulto su quattro e quattro adolescenti su cinque non svolgono abbastanza attività fisica. A livello globale si stima che questo costo sia 54 miliardi di dollari in assistenza sanitaria diretta e altri 14 miliardi di dollari in perdita di produttività. In Italia il 72% dei cittadini non si muove per niente. L’Italia risulta terzultima, prima di Portogallo e Malta, per numero di persone (75%) che non si dedica nemmeno ad “altre forme di attività fisica” come l’utilizzo urbano della bicicletta, il giardinaggio e il ballo. L’inattività fisica è il quarto più importante fattore di rischio di mortalità a livello mondiale e causa il 6% di tutti i decessi. E’ superato soltanto dall’ipertensione sanguigna (13%) e dal consumo di tabacco (9%) e si attesta allo stesso livello di rischio dell’iperglicemia (6%). Circa 3,2 milioni di persone muoiono ogni anno perché non sono abbastanza attive [1] [2].   Le cause principali del comportamento sedentario La diminuzione dell’attività

LEGGI L'ARTICOLO
stress e alimentazione

STRESS E ALIMENTAZIONE: COME COMBATTERE LO STRESS A TAVOLA

In che modo gli alimenti possono aiutare a ridurre lo stress? In questo articolo vedremo come è possibile combattere e ridurre le conseguenze dello stress a tavola, grazie ad una corretta alimentazione!   Il termine stress è ormai entrato nel nostro vocabolario e non indica di certo situazioni piacevoli e rilassanti, tutt’altro. Lo stress fa riferimento a condizioni che generano ansia, incapacità di adattamento, agitazione e preoccupazione. Il risultato che ne deriva sarà instabilità, turbamento ed inadeguatezza. Sicuramente la società attuale e le sue tempistiche non facilitano affatto questa situazione, anzi ne sono certamente la causa. Il problema più grande è che lo stress può sfociare in vere e proprie patologie, sempre più diffuse nei tempi attuali. Cosa fare per risolvere questo problema, almeno in parte? L’esercizio fisico ci da una grande risposta a questa domanda, ma non è il solo. Vi propongo oggi la mia visione “alternativa” alimentare per combattere lo stress… a tavola!   FISIOLOGIA DELLO STRESS Conosciamo benissimo le 3 reazioni allo stress: Reazione di allarme; Resistenza o adattamento; Esaurimento. Queste reazioni permettono di rispondere agli stressor e di avere, quindi, l’energia a sufficienza per affrontarli, con lo scopo di tornare al più presto al normale equilibrio fisiologico, all’omeostasi

LEGGI L'ARTICOLO
allenamento resistenza nel calcio

ALLENARE LA RESISTENZA NEL CALCIO: IL METODO 10-20-30

Il calcio e le sue richieste energetiche Il calcio è uno sport intermittente, caratterizzato da circa 1200 cambi di attività aciclici e imprevedibili (uno ogni 3-5 secondi), tra i quali sono compresi 30-40 sprint, più di 700 cambi di direzione e 30-40 tackles e salti. A queste dinamiche, chiaramente, si aggiungono altre azioni intense che lo sport in questione richiede, come ad esempio le decelerazioni, i tiri in porta, i contrasti, i passaggi, etc. Tutti questi gesti non fanno altro che aumentare lo stress fisico imposto ai giocatori durante il match. Ma parliamo di velocità. È stato visto che i giocatori d’élite solitamente eseguono 2-3 km di corsa a più di 15 km/h e 0.6 km di sprint a più di 20 km/h. Per di più, pare che le squadre che sono solite dimostrare un decremento della distanza totale coperta in sprint durante il match siano anche le squadre meno vincenti. Conclusione: l’abilità nell’eseguire attività ad alta intensità durante una partita è davvero fondamentale. Il decremento nella velocità di corsa ad alta intensità è chiaramente dovuto all’insorgenza della fatica, la quale si manifesta principalmente nel secondo tempo. Qui si registra un’intensità di corsa tra il 20% ed il 40% minore

LEGGI L'ARTICOLO
neuroma di morton

NEUROMA DI MORTON: CAUSE SINTOMI ED ESERCIZI UTILI AL TRATTAMENTO DI QUESTA PATOLOGIA

Hai mai sentito parlare del neuroma di Morton? Chi colpisce? Quale sintomatologia lo contraddistingue? Qual è l’utilità del laureato in Scienze Motorie? Continua a leggere questo articolo e scopriamo insieme di cosa si tratta.   COS’E’ IL NEUROMA DI MORTON? Il neuroma di Morton (MN) è una nevralgia intermetatarsale del piede. Si tratta di una patologia degenerativa di un nervo plantare, situata a livello dell’avampiede, in corrispondenza dello spazio fra le teste metatarsali, ove il nervo si divide nei due nervi digitali per le due dita vicine corrispondenti. Si viene a determinare un progressivo aumento di diametro del nervo stesso che prende l’aspetto di una dilatazione fusiforme “a fiasca”, per la progressiva proliferazione di tessuto fibroso al suo interno, con assottigliamento e lesione delle fibre nervose. Una percentuale significativa di soggetti ricorre ad intervento chirurgico! È la seconda neuropatia compressiva più comune, dietro la sindrome del tunnel carpale.   QUALI SONO LE CAUSE DEL NEUROMA DI MORTON? Le cause possono essere diverse, l’ipotesi maggiormente condivisa sostiene che la fibrosi derivi da uno stress meccanico, una sorta di sfregamento, a carico di un nervo interdigitale e delle ossa metatarsali ai suoi lati. Questo continuo sfregamento determina la formazione, attorno al nervo,

LEGGI L'ARTICOLO
prevenzione infortunio sportivo

LO STRENGTH&CONDITIONING COACH E LA PREVENZIONE INFORTUNI NELLO SPORT: STRATEGIE OPERATIVE E ORGANIZZATIVE

L’infortunio sembra essere da sempre l’incubo che attanaglia sportivi e atleti, sia a livello amatoriale che a livello agonistico. L’assenza dall’allenamento e dalle competizioni è un qualcosa che spaventa. Se per uno sportivo questo ha delle ripercussioni sia a livello fisico che psicologico, per le società sportive significa avere una perdita sia economica che di “potenziale umano e atletico” all’interno di un team che si accinge ad affrontare delle competizioni. Anche per l’infortunio vi sono differenze nella gestione, a seconda se abbiamo davanti un atleta agonistico che ha una predisposizione maggiore ad affrontare difficoltà, grazie ad motivazione più alta, o un atleta amatoriale. Cosa può e cosa deve fare uno S&C Coach?   IL RUOLO DELLO STRENGTH&CONDITIONING COACH Secondo una delle ultime conferenze della National Strength&Conditioning Association, gli infortuni possono essere di diversa natura, quindi: Muscolari Tendinei Legamentosi Fasciali Ossei Solo rileggendo l’elenco sopracitato possiamo capire quanto complessa sia la gestione di una prevenzione infortuni, in quanto è necessario interfacciarsi con più figure professionali, evitando situazioni di scarico di responsabilità su fisioterapisti, osteopati, nutrizionisti e tutti coloro che lavorano nell’ambito dello Sports Medicine. Uno Strength Coach, o preparatore atletico, ha l’obbligo di agire tramite: la programmazione; lo stile di vita

LEGGI L'ARTICOLO
stretching

LO STRETCHING: TECNICHE, EFFETTI, BENEFICI E LIMITI

Con il termine stretching ci si riferisce ad una modalità di allenamento volta ad allungare il muscolo attraverso differenti tecniche di somministrazione. Oggigiorno, sembra dato per scontato il suo effetto positivo sulla flessibilità all’interno dei più disparati programmi di allenamento, soprattutto delle sale fitness, ma anche a livello sportivo. Nonostante questo, lo stretching, come qualsiasi altra metodica di allenamento, ha dei parametri che possiamo misurare, valutare, somministrare a seconda del soggetto che abbiamo di fronte. Oltre a chiederci “perché sto inserendo lo stretching” se a leggere siete dei coach, oppure “perché sto facendo stretching” se foste dei liberi praticanti, dovremmo domandarci alcune altre cose fondamentali: intensità, durata, frequenza, tipologia. Come posso manipolare queste variabili affinché quello che sto facendo o somministrando abbia il massimo effetto? Ma soprattutto, di quale effetto sto parlando? L’articolo vuole cercare di dare una risposta proprio a queste domande, ma prima di tutto, dobbiamo conoscere queste variabili: Per intensità si intende la valutazione soggettiva della tolleranza umana allo stretching, utilizzando i criteri di dolore o disagio; Per durata si intende il tempo speso durante una sessione all’allungamento muscolare; Per frequenza si intende le sessioni a settimana utilizzate per lo stretching; Per tipologia si intende in quale

LEGGI L'ARTICOLO
sindrome metabolica ed esercizio fisico

ESERCIZIO FISICO E SINDROME METABOLICA, UNA OVERVIEW ALTAMENTE PROFESSIONALIZZANTE CHE IL LAUREATO IN SCIENZE MOTORIE DOVREBBE SAPERE

La sindrome metabolica è un raggruppamento di obesità, diabete, iperlipidemia ed ipertensione arteriosa che si verifica con una frequenza crescente nella popolazione globale odierna. Sebbene vi siano alcune controversie su i suoi criteri diagnostici, ad oggi, le best practice per combatterla sono orientate verso la pratica continua di esercizio fisico controllato ed ad personam. Inoltre, lo stress ossidativo, definito come squilibrio tra la produzione e l’inattivazione di specie reattive dell’ossigeno, ha un ruolo fisiopatologico importante in tutte le componenti di questa patologia. Lo stress ossidativo e la conseguente infiammazione inducono la resistenza all’insulina che, probabilmente, collega i vari componenti di questa malattia. Rivediamo brevemente il ruolo dello stress ossidativo come componente principale della sindrome metabolica e, poi, discutiamo l’impatto dell’esercizio su questi percorsi fisiopatologici. In aggiunta, vedremo l’effetto dell’esercizio fisico nel ridurre l’infiammazione indotta dai grassi e come agisce sulla pressione sanguigna. LA SINDROME METABOLICA La sindrome metabolica (SM) descrive una costellazione di ipertensione, diabete e dislipidemia causata dall’obesità addominale ed è stata anche variamente chiamata sindrome X, sindrome da insulino-resistenza e quartetto mortale. I criteri diagnostici per la SM sono stati stabiliti da diverse organizzazioni con lievi variazioni in questi criteri (Tabella 1). L’aumento globale della prevalenza della SM,

LEGGI L'ARTICOLO

IL RUOLO INTEGRATIVO DI LEPTINA, ESTROGENI ED INSULINA NEL CANCRO AL SENO ASSOCIATO ALL’OBESITÀ: I POTENZIALI EFFETTI DELL’ESERCIZIO FISICO

Il cancro al seno è la forma più comune di cancro nelle donne a livello mondiale. L’obesità è un fattore di rischio per questo tipo di cancro nelle donne in postmenopausa e contribuisce al 9% delle morti per cancro al seno nel mondo. Un’elevata adiposità potrebbe promuovere lo sviluppo e la progressione del cancro nelle donne in postmenopausa attraverso diversi meccanismi, tra cui un aumentato livello delle concentrazioni circolanti di estrogeni e/o insulina e IGF (fattore di crescita insulino simile). Questo articolo avrà come focus il ruolo della leptina nello sviluppo e nella progressione del cancro al seno postmenopausa, descriverà le interazioni chiave con gli estrogeni e la famiglia dell’insulina e discuterà l’influenza dell’esercizio fisico su queste interazioni.   Il ruolo del tessuto adiposo nel rischio di cancro al seno Il grasso corporeo è considerato un marker rilevante nel rischio di cancro al seno in donne in postmenopausa, anche se i principali meccanismi fisiologici che li collegano non sono ancora ben chiari. La circonferenza vita, indipendentemente dal BMI, è stata infatti associata positivamente al rischio di cancro al seno. Diverse vie biologiche interconnesse potrebbero mediare l’associazione tra l’adiposità, soprattutto viscerale, ed il cancro al seno nel postmenopausa e comprenderebbero gli

LEGGI L'ARTICOLO
monitoraggio dello state-stress negli atleti

GLI STRUMENTI DI MONITORAGGIO DELLO STATE-STRESS PER GLI ATLETI

Negli ultimi decenni, atleti, allenatori e laureati in Scienze Motorie hanno cercato di trovare metodi creativi ed innovativi per migliorare la qualità e la quantità dell’allenamento degli atleti. Questi sforzi hanno affrontato costantemente barriere, tra cui l’overtraining, la fatica, gli infortuni, le malattie ed il burnout. I limiti fisiologici e psicologici suggeriscono la necessità di una ricerca che affronti la prevenzione del sovrallenamento, massimizzi il recupero e gestisca con successo la linea sottile tra carichi di allenamento elevati ed eccessivi. Con il seguente articolo si vuole, oltre analizzare lo scenario attuale nel quale si trova a lottare il mondo dello sport per emergere, offrire spunti pratici per il monitoraggio dello state-stress negli atleti, prima di incorrere in overtraining e dropout.   Uno sguardo sullo scenario sportivo attuale Dalle ultime indagini, gli studiosi hanno riscontrato con maggior frequenza dei segnali di “intolleranza” da parte dei giovani, non solo verso il sistema sociale e scolastico, ma per vari aspetti anche verso il sistema sportivo, che ormai sono plasmati su modelli non più compresi e, anzi, respinti con una accentuazione delle differenze generazionali. Una prima spiegazione è che c’è sempre più voglia di riacquistare la propria libertà e la visione di uno sport

LEGGI L'ARTICOLO
pubalgia nei calciatori

ESERCIZI(O) PER LA PREVENZIONE DELLA PUBALGIA NEI CALCIATORI

COSA SI INTENDE PER PUBALGIA Per pubalgia, o dolore all’inguine, si intende qualsiasi sintomo clinico, riportato dal paziente, localizzato intorno all’area inguinale-pubica-adduttoria, il quale influenza le attività sportive e/o interferisce con le normali attività quotidiane e che, per tali ragioni, richiede l’attenzione medica. La pubalgia rappresenta rispettivamente il 4-19% ed il 2-14% di tutti gli infortuni nel calcio professionistico maschile e femminile. In parole più semplici, un atleta su 5 incorre in questo tipo di infortunio. Negli atleti l’insorgenza di tali sintomi è molto comune, ma difficilmente risolvibile. Infatti, è proprio la presenza di numerose strutture anatomiche nell’area pubica che rende complicato il discriminare la vera origine del dolore pubico.   EZIOPATOGENESI La “1st World Groin Pain Conference” svolta a Doha nel Novembre del 2014 ha emanato una classificazione della pubalgia spalmata, per gli atleti, principalmente in tre categorie: dolore relativo agli adduttori, all’ileopsoas, all’inguine e al pube; dolore relativo all’anca; altre cause di pubalgia negli atleti. La pubalgia, soprattutto quella cronica, ha però una patogenesi multifattoriale. Infatti, in alcuni casi, sono diverse le patologie che concorrono alla comparsa di dolore alla zona pubica, proprio perché quest’ultima è ricca di strutture anatomiche. “Vabbè, ma quante saranno mai queste possibili cause

LEGGI L'ARTICOLO
CONDIVIDI SU
Share on facebook
Share on twitter
Share on linkedin
Share on whatsapp
Share on email
ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Informativa ex art. 13 del Regolamento UE n. 679/2016

Newsletter

Questa informativa ha la finalità di fornire all'utente le informazioni relative al trattamento dei dati forniti per l’iscrizione alla newsletter del sito web traininglab-italia.com in conformità all' art. 13 del Regolamento Europeo n. 679/2016.

1. Titolare del trattamento

Titolare del trattamento è Asso srl con sede legale in Ragusa, via Marzabotto 32 - mail amministrazione@formability.eu , P.I. 01670840881

2. Responsabile esterno del trattamento

Con riferimento al solo indirizzo email dell’utente, responsabile del trattamento è MailerLite., che può essere contattato all’indirizzo email info@mailerlite.com

3. Finalità del trattamento dei dati

I dati personali raccolti dal titolare del titolare del trattamento sono finalizzati a fornire all'utente il servizio di newsletter del sito traininglab-italia.com

4. Base giuridica del trattamento

Il trattamento dei dati personali dell’utente avviene lecitamente ove: − è basato sul consenso dell'interessato

5. Conservazione dei dati

I Suoi dati personali, oggetto di trattamento per le finalità sopra indicate, saranno conservati per tutta la durata dell’iscrizione alla newsletter.

6. Comunicazione dei dati

Per la gestione e l’invio della newsletter, i Suoi dati personali (solo l’ indirizzo email) potranno essere comunicati a: - MailerLite: un servizio di gestione indirizzi e invio di messaggi email fornito da The Remote Company. (privacy policy https://www.mailerlite.com/legal/privacy-policy ); In caso di comunicazione dei dati a MailerLite, i dati personali dell’Utente potrebbero essere trasferiti in un paese diverso da quello in cui l’Utente si trova, anche negli Stati Uniti. MailerLite aderisce al EU-U.S. Privacy Shield.

7. Diritti dell’interessato

Tra i diritti riconosciuti agli interessati dal Regolamento UE n. 679/2016 rientrano quelli di: - chiedere l’accesso ai dati personali raccolti ed alle informazioni ad essi relative; - chiedere la rettifica dei dati inesatti o l’integrazione di quelli incompleti; - chiedere la cancellazione dei propri dati personali nelle ipotesi previste dall’art. 17, paragrafo 1 del Regolamento UE n. 679/2016; - chiedere la limitazione del trattamento dei dati dell’utente nelle ipotesi previste all’art. 18, paragrafo 1 del Regolamento UE n. 679/2016; - chiedere ed ottenere che i dati personali dell’utente trattati in modo automatizzato e acquisiti con il consenso dell'interessato o sulla base di un contratto stipulato con l'interessato siano forniti a quest’ultimo in un formato strutturato e leggibile da dispositivo automatico, anche al fine di comunicare tali dati ad un altro titolare del trattamento (diritto alla portabilità dei dati); - opporsi in qualsiasi momento al trattamento dei propri dati personali nelle ipotesi previste dall’art. art. 21 del Regolamento UE n. 679/2016. - revocare in qualsiasi momento il consenso, ma solo nell’ipotesi i cui il trattamento sia basato sul consenso per una o più finalità e riguardi dati personali comuni (come data e luogo di nascita o luogo di residenza) ovvero categorie particolari di dati (come origine razziale, opinioni politiche, convinzioni religiose, stato di salute o vita sessuale); - proporre reclamo a un’autorità di controllo e per l’Italia all’Autorità Garante per la protezione dei dati personali (www.garanteprivacy.it).

8. Modalità del trattamento

Il trattamento viene effettuato attraverso strumenti elettronici, per il tempo strettamente necessario a conseguire gli scopi per i quali i dati sono stati raccolti e, comunque, in conformità alle disposizioni normative vigenti in materia.

9. Conseguenze della mancata comunicazione dei dati personali

Il mancato conferimento dei dati richiesti all'interno del modulo newsletter comporta l'impossibilità di ricevere il servizio.

3 ORE E 45 MINUTI DI FORMAZIONE, COMPLETAMENTE GRATUITA, PER TE!

Lasciaci la tua mail e ti invieremo il link segreto per essere tra coloro che alzeranno ancora un po’, anche oggi, l’asticella.

Informativa ex art. 13 del Regolamento UE n. 679/2016

Newsletter

Questa informativa ha la finalità di fornire all'utente le informazioni relative al trattamento dei dati forniti per l’iscrizione alla newsletter del sito web traininglab-italia.com in conformità all' art. 13 del Regolamento Europeo n. 679/2016.

1. Titolare del trattamento

Titolare del trattamento è Asso srl con sede legale in Ragusa, via Marzabotto 32 - mail amministrazione@formability.eu , P.I. 01670840881

2. Responsabile esterno del trattamento

Con riferimento al solo indirizzo email dell’utente, responsabile del trattamento è MailerLite., che può essere contattato all’indirizzo email info@mailerlite.com

3. Finalità del trattamento dei dati

I dati personali raccolti dal titolare del titolare del trattamento sono finalizzati a fornire all'utente il servizio di newsletter del sito traininglab-italia.com

4. Base giuridica del trattamento

Il trattamento dei dati personali dell’utente avviene lecitamente ove: − è basato sul consenso dell'interessato

5. Conservazione dei dati

I Suoi dati personali, oggetto di trattamento per le finalità sopra indicate, saranno conservati per tutta la durata dell’iscrizione alla newsletter.

6. Comunicazione dei dati

Per la gestione e l’invio della newsletter, i Suoi dati personali (solo l’ indirizzo email) potranno essere comunicati a: - MailerLite: un servizio di gestione indirizzi e invio di messaggi email fornito da The Remote Company. (privacy policy https://www.mailerlite.com/legal/privacy-policy ); In caso di comunicazione dei dati a MailerLite, i dati personali dell’Utente potrebbero essere trasferiti in un paese diverso da quello in cui l’Utente si trova, anche negli Stati Uniti. MailerLite aderisce al EU-U.S. Privacy Shield.

7. Diritti dell’interessato

Tra i diritti riconosciuti agli interessati dal Regolamento UE n. 679/2016 rientrano quelli di: - chiedere l’accesso ai dati personali raccolti ed alle informazioni ad essi relative; - chiedere la rettifica dei dati inesatti o l’integrazione di quelli incompleti; - chiedere la cancellazione dei propri dati personali nelle ipotesi previste dall’art. 17, paragrafo 1 del Regolamento UE n. 679/2016; - chiedere la limitazione del trattamento dei dati dell’utente nelle ipotesi previste all’art. 18, paragrafo 1 del Regolamento UE n. 679/2016; - chiedere ed ottenere che i dati personali dell’utente trattati in modo automatizzato e acquisiti con il consenso dell'interessato o sulla base di un contratto stipulato con l'interessato siano forniti a quest’ultimo in un formato strutturato e leggibile da dispositivo automatico, anche al fine di comunicare tali dati ad un altro titolare del trattamento (diritto alla portabilità dei dati); - opporsi in qualsiasi momento al trattamento dei propri dati personali nelle ipotesi previste dall’art. art. 21 del Regolamento UE n. 679/2016. - revocare in qualsiasi momento il consenso, ma solo nell’ipotesi i cui il trattamento sia basato sul consenso per una o più finalità e riguardi dati personali comuni (come data e luogo di nascita o luogo di residenza) ovvero categorie particolari di dati (come origine razziale, opinioni politiche, convinzioni religiose, stato di salute o vita sessuale); - proporre reclamo a un’autorità di controllo e per l’Italia all’Autorità Garante per la protezione dei dati personali (www.garanteprivacy.it).

8. Modalità del trattamento

Il trattamento viene effettuato attraverso strumenti elettronici, per il tempo strettamente necessario a conseguire gli scopi per i quali i dati sono stati raccolti e, comunque, in conformità alle disposizioni normative vigenti in materia.

9. Conseguenze della mancata comunicazione dei dati personali

Il mancato conferimento dei dati richiesti all'interno del modulo newsletter comporta l'impossibilità di ricevere il servizio.