EWMA: sistemi di monitoraggio a confronto

EWMA: sistemi di monitoraggio a confronto 1024 538 TRAINING LAB ITALIA

Nel precedente articolo abbiamo parlato delle principali caratteristiche di calcolo e utilizzo dell’Acute Chronic Workload (ACWR), oggi parleremo di Exponentially Weighted Moving Averages Ratio (EWMA) che prende in considerazione ed enfatizza l’effetto dei carichi acuti e cronici e di come questo strumento possa fornirci indicazioni sull’adattamento ai carichi e incidenza di infortunio dei nostri atleti.

I pezzi mancanti dell’ACWR

Ricordiamo che l’ACWR dovrebbe rappresentare l’andamento in acuto e cronico del Fitness-Fatigue model di Bannister e di come il nostro atleta si adatti ai carichi a lui sottoposti sul breve medio e lungo periodo.

Partendo proprio da questo, l’analisi proposta da Menaspà [1] riguardante ACWR chiarisce di come l’indice non valuti correttamente l’adattamento dei carichi acuti e cronici dell’atleta; questo perché viene calcolato mediante il rapporto tra carico acuto della settimana e la media del carico cronico delle precedenti settimane.

Secondo l’autore infatti, la media dei carichi cronici non può rappresentare in maniera appropriata l’andamento di fitness e fatica proposta da Bannister, poiché il carico della settimana 4 (la più distante dal carico acuto) pesa in egual misura della settimana 1 (proprio precedente al carico acuto).

Quello che consiglia Menaspà è di ricercare una soluzione all’ACWR che permetta di valutare il peso specifico delle singole settimane di carico, definendo un valore per il tempo di decadimento dei vari stimoli tanto più questi risultino lontani dalla stimolazione acuta.

Un nuovo indice: l’EWMA

A partire dalle varie critiche mosse all’ACWR e dall’attenta analisi condotta da Menaspà [11], si è iniziato a studiare e a valutare un nuovo indice per l’analisi dello stato allenante e delle possibilità di incidenza di infortunio.

L’Exponentially Weighted Moving Averages (EWMA) prende in considerazione ed enfatizza l’effetto dei carichi acuti e cronici, moltiplicando loro un differente valore lambda, tale da assegnare un peso specifico al fattore fitness e fatica, tanto più ci si allontana dall’ultima stimolazione allenante [2].

L’indice è valutato giornalmente secondo la seguente formula:

EWMA today = Load today * 𝛌a + ((1 – 𝛌a) * EWMA yesterday)

Dove:

  • Il valore 𝛌a è compreso tra 0 e 1 e rappresenta l’indice di decadimento dei carichi.
  • 𝛌a viene calcolato secondo il rapporto 𝛌a = 2/(N+1), dove N rappresenta il tempo di decadimento.
  • come precedentemente valutato per l’ACWR [3], viene assegnato ad N il valore 7 per 𝛌a dei carichi acuti e 28 i per i carichi cronici.

Il rapporto tra l’indice calcolato per valore carico acuto e per il carico cronico, definisce un singolo valore, compreso tra 0,00 e 4,00, che si muove giorno per giorno nelle tre possibili finestre di valori indicate da Gabbet [3].

Lo studio proposto da Williams et al [2] sembra confermare e validare l’indice EWMA rispetto ACWR, in relazione a quanto affermato da Menaspà. Lo studio ha permesso di valutare come l’EWMA determini un miglior peso specifico dei carichi allenanti durante le varie settimane allenanti, evidenziando un effettivo tempo di decadimento delle varie stimolazioni tanto più queste siano lontane dall’ ultimo allenamento.

Valutazione rispetto ai carichi allenanti e infortuni

Lo studio di Murray et al. [4] ci consegna nuove informazioni e confronti tra gli indici per quanto riguarda la valutazione degli stessi rispetto ai carichi allenanti e gli infortuni non traumatici.

Lo studio ha preso in considerazione 59 atleti di élite di Football australiano, analizzando i dati di carico esterno di total distance, low-speed distance, moderate speed distance, high e very high speed distance monitorati mediante sistemi GPS.

I dati sono successivamente analizzati per valutare:

  • differenze significative tra l’indice ACWR e EWMA;
  • associazione tra ACWR e infortunio non traumatico nella settimana seguente;
  • associazione tra EWMA e infortunio non traumatico nella settimana seguente.

I risultati hanno riscontrato differenze significative tra ACWR ed EWMA, evidenziando come quest’ultimo possa essere migliore nella modulazione dei carichi acuti e cronici rispetto all’ACWR. Inoltre è stata valutata una maggior associazione al rischio di infortunio nella settimana allenante, mediante l’utilizzo dell’indice EWMA.

Dati sperimentali ad oggi non pubblicati, hanno valutato l’utilizzo dell’indice EWMA in giocatori Juniores di Rugby Union Italiano.

Gli scopi della sperimentazione sono stati:

  • il monitoraggio, la valutazione e l’analisi dell’indice EWMA Ratio di 34 atleti Juniores;
  • valutazione delle possibili differenze espresse dall’indice EWMA tra reparti e subgroups nei periodi pre-season, in season e dell’intera stagione agonistica;
  • valutazione della possibile relazione con gli infortuni non traumatici catalogati durante la stagione mediante Binary Logistic Regression.

Il monitoraggio dell’indice EWMA Ratio è stato calcolato mediante la valutazione degli allenamenti e match degli atleti per i dati di: s-RPE; minutaggio delle sedute allenanti, Training load giornaliero e settimanale.

I risultati derivanti dall’analisi statistica hanno valutato come il monitoraggio dell’indice EWMA Ratio mediante s-RPE, sembra essere uno strumento poco efficace per l’analisi dello stato allenante dei singoli giocatori, dei subgroup e dei vari reparti di riferimento, nel Rugby Union Juniores.

Pur conferendo dati semplici e rapidi per la valutazione dello stato di forma degli atleti, nel nostro studio non sono stati riscontrati valori e differenze significative tali da poter discriminare, in maniera sensibile, le variazioni di stato di forma dei diversi gruppi e subgroup analizzati.

Per quanto riguarda l’analisi di associazione tra indice EWMA Ratio e incidenza di infortunio, i risultati non hanno presentato alcuna associazione con la probabilità che si verifichi l’infortunio.

Il risultato si dimostra in controtendenza rispetto all’analisi proposta da Murray [4], riscontrando un indice inconcludente per tale valutazione in questa sperimentazione.

Ad oggi, non sono stati pubblicati sufficienti studi di confronto tra ACWR ed EWMA per dare un responso univoco riguardante la loro efficacia nel valutare l’adattamenti ai carichi e affidabilità nell’associazione e la previsione di infortunio non traumatico.

Conclusioni

Ulteriori studi sono necessari affinché si possano avere risultati maggiormente consistenti sull’utilizzo di uno o l’altro sistema di valutazione dei carichi allenanti e dell’efficacia di utilizzo degli stessi durante le stagioni sportive di differenti sport.

Inoltre, gli studi dovrebbero prendere in considerazione:

  • la possibilità di utilizzare sistemi di monitoraggio in parallelo di carico esterno ed interno per la valutazione dell’EWMA e ACWR, tali da poter scegliere e decidere quale sia il metodo più affidabile al monitoraggio degli stessi, e valutare quale individui al meglio la condizione allenante dei singoli giocatori;
  • l’indice ad oggi, non dimostra alcuna relazione con gli aspetti di durata e gravità dell’infortunio, quali caratteristiche fondamentali nel mondo dello sport per quanto riguarda il rendimento di un’intera squadra e la valutazione dei singoli giocatori;
  • ampliare l’analisi di utilizzo degli indici anche per le categorie giovanili: ad oggi infatti la maggioranza degli studi ha valutato giocatori professionisti, senza prendere in considerazione le popolazioni giovanili. Gli studi inerenti a tale popolazione potrebbero darci maggiori informazioni riguardanti le strategie di allenamento più adeguate affinché si possa ricercare il maggior adattamento ai carichi e diminuire l’incidenza di infortunio non traumatico;
  • differenti tempistiche nella valutazione del carico cronico e acuto, concedendo ulteriori spunti di ricerca per questo tema.

Dott. Nason Filippo
Note sull’autore
Laurea Triennale Scienze Motorie e Sportive, Università di Padova
Laurea Magistrale Scienze dello Sport e della Prestazione Fisica, Università di Verona
Preparatore Fisico Prima Squadra Rugby Mogliano 1969, militante nel massimo campionato italiano Top12
Articolista Training Lab Italia

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Bibliografia

  • [1] Menaspà P. Are rolling averages a good way to assess training load for injury prevention? Br J Sports Med 2017;51:618–619.
  • [2] Williams, S., West, S., Cross, M. and Stokes, K., 2016. Better way to determine the acute: chronic workload ratio? British Journal of Sports Medicine, pp. bjsports-2016-096589.
  • [3] Hulin BT, Gabbett TJ, Lawson DW,et al. The acute:chronic workload ratio predicts injury: high chronic workload may decrease injury risk in elite rugby league players. Br J Sports Med Published Online First: 2015;0:1–7.
  • [4] Murray NB, Gabbett TJ, Townshend AD, et al. Calculating acute:chronic workload ratios using exponentially weighted moving averages provides a more sensitive indicator of injury likelihood than rolling averages. Br J Sports Med 2017;51:749–754.