campo in cui si effettua monitoraggio del carico di allenamento nel calcio

Il monitoraggio del carico di allenamento nel calcio

Il monitoraggio del carico di allenamento nel calcio 1024 536 TRAINING LAB ITALIA

Fondamentale per migliorare la performance e la sinergia tra preparatore, allenatore e medico: parliamo del monitoraggio del carico di allenamento nel calcio.

Carico esterno e interno

L’obiettivo dell’allenamento è quello di somministrare all’atleta la giusta dose di carico in termini di volume, intensità e frequenza. Il monitoraggio dell’allenamento risulta quindi essere una componente cruciale per l’organizzazione delle sedute e il raggiungimento degli adattamenti desiderati. Inoltre, avere a disposizione dati di carico può aiutare nella prevenzione degli infortuni e del sovrallenamento.

Il carico di allenamento può essere descritto in due modi: il carico esterno ed il carico interno.

  • Il carico esterno è la misurazione oggettiva del volume e dell’intensità svolta dall’atleta in termini di distanza percorsa, velocità, tempo, sovraccarico utilizzato e numero di ripetizioni ecc. Di solito si è abituati a descrivere l’allenamento attraverso parametri di carico esterno (es. 4 volte 1000m in 4 minuti), tuttavia dobbiamo sempre tenere a mente che è il relativo stress fisiologici a determinare l’adattamento dell’atleta (consumo di O2, % frequenza cardiaca, produzione di lattato ematico) ovvero il carico interno (Impellizzeri et al. 2004).

Monitoraggio del Carico Esterno

Se nelle discipline individuali è sempre stato abbastanza facile avere dati di carico esterno, nel calcio è solo grazie alla diffusione di strumentazione GPS che, da circa 10 anni, è possibile misurare il carico esterno anche in allenamenti svolti con la palla.

Utilizzando tali dispositivi possiamo ricavare dati sullo spostamento in campo del giocatore e di conseguenza avere parametri di carico come distanza totale, distanza percorsa ad una velocità, numero ed intensità delle accelerazioni e la famosa potenza metabolica. Un parametro incredibilmente utile che permette di misurare il consumo energetico totale dell’atleta e l’intensità di gioco. Tale indicatore infatti tiene conto sia delle accelerazioni sia della velocità. In Italia abbiamo alcuni tra i più grandi esperti nel campo, tanto che in Europa noi Italiani siamo chiamati “quelli della potenza metabolica”!

  • Infatti, grazie ad uno studio del 2010 di Osgnach (Osgnach et al. 2010) incentrato sull’utilizzo della potenza metabolica nel calcio, è ora possibile stabilire il carico di allenamento in esercitazioni con palla (comprese le gare ufficiali).

La produzione scientifica su questo tema non si è mai fermata e continua ancora oggi. Dieci anni di studi e ricerche applicate al calcio hanno evidenziato che limitarsi all’analisi delle sole misurazioni tradizionali, come distanza e velocità, sia un approccio decisamente non sufficiente. Tali parametri, infatti, non tengono in considerazione il costo energetico delle accelerazioni, delle decelerazioni e dei cambi di direzione che vengono svolte in ogni esercitazione con palla (Scott et al. 2013).

Tanto per essere più chiari su questo punto, calza a pennello l’esempio del consumo di carburante delle nostre auto. Se guidiamo in autostrada potremo misurare una velocità media di 120km/h a fronte di un consumo di circa 4 litri di carburante per km percorso. Di contro, quando guidiamo nel traffico cittadino la velocità media è molto più bassa, ipotizziamo 40km/h, mentre il consumo di carburante (purtroppo lo sappiamo bene) è maggiore, circa 5,8 litri per ogni km.

consumo di carburante

Bene, il nostro corpo funziona in maniera analoga. Quando corriamo in linea a velocità costante, come succede nella maratona (magari correndo scalzi come Abebe Bikila, nel Settembre di 60 anni fa), la nostra velocità media sarà di circa 18km/h, con un consumo energetico di 4 kilojoule per kg di peso corporeo per km. (Un po’ complicato da descrivere, mi scuserete, ma è la misura del consumo energetico normalizzato per la massa del soggetto).

consumo energetico

Nel caso di una partita di calcio, la velocità media del calciatore è di circa 7km/h ma il consumo, proprio come la nostra auto nel traffico, è maggiore! Questo perché parte dell’energia consumata è investita nelle accelerazioni, nelle frenate e nei cambi di direzione.

intervista Bolt

Intervista di Sky Sport a Bolt.

 

Una testimonianza che amo mostrare a dimostrazione dell’importanza del modello biomeccanico del calciatore, e della assoluta necessità di prendere in considerazione le accelerazioni, è questa intervista riportata dalla nota testata Sky Sport.

Terminata la carriera da velocista, Bolt si è dilettato nel giocare a calcio con un Club australiano. Come leggiamo dal testo, è incredibile che l’uomo più veloce del mondo provi a giocare a calcio e il suo problema non sia tecnico, di gestione della palla, ma sia correre! Nel dettaglio dell’intervista possiamo leggere “il mio problema è sprintare, fermarmi e sprintare di nuovo” insomma, accelerare, frenare e accelerare di nuovo.

 

 

Vediamo ora nel dettaglio come viene misurata la potenza metabolica.

potenza metabolica

Questo grafico descrive l’andamento della potenza metabolica in funzione della velocità e della accelerazione istantanee dell’atleta. Le linee che vedete sono le cosiddette linee di isopotenza: le linee lungo le quali la potenza è costante.

  • Blu:10 Watt/kg-1
  • Verde 20 Watt/kg-1
  • Arancione 35 Watt/kg-1
  • Rosso 55 Watt/kg-1.

Sull’asse delle ascisse (x) troviamo i valori di accelerazione, al centro del grafico accelerazione=0, il che significa che mi sto spostando a velocità costante. Sull’asse delle ordinate (y) troviamo i valori di velocità.

Come possiamo notare al crescere della velocità, a parità di accelerazione, la potenza metabolica cresce. Allo stesso modo però, la potenza metabolica prodotta dall’atleta può aumentare senza incremento di velocità. Lo vediamo descritto dai punti colorati evidenziati sulla parte destra del grafico: la velocità è sempre 9 km/h (linea orizzontale tratteggiata) ed all’aumentare dell’accelerazione (spostandoci verso destra nel grafico), aumenta la potenza metabolica.

Ad oggi, tutte le squadre professionistiche hanno a disposizione strumenti GPS. Non è raro vedere immagini di giocatori professionisti che durante allenamenti e gare indossano le tipiche casacche nere che ospitano i GPS (vedi foto).

allenamento squadra di calcio

Negli staff tecnici dei top club Italiani ed Europei esistono aree specializzate proprio sul monitoraggio con preparatori che hanno come compito specifico la racconta e l’analisi dei dati di carico.

Come esperienza personale posso dirvi che questa tecnologia ha accorciato la distanza tra allenatore e preparatore. I lavori fisici e tecnici ormai sono fusi in una sola cosa e l’allenamento viene pianificato veramente “a quattro mani”. Semplicemente modificando piccoli particolari di una esercitazione tecnico-tattica, come spazi di gioco e numero di giocatori, è possibile andare a lavorare sui diversi aspetti della preparazione fisica: resistenza, forza, velocità ecc. Una piccola rivoluzione, impensabile fino a qualche anno fa.

Posso aggiungere che anche nella comunicazione con lo staff medico la tecnologia GPS dà il suo notevole contributo. La gestione del rientro in campo del giocatore infortunato grazie alla possibilità di monitorare la progressione del carico, in termini di volume, intensità e qualità del movimento, è decisamente migliorata.

Preparatore, allenatore e medico ora parlano la stessa lingua!

Monitoraggio del Carico Interno

Per quanto riguarda le indagini rivolte al carico interno, tra le misure che dal punto di vista logistico possono essere attuate quotidianamente in campo, è stato dimostrato che la frequenza cardiaca ha una cinetica troppo lenta per descrivere correttamente i cambi repentini di intensità tipici del calcio (Hill-Haas et al. 2009).

scala di Borg

 

Per questo motivo (oltre al costo economico, di tempo ed energie) hanno avuto una grande diffusione nel calcio le misurazioni del carico interno attraverso la scale soggettive di percezione dello sforzo come ad esempio la scala di Borg CR10 (Alexiou and Coutts 2008; Esposito et al. 2004).

L’utilizzo della scala di Borg CR10 (vedi foto) prevede che al termine della seduta (meglio se 20 minuti dopo la conclusione, in modo che il valore non sia influenzato troppo dall’ultima esercitazione svolta) il giocatore indichi il valore di percezione dello sforzo medio di tutto l’allenamento. Il giocatore è aiutato nella scelta da 0 a 11 dalle cosiddette ancore verbali (molto lieve, lieve, moderato ecc). Per avere dati il più validi possibile, è importante standardizzare la presa dati (chi prende il dato, quando, utilizzo della stessa scala non colorata) e non far ascoltare agli altri giocatori il valore dichiarato (un mio suggerimento è quello di farsi indicare il valore con il dito).

 

Per avere un dato sul volume di allenamento, tale scala può essere utilizzata sottoforma di session RPE (sRPE), ovvero moltiplicare il valore dichiarato per la durata della seduta in minuti. Esempio: RPE=5; durata= 90minuti; 5×90=450 Unità Arbitrarie. In questo modo è possibile avere un diario di allenamento sui volumi di lavoro svolti.

training load

 

Vi invito fortemente ad utilizzare questo tipo di valutazione (sono scaricabili dal sito la scala CR10 da stampare ed il file Excel per il calcolo del carico di allenamento), poiché non sempre sono corrette le nostre sensazioni da allenatori su come un carico sia assorbito dagli atleti. Inoltre, il solo fatto di essere costretti a scambiare almeno due parole a fine allenamento con tutti i nostri ragazzi.

Questo ci permette di fare uno screening completo sulla situazione della squadra, intercettando immediatamente eventuali problematiche. Infine per gli atleti più giovani, l’utilizzo della scala credo che abbia una forte valenza educativa sulla consapevolezza del proprio corpo, elemento fondamentale per lo sviluppo a 360° di un Atleta.

Marco Montini
Note sull’autore
Dottore di Ricerca (Ph.D.) in “Scienze dello Sport” presso l’Università di Roma Foro Italico.
Preparatore Atletico Professionista FIGC, ha conseguito anche l’abilitazione di allenatore Uefa B.
Dal 2012 lavora nel calcio professionistico: 4 stagioni con la primavera SSC Napoli; una in serie C ad Arezzo e 3 con le nazionali giovanili FIGC – Vice campione Europeo Under 17 ed partecipazione all’Europeo Under 21. Attualmente è preparatore dell’Under 19.
Continua tutt’oggi l’attività di ricerca con l’Università del Foro Italico. È autore di quattro pubblicazioni internazionali e diversi articoli inerenti la metodologia dell’allenamento.
Docente di metodologia per i corsi UEFA B e UEFA C, ha inoltre partecipato a diversi congressi, master universitari e corsi internazionali in qualità di relatore e docente.

Continua a seguirci per avere la possibilità di leggere articoli scientifici attuali e super-interessanti, scritti SEMPRE e SOLO da professionisti del settore sportivo.

Bibliografia

  • Alexiou H. and Coutts A.: A Comparison of Methods Used for Quantifying Internal Training Load in Women Soccer Players (2008). International Journal of Sports Physiology and Performance.
  • Esposito F. et al: Validity of Heart Rate as an Indicator of Aerobic Demand during Soccer Activities in Amateur Soccer Players.(2004) European Journal of Applied Physiology
  • Hill-Haas S et al: Physiological Responses and Time-Motion Characteristics of Various Small-Sided Soccer Games in Youth Players (2009) Journal of sports sciences
  • Impellizzeri F.M. et al: Use of RPE-Based Training Load in Soccer (2004) Medicine and Science in Sports and Exercise
  • Osgnach C. et al: Energy Cost and Metabolic Power in Elite Soccer: A New Match Analysis Approach (2010) Medicine and Science in Sports and Exercise
  • Scott B. et al: A Comparison of Methods to Quantify the In-Season Training Load of Professional Soccer Players (2013) International Journal of Sports Physiology and Performance
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