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ALLA SCOPERTA DEL COACHING ONLINE: IL PERSONAL TRAINER A DISTANZA

ALLA SCOPERTA DEL COACHING ONLINE: IL PERSONAL TRAINER A DISTANZA 1024 682 TRAINING LAB ITALIA

La nuova impennata di contagi da Covid-19, rilevata nel mese di ottobre, ha portato il governo italiano a emanare un nuovo Dpcm che ha sancito la chiusura dei centri fitness. Queste misure sono state poi estese fino al 15 gennaio 2021 da un altro Dpcm, entrato in vigore il 3 dicembre 2020.

Tuttavia, a causa del mancato arresto della diffusione virale, non è detto che queste misure non vengano prorogate ulteriormente nel tempo. Per cui, gli operatori del settore fitness, tra le quali spicca la figura del Personal Trainer, devono farsi trovare pronti per assistere i loro clienti nel miglior modo possibile.

Ecco come nasce l’allenamento a distanza.

Piattaforme quali Zoom, Skype, Microsoft Teams, etc. hanno oramai permesso di accorciare le distanze tra le persone e, data l’importanza fondamentale oramai riconosciuta verso uno stile di vita attivo, sono state ben accettate dagli utenti. Queste tecnologie hanno permesso di rimanere in contatto con il proprio Personal Trainer e continuare così il percorso con lui intrapreso.

In più, il lockdown ha stimolato la popolazione in generale, tra cui anche molti trainer, a sviluppare capacità digitali che hanno permesso una maggiore diffusione di lavori, consigli e guide sui social network principali (Instagram, Facebook), ottenendo una visibilità maggiore.

Ecco come dalla crisi nasce un’opportunità: il Coaching Online.

 

COACHING ONLINE: DA DOVE PARTIRE?

Le chiusure, sia totali (lockdown) che parziali (colore regione), comportano inevitabilmente una riduzione nei livelli quotidiani di attività fisica.

Se a questo ci si aggiunge che l’inattività fisica è uno dei principali fattori di rischio per la mortalità mondiale, viene da sé pensare che il primo obiettivo del Personal Trainer sarà quello di salvaguardare la salute del suo cliente e, quindi, di valutare i suoi livelli di attività fisica giornalieri.

Valutazione e monitoraggio dello stile di vita possono essere ottenuti tramite diversi Tools, tra cui il Global Physical Activity Questionnaire (GPAQ, versione 2.0), presente all’interno della piattaforma University Lab. Questo Tool permette di classificare i livelli di attività fisica del soggetto in tre categorie: Bassi, Moderati, Alti. Così, uno dei punti di partenza per valutare il soggetto può essere rappresentato da questa valutazione.

L’eventuale intervento sullo stile di vita non deve essere visto come un qualcosa a parte o di dissociato dall’intervento con l’allenamento, proprio perché i livelli di attività fisica sono associati con i livelli della forma fisica (fitness) che è riconosciuta essere un biomarker della salute.

Così alla valutazione dei livelli di attività fisica, il Personal Trainer potrà associare la valutazione della forma fisica che include le indagini sul fitness cardiorespiratorio e muscolare oltre che sulla composizione corporea.

Ma riuscire in questo intento sarà possibile a distanza?

 

Screening Pre-Partecipazione Online

Nel caso in cui un nuovo cliente aderisca al percorso di coaching online, occorrerà adottare particolari attenzioni prima di iniziare l’allenamento a distanza.

Infatti, non sempre il Personal Trainer si troverà di fronte il soggetto fisiologicamente ideale, un adulto sano, di 1,7 m per 70 kg. Talvolta i soggetti che richiedono un servizio personalizzato di allenamento potrebbero essere obesi, con ipercolesterolemia o con ipertensione.

Per tali motivi, uno dei primi step trattato ampiamente nel corso di Personal Training for Health, e che chiaramente può e deve trovare riscontro anche nel coaching online, è proprio l’adozione di uno screening di pre-partecipazione.

Tra questi, il più utilizzato e validato a livello mondiale è il Physical Activity Readiness Questionnaire for Everyone (PAR-Q+), anch’esso presente all’interno della piattaforma University Lab.

Se il soggetto presenta qualche tipo di malattia dismetabolica, occorrerà adottare alcuni accorgimenti patologia-dipendenti (fasce orarie di allenamento, controindicazioni all’allenamento di forza, monitoraggio con scale del dolore o dispnea, etc.). Nel caso in cui, invece, ci si trova di fronte un soggetto sano, si potrà passare direttamente alla valutazione delle sue caratteristiche funzionali.

Sì, anche a distanza.

 

Valutazione funzionale a distanza

Una delle prime variabili che in genere si valuta è rappresentata dall’analisi della composizione corporea. Questa permetterà di indagare circa la massa grassa e quella magra del nostro cliente.

Dato che eseguire una valutazione antropometrica dettagliata a distanza è pressoché impossibile, per analizzare la composizione corporea ci si può servire delle bilance impedenziometriche, abbastanza accessibili sul piano economico.

E se poi si volesse valutare la fitness aerobica? 

Niente di più semplice del test di Ruffier-Dickson (clicca qui per la spiegazione). Per fare ciò, il tuo cliente dovrà essere munito di cardiofrequenzimetro o anche di una semplice App da cellulare (ad es. Cardiio per iOS). La distanza non impedirà al Personal Trainer di scandire perfettamente i tempi e annotare i valori di frequenza cardiaca del suo cliente prima, durante e dopo il test.

Se è possibile valutare la composizione corporea e la fitness aerobica del cliente, il Personal Trainer potrà essere parimenti in grado di indagare sulla resistenza muscolare. Per fare un esempio, a tale scopo è possibile utilizzare il Push-Up Test, anche questo presente tra i Tools in University Lab.

E se si volesse valutare invece la mobilità?

A tale scopo, l’Overhead Squat è uno di quei test che il Personal Trainer può utilizzare, proprio perché basato su una valutazione qualitativa del soggetto in visione frontale e laterale.

Le indicazioni circa l’esecuzione e lo scoring di questo test, facente parte della batteria FMS (Functional Movement Screen) sono ben descritte altrove (Cook J. et al. – 2012). La sola applicazione di questo test è stata vista correlarsi bene con il punteggio totale dell’intera batteria FMS.

 

GESTIONE DELLO STILE DI VITA SEDENTARIO

Sebbene, con il coaching online, non si dispongano di tutti gli attrezzi e le comodità operative offerte dal tipico ambiente di allenamento, raggiungere dei risultati prefissati con il proprio cliente è comunque possibile.

Nel caso in cui la somministrazione del GPAQ-2.0 abbia rilevato scarsi livelli di attività fisica da parte del cliente, il Personal Trainer potrà adottare tutta una serie di strategie per ridurre il più possibile l’atteggiamento sedentario, per tutte le ragioni descritte precedentemente.

Instillare nel soggetto comportamenti quotidiani più attivi è possibile attraverso alcuni suggerimenti: quali l’adozione di pause dalla posizione seduta, l’aumento del tempo trascorso in stazione eretta, il parcheggiare la macchina lontano dal luogo di destinazione, il preferire le scale all’ascensore e le proprie gambe, quando possibile, ai vari mezzi di trasporto.

Il monitoraggio dei passi giornalieri può già rappresentare un buon punto di partenza.

È corretto suggerire di compiere 10.000 passi al giorno?

In realtà, un recente studio condotto su 16 741 donne di età media 72 anni ha evidenziato come 4 400 passi al giorno siano significativamente correlati con un minore tasso di mortalità rispetto al compimento di 2 700. Un numero superiore ai 4 400 passi al giorno si correlava con ancora migliori conseguenze per la salute.

Pertanto, se si volesse seguire il mood “4 400 is the new 10 000” diffuso in letteratura internazionale, si potrebbe consigliare al soggetto di superare almeno i 4 400 passi giornalieri. Per monitorare i passi al giorno è possibile utilizzare l’App Salute per iOS e richiedere poi al cliente, settimanalmente o giornalmente, i vari report (“Profilo” -> “Esporta tutti i dati sanitari”).

In questo modo sarà già possibile impostare degli obiettivi quotidiani di base, che poi andranno a coadiuvare gli stimoli che il Personal Trainer somministrerà con le sedute di allenamento (ovviamente svolte in videoconferenza).

 

SUGGERIMENTI PER L’ALLENAMENTO A DISTANZA

Dato che recenti evidenze stimano come la pandemia da Covid-19 potrebbe durare anche 18 mesi, occorrerà farsi trovare pronti.

Innanzitutto, gli allenamenti in video-conferenza dovrebbero svolgersi di giorno e, quando possibile, all’aperto, in mezzo alla natura, pur sempre rispettando il distanziamento sociale e le norme igieniche.

Per la seduta di allenamento a distanza è possibile utilizzare piattaforme quali Zoom, Skype, Microsoft Teams, etc. Quindi, se non è possibile raggiungere particolari obiettivi, come quelli relativi all’allenamento della forza massima (per gli arti inferiori spesso si necessitano carichi oltre i 150-200 kg) sarà possibile raggiungerne altri.

Questo periodo può infatti rappresentare una “window of opportunity”.

Più semplicemente, il Personal Trainer potrà lavorare su quelle caratteristiche funzionali che magari nella programmazione predefinita non trovano spazio, come potrebbe essere la fitness aerobica, la resistenza muscolare, l’ipertrofia, la pliometria o la mobilità, per citarne qualcuna.

L’attrezzatura richiesta nel coaching online è davvero minima ed economica (tappetino, banda a resistenza elastica, corda, TRX o piccoli pesi se disponibili). La struttura della seduta può rimanere uguale a quella che il Trainer preferisce (in genere suddivisa in presa di contatto, riscaldamento, fase centrale, defaticamento), mentre gli esercizi da effettuare saranno principalmente a corpo libero.

Per alcuni esercizi a corpo libero ci si può servire anche di comuni oggetti di arredamento (tavoli, sedie, porte, scale, etc.) che, utilizzati in maniera funzionale ai muscoli da stimolare, possono rendere il programma di allenamento più variabile ed interattivo.

Alcune proposte di esercizio home-based sono ben descritte in programmi internazionali, quali il #HealthyAtHome proposto dalla World Health Organization (WHO) ed il 25 Ways to Get Moving at Home sviluppato, invece, dalla American Heart Association (AHA).

 

LIMITAZIONI DEL COACHING ONLINE E CONSIDERAZIONI FINALI

Il Coaching Online non è esente da limitazioni.

Infatti, sarebbe preferibile che il Personal Trainer fosse fisicamente presente per assistere il proprio cliente in situazioni di difficile gestione, come ad esempio, quando il carico per il soggetto è elevato o quando il cliente necessita di correzioni nell’esercizio.

Effettivamente, la correzione tecnica negli esercizi diviene molto più difficile a distanza, in quanto il cliente viene privato delle stimolazioni tattili associate ai suggerimenti verbali, tipiche dell’apprendimento tecnico.

Nonostante queste limitazioni, alle quali si aggiungono l’impossibilità di utilizzare particolari attrezzature o di allenare specifiche caratteristiche funzionali (come la forza massima, ad esempio), l’allenamento a distanza è diventato, ad oggi, uno strumento fondamentale per promuovere uno stile di vita attivo e, di conseguenza, sano in un periodo in cui persiste un marcato aumento della sedentarietà dovuto alle prorogate restrizioni governative.

Ma un aspetto che non va assolutamente dimenticato è la valenza sociale ed emotiva di questo strumento.

Tra Personal Trainer e cliente spesso si crea un rapporto intimo, basato sulla condivisione di un obiettivo comune. Da parte del cliente, l’allenatore può talvolta essere visto come una figura importante che si prende cura della sua salute e che offre supporto per il superamento delle sfide personali.

Detto ciò, che valore ha, in questo periodo, stare insieme alle persone per noi importanti anche se a distanza?

 

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Gabriele  Dipasquale

Note sull’autore
Articolista Training Lab Italia
Laurea in Scienze Motorie e Sportive (L-22) – Università degli studi dell’Aquila
Laurea Magistrale in Scienza e Tecnica dello Sport (LM-68) – Università degli studi dell’Aquila
Certificazione Self Myofascial Release Training Lab Italia
Certificazione Personal Trainer For Health 2019 – Training Lab Italia
Certificazione Strength and Conditioning 2020 (Buzzichelli Edition) – Training Lab Italia
Coordinatore Tecnico del progetto University Lab

 

BIBLIOGRAFIA

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