Diastasi addominale e attività fisica: le ultime evidenze scientifiche

Data:

08/01/2020

Indice degli argomenti

Sono tantissime le donne che, dopo aver avuto un bambino o durante i 9 mesi di gravidanza, soffrono di diastasi addominale: ecco allora quale può essere il ruolo dell’attività fisica per questi soggetti.

Diastasi Addominale: le cause

La Diastasi Addominale (in inglese Diastasis Rectus Abdominis o DRA) è l’allontanamento dalla linea mediana, la linea alba, delle due parti del muscolo retto addominale.

È una patologia relativamente comune e causa un impatto negativo in particolare sulla salute delle donne durante e dopo la gravidanza. 

Solitamente si manifesta nel secondo trimestre della gravidanza e interessa dal 66% al 100% delle donne incinta durante questo periodo, mentre in circa il 50% si manifesta successivamente al parto.

Tra le cause vi sono:

  • l’effetto degli ormoni, come progesterone ed estrogeni
  • lo stress meccanico che subisce la parete addominale durante la crescita del feto
  • il movimento degli organi addominali, che provocano cambiamenti al tessuto connettivo e alla sua elasticità.

La diagnosi

Generalmente, il medico diagnostica la diastasi tramite un esame obiettivo.

diastasi addominale esame obiettivo
Parete anteriore dell’addome

Il segno caratteristico della diastasi addominale è un rigonfiamento che si forma in corrispondenza della linea alba e che va dallo sterno al pube, visibile in particolare con il paziente in posizione supina.

È considerata fisiologica fino a quando la distanza tra i due retti non supera i 2,5 cm e in base al grado di separazione del retto vi sono diverse classificazioni, necessarie per stabilire poi le linee di intervento necessarie.

classificazione diastasi addominale
Diversi tipi di Diastasi Addominale

Nonostante la diastasi addominale sia causata dall’aumento della pressione intra-addominale, tipica della gravidanza, tale patologia può essere causata anche da obesità e precedenti interventi chirurgici nella zona addominale e può verificarsi sia in uomini che donne.

Tra i fattori di rischio della diastasi vi sono:

  • età superiore ai 35 anni
  • un feto dal peso elevato
  • una gravidanza gemellare
  • una storia passata di altre gravidanze.

Le conseguenze

Tale patologia risulta avere un impatto sull’immagine che si ha del proprio corpo e sulla qualità della vita di tali soggetti.

Infatti alla diastasi è associato il rischio di sviluppare altre complicanze come:

  • incontinenza e formazione di ernie ombelicali o iatali
  • la comparsa di dolore nella zona addominale e pelvica e in particolare di dolore cronico da lombalgia, anche nei mesi successivi al parto.

In seguito al parto il corpo della madre comincia il processo di ritorno al suo stato originale. Se la linea alba non riacquista la sua elasticità iniziale, possono esserci numerose conseguenze sulla salute come risultato. 

Tra le complicanze della diastasi addominale vi è la lombalgia, che sembra interessare 4 donne su 10, anche 6 mesi dopo il parto. 

È dovuta alle inserzioni dei muscoli addominali e pelvici che vengono alterate, influenzando così la biomeccanica posturale di tali soggetti. L’integrità della parete addominale anteriore, linea alba inclusa, è una componente fondamentale della stabilità lombo pelvica, come evidenziato dalla letteratura scientifica.

Nonostante non vi siano dei protocolli validati da somministrare per la prevenzione e la correzione della diastasi addominale, sono vari gli studi che supportano l’importanza dell’attività fisica nella gestione di tale patologia.

Il recupero della diastasi addominale tramite l’attività fisica

L’attività fisica ha come scopo il rinforzo dei muscoli del core, che agendo anche sul retto addominale, riducono la distanza creatasi tra le due parti del muscolo. 

Prima della gravidanza

Dal confronto tra i gruppi di controllo che non praticavano attività fisica e gruppi che si sono sottoposti ad attività fisica prima di una gravidanza, di 3 studi differenti, il risultato è stato una riduzione del 35% dello sviluppo di diastasi addominale nel gruppo delle donne che si sono sottoposte ad esercizio fisico. 

La diastasi può essere così prevenuta in 1 donna su 3 che viene trattata con attività fisica. 

Questo perché l’attività fisica aiuta a mantenere il tono muscolare, la forza e il controllo dei muscoli addominali, riducendo così lo stress a cui è sottoposta la linea alba.

Durante la gravidanza

Inoltre le donne che si allenano durante la gravidanza, generalmente sono donne che si sono allenate anche precedentemente, e di conseguenza hanno muscoli addominali già condizionati.

La riduzione della distanza tra i due ventri muscolari e un recupero più veloce possono essere dovuti, in particolare, al tipo di esercizi praticati. 

Infatti da 5 ricerche basate sullo studio di diversi esercizi di core strengthening mirati all’attivazione del muscolo trasverso, il più profondo muscolo dell’addome che ha forti connessioni con il retto dell’addome e la linea alba, si è visto come l’attivazione di tale muscolo avvicini tra di loro i ventri del retto dell’addome e aumenti la tensione della fascia, permettendo un’efficiente gestione del carico e dei momenti torcenti applicati al tronco.

Dopo la gravidanza

Anche nel caso della gestione della lombalgia causata dalla diastasi non vi sono particolari protocolli d’esercizio da seguire, ma dalla ricerca scientifica risulta che nella somministrazione di esercizi di rinforzo dei muscoli addominali, sono sconsigliati quegli esercizi che richiedono particolari movimenti di torsione.

Esercizi come la respirazione diaframmatica, di controllo del pavimento pelvico, di contrazione isometrica dell’addome, sono tutti risultati efficaci nel rinforzare il core, permettendo di creare un corsetto muscolare, in grado di ridurre la distanza dei ventri del retto, di supportare la colonna vertebrale, riducendo la tensione muscolare a livello dell’addome, generata durante i vari movimenti.

Conclusioni

Dall’analisi della letteratura scientifica, possiamo concludere dicendo che gli esercizi di rinforzo della muscolatura del core possono prevenire o ridurre la diastasi addominale e migliorare la qualità della vita dei soggetti affetti, anche se non si può stabilire quale tipo di protocollo sia più efficace. 

risultati attività fisica per diastasi addominale

risultati attività fisica per diastasi addominale
Risultati ottenuti dall’applicazione di diversi protocolli d’allenamento in vari studi.

Servono ancora studi più approfonditi e mirati, e non su un regime troppo vasto di esercizi e strategie, per poter stabilire un vero e proprio protocollo da somministrare.

Resta comunque che l’attività fisica può essere utilizzata come una terapia alternativa conservativa da associare magari ad altri metodi terapeutici. Risulta così, evidente come sia sempre più fondamentale una stretta cooperazione tra l’ambiente medico e gli specialisti dell’esercizio.

Silvia Capozza
Note sull’autore
Laurea Triennale in Scienze delle Attività Motorie e Sportive con Lode Università di Bari
Certificazione Functional Trainer Training Lab Italia
Certificazione Strength e Conditioning Training Lab Italia
Articolista Training Lab Italia
Membro del Progetto University Lab

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Bibliografia

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