mesomorfia

Mesomorfia: Come avere l’approccio vincente come personal trainer

Mesomorfia: Come avere l’approccio vincente come personal trainer 1024 536 TRAINING LAB ITALIA

(3 di 3 articoli sulle metodiche di allenamento e consigli alimentari)

Concludiamo oggi, con l’ultimo articolo riguardante l’Approccio vincente come Personal Trainer, la Trilogia sulla SOMATOTIPIA.

Soprattutto nell’allenamento ONE to ONE per esempio, si incorre spesso in clienti di tipo ecto-mesomorfo, endo-ectomorfo etc. Non avere conoscenza di questo principio, può essere fuorviante soprattutto per coloro che non hanno un approccio scientifico e potrebbero non avere una buona comprensione di cosa succede al proprio cliente.

I biotipi o “SOMATOTIPI” sono semplici da capire e da definire in un senso ma, complicati in altro tanto da non poter esattamente affermare che noi apparteniamo a un unico tipo di corpo ma bensì abbiamo delle sovrapposizioni. Nelle vecchie scuole di pensiero dell’osservazione diretta (a nostro avviso molto approssimativa) il professionista dovrebbe avere una conoscenza di base di una metodologia di valutazione antropometrica per la determinazione e un ottima conoscenza degli algoritmi per la classificazione di essa.

L’altra cosa da sottolineare è che, i corpi di tutti sono unici e per quanto si voglia generalizzare con metodiche di valutazione approssimative, per la categorizzazione di tali soggetti è necessario cmq avere una conoscenza e competenza per realizzare tali determinazioni.

Mesomorfia (per la deteminazione con plicometria, centimetria e diametri ossei trasversi dedicheremo uno “short paper” nei prossimi giorni).

  • Attributi fisici:
    • struttura muscolare presente rispetto gli altri biotipi
    • corpo di norma definito
    • circonferenza vita in percentuale maggiore rispetto l’etcomorfo
    • circonferenza spalle in percentuale superiore ripetto l’ectomorfo
    • buona capacità nell’accrescimento della massa muscolare
    • percentuale di massa grassa inferiore rispetto l’endomorfo
    • Circonferenza fianchi in percentuale inferiore rispetto all’endomorfo
    • Circonferenza torace in percentuale maggiore rispetto l’ectomorfo
    • Capatica di accrescimento della massa grassa superiore rispetto l’ectomorfo

Il Biotipo Mesomorfo è al centro della scala (di ectomorfi ed endomorfi) e non è così comune come gli altri due.

In sostanza, è il tipo di corpo perfetto, guadagnano massa muscolare così come gli endomorfi, e perdono massa grassa, come gli ectomorfi. In altre parole, hanno il corpo malleabile molto di più rispetto agli altri due somatotipi. Il loro elevato metabolismo da cui deriva un ottimo utilizzo dei macronutrienti introdotti è dovuta sostanzialmente a due motivi principali:

  1. La quantità di tessuto muscolare presente
  2. La qualità del tessuto muscolare presente

Con i Mesomorfi praticamente è quasi impossibile sbagliare nell’allenamento considerando il fatto che devono solo impegnarsi al 100% per garantire di non sprecare il loro elevato potenziale muscolare. I consigli di base sono semplici, mangiare sano, con una quantità moderata di carboidrati, proteine ​​e grassi nella misura di un alimentazione standard per la salute.

Ancora una volta, la dieta è molto importante, se si vuole perdere peso e mantenere la massa muscolare, la dieta consiste nella giusta percentuale di proteine, carboidrati e grassi. Non ci addentreremo in questo argomento per due semplici motivi:

  • Crediamo fermamente nell’interazione delle diverse figure laureate e specializzate in tale argomento.
  • Essendo un Dottore di Ricerca in Scienze del Movimento Umano la mia competenza rimane nell’ambito del movimento.
  • L’approccio ad un regime calorico controllato ed adeguato verrà indirizzato verso una figura professionale autorevole su tale disciplina.

Essi tendono a rispondere bene all’allenamento di endurance e di resistance, all’introito di integratori come la creatina che li aiuta nel recuperi negli allenamenti più duri…

Allora vi starete chiedendo, PERCHÉ LA NECESSITÀ DI APPROFONDIRE TALE ARGOMENTO SE È COSI SEMPLICE? Qui invece vi daremo 3 risposte:

  1. Perché OTTIMIZZEREMO cosa deve fare un MESOMORFO
  2. Perché la SCIENZA in cui crediamo non è APPROSSIMAZIONE
  3. Perché vi spiegheremo come il MESOMORFO si comporta rispetto gli altri due SOMATOTIPI

Consigli pratici.

Di base i Mesomorfi possono allenarsi più a lungo ed in maniera più intensa di quanto possa fare un Ectomorfo. Nelle loro sedute devono sempre avere un training di cardio routine per evitare continui periodi di, lasciatemi passare il termine poco scientifico, “MASSA”. Set con Range 8-12 ripetizioni e da 30 secondi ad 1 minuto di recovery/rest tra le serie è una base di allenamento sufficiente a mantenere un livello muscolare adeguato.Alcuni dei migliori piani di allenamento per Mesomorfi integrano lezioni di yoga, pilates. Il Cardio sul Treadmill, Cyclette o Stairmaster per mezz’ora tre volte alla settimana sono sufficienti.Nei periodi di neuromuscolarizzazione, 3 esercizi per ogni distretto corporeo 3 volte a settimana sono più che sufficienti. Commutare la routine finale di allenamento con i pesi, utilizzando un alto numero di ripetizioni con pesi più leggeri, aiuterà a tenere alto l’EPOC. L’Aggiunta di esercizi bodyweight e tecniche come super set o circuit-training, diventano specifici su resistenza di endurance muscolare senza costruire eccessiva “massa” muscolare. Nella routine settimanale di allenamento, 5 giorni a settimana è l’ideale per stimolare la crescita muscolare e tenere bassi i livelli di Fat Mass. I Mesomorfi hanno una struttura ossea di medie dimensioni e il corpo atletico, e se sono attivi, di solito hanno una notevole quantità di massa magra. Molti atleti esplosivi come lottatori e ginnasti si adattano a tali criteri perché questo Biotipo tende ad essere testosterone e GH (ormone della crescita) dominante. Questo profilo porta ad una predisposizione di guadagno muscolare alto e management di grasso corporeo inferiore rispetto l’endomorfo. Infatti la loro componente di forza è maggiore perché i loro muscoli sono spessi e densi e le loro miofibrille lavorano in maniera ottimale per il rapporto con la lunghezza dei capi ossei.

Terminata la Trilogia dei SOMATOTIPI ricordiamo sempre che questi consigli sono di base per un PRIMO APPROCCIO nei clienti che vanno VALUTATI, ANALIZZATI ed ALLENATI seguendo una PROGRAMMAZIONE AD PERSONAM.

Emanuele D’Angelo
Dottore di Ricerca (Ph.D)
in Scienze Biomediche Citomorfologiche e Motorie
Laureato in Scienze delle Attività Motorie e Sportive
Laurea specialistica in Scienze e Tecniche delle Attività Motorie Preventive ed Adattate
Responsabile Scientifico Training LAB ITALIA

Bibliografia: