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STRENGTH & CONDITIONING: LE PROSPETTIVE FUTURE

STRENGTH & CONDITIONING: LE PROSPETTIVE FUTURE 1024 683 TRAINING LAB ITALIA

STRENGHT COACH EVIDENCE-BASED

Da circa un decennio il mondo dell’allenamento e del fitness ha subito un forte cambiamento, un’evoluzione che ha portato il movimento e l’esercizio fisico nella mente di una buona fetta di popolazione.

Il catalizzatore di tutto ciò è stato l’allenamento funzionale e, successivamente, il Crossfit che ha letteralmente accelerato questo processo di diffusione del “nuovo allenamento”. Da laureati in Scienze Motorie non possiamo sederci in platea e osservare questo spettacolo, il canovaccio dobbiamo scriverlo noi e, con le giuste competenze, possiamo sia adattarci a questo cambiamento sia guidarlo ricoprendo un ruolo di protagonisti.

Questo è possibile soltanto avendo determinate caratteristiche, ovvero:

  • competenza;
  • capacità analitiche e globali del mercato e del mondo lavorativo odierno;
  • passione.

strength coach

 

STRENGTH & CONDITIONING, COS’E’?

Abbiamo sempre preso molto dall’America e, probabilmente, abbiamo preso anche questo termine.

Ma cos’è lo Strength & Conditioning?

La prima cosa che ci viene in mente quando sentiamo pronunciare questo nome è una sala pesi, una palestra, bilancieri e atleti. Effettivamente è più semplice descrivere di cosa si occupa uno Strength Coach e cosa dovrebbe conoscere, quindi:

  • principi fondamentali dell’allenamento e della periodizzazione di esso;
  • conoscenza delle metodiche di allenamento di forza, potenza e resistenza;
  • conoscenza dei principi di allenamento per “soggetti speciali” come anziani, giovani e soggetti con disabilità;
  • allenamenti sport specifici;
  • conoscenza di patologie e infortuni in relazione allo Strength & Conditioning.

Come possiamo vedere da quello appena descritto, il campo d’azione di uno Strength Coach è molto vasto e, pertanto, le vie di specializzazione sono molteplici.

Tuttavia, nel panorama italiano il nostro ruolo si riduce a preparatore fisico per sportivi e Coach che svolgono la loro professione in Box o che si avvicinano al mondo del Powerlifting e Weightlifting.

 

EVIDENCE-BASED STRENGTH & CONDITIONING: IL FUTURO

Il termine evidence-based (EVB) è nato intorno ai primi anni ’90 in campo medico ed uno dei precursori di questo concetto è stato Sackett. Nell’ultimo periodo questo termine si è avvicinato al mondo dell’allenamento e dello Strength & Conditioning, spesso anche abusandone per promuovere prodotti, post o programmazioni.

Cosa definisce EVB un piano di Strength & Conditioning e come possiamo rendere quest’ultimo EVB?

Per affiancare il concetto di EVB al mondo dell’allenamento dovremmo farci guidare da approccio sistematico nei confronti di atleti e soggetti che si basa su prove scientifiche integrandolo con un ragionamento pratico e professionale, analizzando quelli che sono i bisogni specifici del soggetto. Questo non significa ricercare abstract in maniera casuale o seguire in maniera incoscienziosa quelle che sono le raccomandazioni di “esperti”.

Sicuramente l’era dei social e dell’informazione senza filtri e senza fonti ha reso questo passaggio molto tortuoso, ecco perché un background accademico e un aggiornamento costante presso enti certificati e che seguono questa linea di pensiero è vitale e fondamentale.

In letteratura troviamo risultati diversi, alle volte contrastanti, quindi il lavoro di ricerca è un lavoro a lungo termine e non possiamo soffermarci sul “trovare prove”, ma dobbiamo trovare le “migliori prove”, le “migliori evidenze”. Inoltre, il mondo del condizionamento è in continuo aggiornamento pertanto alcune evidenze che erano valide sei anni fa, potrebbero non esserlo oggi.

Il nostro obiettivo è quello di fornire al cliente programmi con le “migliori evidenze attuali”.

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IL RAGIONAMENTO E MESSA IN CAMPO DELL’EVIDENCE BASED

Sackett ha suddiviso il processo dell’EBV in 5 step, assolutamente applicabili nel mondo dello Strength & Conditioning.

STEP 1: DOMANDA

Sviluppare una domanda, attraverso l’acronimo PICOT (Popolazione, Intervento, Confronto, Outcome, Time), in questo modo riusciamo a sviscerare una domanda e renderla più specifica in modo da poterla analizzare al meglio.

“Quale esercizio migliora la forza degli arti inferiori?”

Diventa…

“Eseguire 3 serie di 6 ripetizioni un Back Squat, per 4 settimane, aumenta l’1RM all’interno di un soggetto non allenato, rispetto ad una Leg Press eseguita con 4 serie per 5 ripetizioni?”

STEP 2: TROVARE LE PROVE

La ricerca delle prove deve avvenire su due fronti, ovvero nella pratica e nell’evidenza scientifica.

Essere aggiornati sull’evidenza scientifica non significa soltanto ricercare al bisogno, ma significa leggere quotidianamente riviste scientifiche e articoli presenti su Pubmed, Google Scholar, Journal of Strength & Conditioning Research, così come partecipare a seminari, convegni e corsi di formazione che aumentano il nostro livello di competenza e conoscenza.

STEP 3: VALUTARE PROVE

Probabilmente è il passaggio più complesso perché spesso le prove sono contrastanti.

Pertanto, allenatori e professionisti dovrebbero considerare attentamente sia i punti di forza che quelli di debolezza, per determinare quale scelta o prova ha un maggior peso e una maggiore validità.

Eliminare ogni tipo di soggettività può sicuramente renderci meno imparziali.

Nella scelta, una meta analysis ha un impatto maggiore, ad esempio, rispetto ad un randomised controlled study, systrematic controlled review o meta analysis of cross-sectional studies.

Nonostante ciò, non dovremmo essere mai intimoriti quando è necessario prendere delle decisioni se vi è una mancanza di prove, soprattutto quando facciamo riferimento a metodologie, tools e argomenti recenti ed emergenti.

STEP 4: INTEGRAZIONE CON LA PRATICA

In questo step bisogna collocare quelle che sono le prove ricercate all’interno della nostra pratica quotidiana, adattandole al soggetto e quindi alle esigenze specifiche dell’atleta, al tempo a disposizione per effettuare la sessione o la fase, background motorio e di infortuni così come alla disponibilità di budget da parte nostra e del cliente.

STEP 5: RIVALUTAZIONE

Aspetto essenziale e legato in maniera indissolubile al concetto di “aggiornamento costante”. Il nostro programma potrebbe andare incontro a modifiche proprio perché è l’evidenza scientifica che cambia, si aggiorna e migliora.

 

IL RUOLO DELL’EVB PER LO STRENGTH COACH

Lavorare attraverso evidenze scientifiche, aiuta il coach nelle decisioni e nella stesura di programmi di allenamento. Il numero di prove e di articoli esaminati determina la “forza” del programma e la sua certezza.

La “forza di un programma” è necessaria quando dobbiamo difendere le nostre scelte, le nostre decisioni e anche quando offriamo un servizio.

Quando chiediamo al titolare di una palestra o al presidente di una società sportiva dei bilancieri olimpionici dobbiamo spiegare e certificare l’utilità di questa spesa.

“La pesistica olimpica, farà diventare i tuoi atleti più potenti. Salteremo più in alto, faremo più punti! Vinceremo più partite!”

Insomma per farla breve, questa frase suona meglio di “Bisogna comprare 4 bilancieri!”, sbaglio?

Allo stesso modo, un atleta scettico davanti ad una sessione del microciclo o riluttante ad abbandonare un programma inefficace ha bisogno di certezze, ha bisogno della “forza del programma” per affidarsi ad uno Strength Coach.

L’evidence-based, insieme all’aggiornamento costante ed un background accademico, è fondamentale per accrescere il nostro sapere e il nostro bagaglio di competenze, ma anche necessario per elevare la nostra figura e appropriarci di un riconoscimento reale (non basato sul “no pain no gain”,) ma su evidenze e certezze scientifiche.

Solo in questo modo la figura dello Strength Coach potrà evolversi ed affermarsi in un panorama lavorativo che, ad oggi, è ancora immacolato, quantomeno in Italia.

Facciamoci trovare pronti, perché il futuro è nostro.

 

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Stefano Auletta

Note sull’autore

 

BIBLIOGRAFIA

English, K. L., Amonette, W. E., Graham, M., & Spiering, B. A. (2012). What is “evidence-based” strength and conditioning?. Strength & Conditioning Journal, 34(3), 19-24.

Gamble, P. ‘Strength and conditioning’theory and practice-a need to know. Official Journal of Sports Medicine New Zealand Inc.

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