consultant motor skills e atleta in palestra

Consultant Motor Skills: il Broker della motricità

Consultant Motor Skills: il Broker della motricità 1024 536 TRAINING LAB ITALIA

Il mondo del lavoro è duro per tutti, anche per i Laureati in Scienze Motorie. Ti racconto la mia esperienza e come ho trovato la mia strada come Consultant Motor Skills.

Il Laureato in Scienze Motorie e il suo positioning

Il mondo del lavoro ci offre continuamente ostacoli e barriere da superare, molto spesso in ambito occupazionale e di posizionamento all’interno del mercato.

Discorso che riguarda da vicino anche il nostro settore, quello delle Scienze Motorie.

Il collocamento occupazionale non è sempre scontato, anzi, tra la mancanza di un riconoscimento ufficiale della figura e la continua lotta ai “brevettati” dai corsi di formazione del weekend aperti a tutti, la realtà diventa un incubo.

In particolare nel contesto in cui opero, quello della Motricità di Base e dell’Attività motoria nell’età Evolutiva, lo scenario è quello presentato di qui a poco, del tutto simile ma con le dovute distinzioni, a quello di altri micro-settori del nostro mondo.

Se nei corsi minori, relativamente all’età dei bambini, inizia ad esserci un buon impiego di Laureati e Laureandi in Scienze Motorie – vedi corsi di Motricità di base 2-5 anni, corsi pre-sportivi, corsi sportivi di base 6-8 anni (seppur in molti casi con rimborso economico inferiore a quello dei tecnici delle categorie superiori) – nei corsi in cui l’età dell’atleta si fa matura per iniziare il viaggio all’interno della specializzazione tecnica, troviamo una netta prevalenza di Tecnici sportivi non Laureati.

bambina che pratica ginnastica artistica

È chiaro che la situazione rappresentata è solo una fotografia di carattere generale di quanto osservabile nel nostro territorio. 

Non è poi nostra intenzione affrontare tale problematica dall’interno, stando a discutere sulla priorità di avere un Tecnico ex Atleta piuttosto che un Laureato, come se poi la scelta debba ricadere su di una figura soltanto e non magari su una Vision più ampia come quella di Staff Integrato.

Senza contare che molto spesso i Tecnici Sportivi ex Atleti possono fare affidamento su un’alta esperienza da campo, al contrario dei neo-Laureati che si accingono ad entrare nel mondo del lavoro con un’Expertise pari a zero, dalla porta principale e dovendo fare la fila.

Esistono poi eccezioni, esistono Tecnici Sportivi Laureati ed esistono svariate forme di volontariato (pagato) che occupano posizioni professionali di pertinenza chinesiologica. 

  • Quale futuro quindi? 
  • Attendere che lo Stato riconosca la nostra figura professionale per rivendicare poi la nostra importanza?
  • Continuare a svendersi attendendo tempi migliori?
  • Continuare la lotta al brevetto?

Nessuno ha la verità in tasca, anche perché molto spesso le verità possono essere molteplici e frutto di strade, percorsi e successi lavorativi differenti. 

Credo però che la nostra figura, seppur in campi totalmente differenti dovrebbe assimilarsi a quella degli Ingegneri, Architetti, Agenti di Commercio, Broker: Professionisti che non cavalcano il pessimismo, i problemi e le lamentele ma che offrono costantemente soluzioni, da sempre indicatori della qualità del lavoro prodotto.

Questo vuol dire essere soluzione anche in ambito occupazionale, in termini di positioning. 

Vuol dire sapersi proporre come soluzione, come figura essenziale e che soprattutto miri all’accrescimento di valore dei clienti in ambito prestativo ed economico del datore di lavoro. 

È una condizione che scaturisce dalle conoscenze accademiche, dall’esperienza lavorativa (fatta inizialmente anche a basso riconoscimento economico) ma soprattutto dall’auto-riconoscimento del proprio valore, perché difficilmente qualcuno lo farà al posto nostro.

Dopo i primi e necessari (quasi obbligati) anni di gavetta, arriva un momento in cui per potersi posizionare all’interno del mercato occorre assegnarsi un valore, a costo di prendere qualche iniziale “calcio sui denti”. 

Quanto valgo in termini economici, in relazione alle mie competenze e ai risultati che so di poter raggiungere?

Assegnarsi un valore vuol dire anche saper dire di no ad una proposta di lavoro perché economicamente non soddisfacente o non conforme alle proprie skills (personalmente non accetto un lavoro da PT se non mi sento all’altezza). 

Generare soluzioni, mettersi in discussione, accettare le sfide che l’investimento su se stessi comporta è un passo per uscire fuori dalla propria zona di comfort, non un rischio inutile. 

Creare opportunità: la mia personale esperienza

A Giugno 2020 terminerà la mia prima decade lavorativa iniziata già al primo anno di Triennale, fatta ed incrementata nel tempo da un costante impegno nel mondo del Calcio come Tecnico Qualificato, Insegnante di Educazione Fisica a scuola (Primaria, Secondaria di 1° grado e di 2° grado), Presidente di un’Associazione Sportiva di Motricità di Base e Ginnastica Artistica, Coordinatore di varie attività Formative e Istituzionali con l’Università ed il Coni. 

Ma senza alcun dubbio le soddisfazioni più grandi sono nate sempre dall’intuito, da un progetto o da un investimento fatto su di me e su quello che so di poter fare meglio di altri. 

L’intuito per la scommessa giusta occorre almeno tanto quanto la competenza a cui ci si affida.

Però occorre una conditio sine qua non perchè non si trasformi in un buco nell’acqua: puntare sulle proprie competenze, fare esperienza, confrontarsi.

È così che è capitato nella mia Associazione ed in particolare nella Ginnastica Artistica, ambiente lavorativo in cui ho solo mansioni amministrative perché di ginnastica ne capisco meno che di ponti e strade e perché, di fatto, lo Staff che lavora “per me” è altamente qualificato. 

Durante un allenamento di un gruppo che per qualità tecniche è più avanti, una bambina al lavoro sull’attrezzo del volteggio (battuta su pedana + elemento ginnico), ottiene ripetuti punteggi nulli: la causa è un’errata rincorsa con conseguente battuta su pedana con appoggi plantari asincroni. 

Battere in pedana con i piedi non esattamente pari e simmetrici, anche con il salto più acrobatico della storia dell’Artistica, porta sempre ad un punteggio nullo, per cui, bel problema. 

È nato così un confronto quasi casuale, perché il caso ha voluto che mi trovassi lì a guardare l’allenamento piuttosto che a compilare ricevute, tra me e la Responsabile Tecnica. Perché sebbene lei venga dalla Ginnastica e io dal Calcio, lo schema motorio del correre e del saltare sono alla base di ambedue le discipline ed il loro adattamento e trasformazione è la capacità coordinativa che ne determina il successo nella propria.

In un paio di mesi, partendo da quella problematica, abbiamo riportato la bambina ad eseguire una rincorsa ottimale e conforme alle sue caratteristiche fisiche ed ai suoi pattern motori.

La strada?

  • Analisi del problema
  • definizione obiettivo
  • scelta della strategia
  • programmazione dell’intervento
  • attuazione dello stesso.

Un aiuto chiesto all’interno dello stesso Staff, sfruttando competenze diverse ed intertrasversali è significato risolvere un problema, uscire fuori dalla zona di comfort, essere Soluzione. 

E se fosse valido anche fuori?

Questa è stata l’intuizione, la scintilla che mi ha permesso di portare avanti una nuova progettualità, o quanto meno provarci. Ma come detto prima, l’investimento sulle proprie competenze (non quelle degli altri) non è mai un rischio. 

Credo moltissimo nella sinergia tra competenze e figure professionali differenti. Se dovessi avere la necessità di sviluppare un particolare tipo di forza specifica in un mio atleta, nonostante due Lauree e diverse esperienze preferirei chiedere una mano a chi in quel campo ne mastica parecchio più di me.  

Ho visto in questa modalità una nuova progettualità di lavoro, ed è così che è ho gettato le basi per un nuovo progetto: Consulente Motorio nello Sviluppo delle Capacità Motorie in Età Evolutiva o, per fare prima, Consultant Motor Skill.

Il caso mi ha portato ad analizzare meglio quelle che erano le mie competenze e dunque, le aree ultra-specializzate in cui posso diventare utile agli altri. In fondo lo avevo e l’ho sempre fatto, ma mai avevo pensato di renderla una Professione.

Il caso sì… ma come ripete spesso Emanuele, il Co-Founder di Training Lab Italia, la vita è il 10% quello che ti accade (nel mio “caso” il “Caso”) e il 90% come reagisci.

Progetto di Consulenza: presentarsi come Soluzione

Generare soluzioni: ma per quali problemi?

Il punto di partenza è stato stabilire quali siano le mie “Skill”, stabilire cioè un Target ben definito di Competenze attraverso le quali accedere ad un preciso Target di Interventi Professionali. Non mi occupo di tutto e non saprei farlo.

La regola è sempre la stessa: mai improvvisare, riconoscere i propri punti di forza ma anche i propri limiti. 

Ho ristretto dunque il campo del mio Intervento allo Sviluppo delle Capacità Motorie in età Evolutiva e alle aree ad esso collegate:

  • Sviluppo, Monitoraggio e Potenziamento delle Capacità Coordinative;
  • Sviluppo, Monitoraggio e Potenziamento degli Schemi Motori di Base;
  • Sviluppo, Monitoraggio e Potenziamento delle Capacità Condizionali;
  • Perfezionamento delle Abilità Motorie Sport-Specifiche intervenendo sulle capacità motorie che ne determinano il successo;
  • Potenziamento dei Sistemi di Percezione dello stimolo;
  • Didattica e Metodologia dell’Attività Motoria e Sport-Specifica in età evolutiva;
  • Organizzazione e Programmazione delle Attività sulla base dei numeri, delle attrezzature, dei turni e degli spazi a disposizione. 

consultant motor skills perché serve

A chi è rivolta la Consulenza? Essenzialmente alle seguenti categorie di gruppi:

  • Atleti che desiderano aumentare e/o migliorare la propria Performance in termini di Controllo e Qualità del movimento;
  • Società Sportive che intendono aumentare e/o migliorare la Performance di un atleta o gruppo di atleti;
  • Società Sportive che intendano trovare nuove metodologie di insegnamento su misura, tenendo contro dei propri spazi, mezzi, capitali;
  • Tecnici, Laureati e Collaboratori che intendano aggiornarsi, trovare metodologie differenti, avere un supporto nella gestione di un caso di lavoro.

Perché una Società Sportiva dovrebbe affidarsi ad una figura esterna, se di fatto possiede al proprio interno già figure quali Tecnici e Preparatori Atletici/Motori?

È qui il succo di quanto spiegato prima: perché le mie Skill mi permettono di dare un valore aggiunto, una chiave di lettura diversa da quelle di altri Professionisti.

È stato questo lo step di cui parlavo prima, quello di assegnarsi un valore, che mi permette di dire in cosa posso riuscire con estrema certezza.

Il valore che mi sono assegnato è frutto dell’esperienza maturata in dieci anni, degli studi Accademici, delle competenze acquisite avendo lavorato con più di 8.000 bambini tra Scuola Calcio, Scuola dell’obbligo, Progetti, Centri Estivi, Ginnastica Artistica, Motricità di Base, ragazzi disabili; frutto di Programmazioni e Valutazioni scritte ed archiviate.

È frutto dell’esperienza maturata nell’organizzazione degli spazi e dei tempi di gioco in relazione al numero di bambini, di istruttori e del materiale a disposizione. 

È oltremodo frutto della possibilità di Intervenire, qualora fosse richiesto, con un Programma Motorio all’interno della mia struttura, in cui sono presenti spazi e attrezzature fuori dalla portata di molti (tappeti di ogni ordine e grandezza, travi per l’equilibrio di ogni ordine e grandezza, trampolini, pedane, buca con spugne per compiere gesti acrobatici e/o salti sportivi in totale sicurezza, piccoli attrezzi di ogni tipo, supporti elastici e propulsivi per lavorare sullo schema del salto, strutture per stimolare lo schema dell’arrampicarsi, dello strisciare, del rotolare).

Infine, la collaborazione con altri professionisti del settore: il continuo coordinamento e lavoro fatto assieme ad altri colleghi mi permette di affrontare ogni caso specifico da più prospettive, che mi aiutano a trovare la giusta chiave di lettura.

Perché un collega sia esso un Laureato o un Tecnico o Preparatore dovrebbe rivolgersi ad una figura come quella del Consulente Motorio?

Perché uscire dalla propria zona di comfort, cercare una chiave di lettura diversa dalla propria sport-specifica connettendosi con quelle di altre discipline, trovare metodi e didattiche di insegnamento nuove e soprattutto su misura alle proprie esigenze può farti fare quel salto di qualità che altrimenti potrebbe non avvenire mai.

La domanda invece è un’altra.

La paura di affidarti a uno che ha già affrontato, corretto e programmato situazioni simili con successo, vale davvero il tempo che rischi di perdere prima di trovare una soluzione quando ti trovi in una situazione che mette in reale dubbio il raggiungimento del tuo Obiettivo di lavoro?

Emanuele Di Meo
Note sull’autore
Laurea Triennale in Scienze Motorie e Sportive;
Laurea Magistrale in Scienze e Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate;
Allenatore di Calcio Uefa B;
Presidente Virtus Chieti Associazione Sportiva Dilettantistica;
Istruttore di Motricità di Base;
Insegnante di Educazione Fisica nella Scuola Primaria e Secondaria;
Coordinatore Tirocinio “Attività Motoria di Base nell’Infanzia” presso l’Università G. D’Annunzio di Chieti- Facoltà di Scienze Motorie.

E tu? Hai già trovato il tuo positioning? In questa sezione puoi trovare altri articoli interessanti su questo argomento!

woocommerce social proof