ragazza con problemi alla cistifellea che fa attività fisica

Cistifellea, obesità e attività fisica

Cistifellea, obesità e attività fisica 1024 536 TRAINING LAB ITALIA

In questo articolo parleremo della correlazione tra cistifellea, obesità e attività fisica. L’obesità è correlata a malattie della cistifellea? E l’inattività fisica? 

Continua a leggere e vediamo cosa dicono le evidenze scientifiche.

LA CISTIFELLEA 

La cistifellea è un organo gastrointestinale situato nella giusta regione ipocondriale dell’addome. Questa sacca intraperitoneale si trova all’interno di una fossa formata tra gli aspetti inferiori del lobo destro e quadrato del fegato.

cistifellea

La funzione primaria della cistifellea è di concentrare e immagazzinare la bile. Dopo i pasti, la cistifellea è vuota e piatta, come un palloncino sgonfio. Prima di un pasto, la cistifellea può essere piena di bile e delle dimensioni di una piccola pera.

La bile è un liquido giallo-verdastro prodotto dal fegato allo scopo di facilitare la digestione e l’assorbimento dei grassi e delle vitamine liposolubili, e neutralizzare l’acidità del chimo proveniente dallo stomaco; viene rilasciata dalla cistifellea, in risposta alla colecistochinina, nell’intestino tenue attraverso dotti. 

Sono solo questi i compiti svolti dalla cistifellea? 

La cistifellea sembra influenzare il metabolismo del corpo intero, attraverso meccanismi diretti ed indiretti, regolando il turnover degli acidi biliari circolanti (BAs) e la secrezione di ormoni metabolicamente attivi, rispettivamente.

PATOLOGIE DELLA CISTIFELLEA

La malattia della cistifellea è una delle malattie gastrointestinali più diffuse nei paesi sviluppati.

I costi medici ammontano a circa 6,2 miliardi di dollari l’anno per la malattia della cistifellea negli Stati Uniti e sono aumentati di oltre il 20% negli ultimi 3 decenni. I fattori di rischio per la malattia della colecisti possono essere classificati come fattori non modificabili e modificabili: 

  • I fattori di rischio non modificabili noti comprendono sesso femminile, background etnico, invecchiamento e storia familiare o genetica. 
  • Potenziali fattori di rischio modificabili comprendono obesità, sindrome metabolica, aumento di peso sin dalla prima età adulta, rapida perdita di peso, fumo, dieta (grassi animali, zuccheri raffinati, grassi vegetali e assunzione di fibre) e inattività fisica. 

Il ruolo dell’attività fisica nello sviluppo della malattia della colecisti è stato recentemente approfondito in diversi studi.

La maggior parte di questi studi ha suggerito che l’attività fisica diminuisce in modo indipendente il rischio di malattia della colecisti e potrebbe svolgere un ruolo importante nella prevenzione della malattia della colecisti sintomatica e asintomatica.

Chuang et al. ha riferito che l’attività sportiva vigorosa è più efficace nella prevenzione della malattia da calcoli biliari. La Fitness cardiorespiratoria (CRF) è riconosciuta come una misura oggettiva e riproducibile che riflette le conseguenze funzionali delle abitudini di attività fisica e può fornire prove migliori con cui valutare le associazioni con la malattia della colecisti.

Lo studio sulla salute dei corridori nazionali ha identificato un basso CRF come uno dei fattori di rischio per la malattia della colecisti e ha suggerito che il CRF è inversamente associato con la malattia della colecisti dopo aver controllato i diversi livelli di attività fisica. È stato riscontrato che ogni aumento di 1-MET di CRF era associato a una probabilità inferiore del 10% di malattia della colecisti più specificamente ogni aumento di 1-MET in CRF era associato a una probabilità inferiore del 13% di malattia della colecisti per le donne e all’8% di probabilità in meno per gli uomini.

GLI STUDI

  1. Nello studio National Runners, che comprendeva 29.110 uomini e 11.953 donne, Williams et al. ha rilevato che un maggiore CRF, valutato da una velocità di gara di 10 km, era inversamente correlato al rischio di calcoli biliari. Rispetto agli uomini e alle donne meno allenati, gli uomini che correvano più veloci di 4,75 m/s avevano un rischio inferiore dell’83% e le donne che correvano più velocemente di 4 m/s avevano il 93% di rischio in meno.
  2. Lo studio Strong Heart ha utilizzato l’ecografia per esaminare il ruolo dell’attività fisica nello sviluppo della malattia della colecisti negli indiani d’America, una popolazione ad alto rischio di malattia della colecisti. Questo studio ha suggerito che l’attività fisica era associata a un ridotto rischio di sviluppare una malattia della colecisti sintomatica e asintomatica.
  3. Un altro studio di follow-up condotto da European Prospective Investigation of Cancer, che ha coinvolto 25.639 volontari di 40-74 anni, ha riportato che il più alto livello di attività fisica era associato a un rischio inferiore del 70% di calcoli biliari sintomatici rispetto al livello più basso dopo 5 follow-up di anni. Questi risultati suggeriscono che l’attività fisica potrebbe fornire un effetto protettivo contro la malattia della colecisti.

OBESITÀ E MALATTIE ALLA CISTIFELLEA

L’obesità è un importante problema di salute nel mondo ed è correlata a molte malattie critiche, come diabete, malattie cardiovascolari e sindrome metabolica.

L’obesità porta a infiltrazioni di grasso in più organi e il tessuto adiposo infiltrato produce molte citochine con conseguente disfunzione di organi come la cistifellea. Nelle malattie biliari, l’obesità e il sovrappeso sono stati conosciuti come un importante fattore di rischio per i calcoli biliari.

Secondo gli studi attuali, l’obesità, l’insulino-resistenza, l’iperinsulinemia e la sindrome metabolica sono correlate a varie malattie della colecisti tra cui calcoli della colecisti, colecistite, polipi della colecisti e tumori della colecisti. 

UNA CURIOSITÀ: Il carcinoma della cistifellea (GBC) è una neoplasia relativamente rara ma altamente letale.

L’obesità può:

  • disturbare il metabolismo degli ormoni lipidici endogeni
  • influire sulla motilità della cistifellea
  • aumentare il rischio di calcoli biliari
  • svolgere, quindi, un ruolo nel GBC.

Il controllo dell’obesità attraverso misure come la modifica dello stile di vita, una dieta sana ed esercizio fisico regolare può rivelarsi utile nella prevenzione della GBC.

La colelitiasi (malattia da calcoli biliari [GSD]) è un pubblico, diffuso e costoso problema di salute e la colecistectomia si colloca tra gli interventi chirurgici più comuni al mondo. Oltre ai suoi ruoli classici sulla digestione ed assorbimento dei nutrienti lipidici, prove crescenti suggeriscono che la cistifellea (GB) ricopra un ruolo fisiologico su glucosio, lipidi e omeostasi energetica e che sia la GSD che la colecistectomia abbiano un impatto negativo sulla sensibilità all’insulina. Pertanto, la comprensione dei ruoli metabolici della GB è rilevante per prevenire e curare meglio le conseguenze metaboliche dell’obesità.

La GB sembra influenzare il metabolismo del corpo intero attraverso meccanismi diretti ed indiretti, regolando il turnover degli acidi biliari circolanti (BAs) e la secrezione di ormoni metabolicamente attivi, rispettivamente. I BAs sono conservati, concentrati e rilasciati nell’intestino durante l’alimentazione. Sono riassorbiti nell’ileo distale, raggiungendo il fegato attraverso la circolazione portale. Una piccola frazione raggiunge la circolazione sistemica ed attiva recettori di vari tipi di cellule per determinare risposte metaboliche complesse.

Classicamente, le relazioni fisiopatologiche tra GSD, l’obesità e la resistenza all’insulina (IR) sono state viste in gran parte come unidirezionali, con l’obesità come fattore di rischio sia per GSD che per IR, e con queste due complicazioni a seguito di storie naturali piuttosto indipendenti. Tuttavia, l’attuale stato dell’arte suggerisce un più complesso scenario, in cui l’obesità promuove sia la GSD che la IR, ma anche in che GSD promuove l’IR, con quest’ultima che agisce, a sua volta, come determinante di GSD.

cistifellea e obesità

Non tutti i pazienti con obesità sviluppano GSD e non tutti gli individui con la GSD soffrono di obesità. In altre parole, l’obesità non è necessaria né sufficiente per la patogenesi della GSD.

La suscettibilità alla GSD è determinata da una serie di fattori, tra cui:

  • età e sesso
  • gravidanza
  • origine etnica e genetica
  • fattori ambientali e alimentari.

La formazione dei calcoli biliari del colesterolo richiede non solo la sovrasaturazione del colesterolo biliare, ma anche un funzionamento anomalo della GB, con diminuzione della contrattilità ed eccessiva secrezione epiteliale di proteine solubili che facilitano la nucleazione dei cristalli di colesterolo.

Inoltre l’ipomotilità GB, causata da predisposizione genetica, per esempio, come risultato di una compromissione della secrezione o dell’azione della colecistochinina o secondaria a fattori sistemici o locali, è anche un fattore richiesto per la patogenesi dei calcoli biliari.

Studi osservazionali hanno riferito che, indipendentemente dalla massa corporea, sistemica ed epatica l’IR associata con GSD è stata riscontrata sia nella popolazione generale che in quella ad alto rischio, come i pazienti con diabete, gli individui nativi americani di provenienza o donne incinte. In particolare, nelle donne in gravidanza gli estrogeni aumentano la saturazione del colesterolo biliare e il progesterone diminuisce la contrattilità GB, favorendo la litogenesi; tuttavia, è possibile che la gravidanza-IR associata può aumentare ulteriormente il rischio di GSD. 

UNA CURIOSITÀ: l’eccessiva assunzione di fruttosio si associa in modo indipendente ad un elevato rischio di GSD durante la gravidanza, forse perché questo nutriente aumenta ulteriormente IR epatica.

La leptina è stata proposta come ulteriore collegamento tra l’obesità e GSD. Questa adipochina è secreta da adipociti maturi ed i suoi livelli circolanti sono direttamente correlati con l’adiposità del corpo.

Poiché la leptina riduce fisiologicamente l’appetito e favorisce la spesa energetica ed è un fattore necessario per la normale sensibilità all’insulina, i suoi aumentati livelli sono coerenti con uno stato di resistenza alla leptina nei pazienti con obesità. Modelli di topo in carenza di leptina o genetica resistenza alla leptina hanno rivelato ruoli imprevisti di questa adipochina nella regolazione della motilità della GB e nella funzione che promuove la litogenesi, eventualmente mediata direttamente dai recettori della leptina presenti nei colangiociti che rivestono la mucosa della GB.

GLI EFFETTI DELL’ATTIVITÀ FISICA

Alcuni studi hanno riportato che l’attività fisica potrebbe prevenire la formazione di calcoli biliari:

  • diminuendo la secrezione di colesterolo biliare
  • modificando alcuni ormoni regolatori della colecisti
  • migliorando la motilità del tratto gastrointestinale e della cistifellea.  

I meccanismi attraverso i quali l’attività fisica può influenzare la patogenesi della cistifellea sono comunque poco chiari.

Uno studio che correla gli effetti dell’esercizio fisico ed animali ha riferito che 12 settimane di allenamento di resistenza hanno attenuato lo sviluppo di calcoli biliari rispetto a un gruppo sedentario, e ha suggerito che il meccanismo potrebbe risiedere in un cambiamento nell’espressione genica correlata al metabolismo del colesterolo, al fine di migliorare la clearance del colesterolo dalla circolazione.

Altri studi hanno riportato che l’attività fisica potrebbe prevenire la formazione di calcoli biliari diminuendo la secrezione di colesterolo biliare, modificando alcuni ormoni regolatori della colecisti e migliorando la motilità del tratto gastrointestinale e della colecisti. Difatti l’ipomotilità della cistifellea comporta uno svuotamento incompleto, che promuove la stasi biliare, la formazione di cristalli e, successivamente, di calcoli biliari.

L’attività fisica permette l’aumento del tono vagale, importante per lo svuotamento della cistifellea.

CONCLUSIONI

In conclusione GSD e IR si fondono a vicenda, si potenziano a vicenda e ciò potrebbe promuovere ulteriormente un eccessivo aumento di peso in individui con una maggiore suscettibilità all’obesità.

Su questo nuovo paradigma, BAs, enterohormones, hepatokines e adipochine mediano una comunicazione multidirezionale tra diversi tessuti per coordinare glucosio, lipidi e omeostasi energetica, per mantenere la normale composizione corporea e la sensibilità all’insulina. 

Obesità, alto glucosio. alta insulina, ipertensione, trigliceridi alti sono noti fattori di rischio per la malattia della colecisti; l’attività fisica o l’esercizio fisico possono modificare favorevolmente questi fattori e svolgere un ruolo mediato nella prevenzione della malattia della colecisti. 

Importante quindi effettuare un tipo di training vigoroso, tenendo conto del BMI del soggetto e della fitness cardiorespiratoria. Avendo un ruolo centrale l’alimentazione, si ricalca la forza e la necessità di approcci multidisciplinari che di certo rafforzano e potenziano i risultati raggiungibili.

Emanuele Cascarano
Note sull’autore
Laurea Triennale in Scienze delle Attività Motorie e Sportive Università degli studi dell’Aquila
Laurea Magistrale in Scienze Motorie Preventive E Adattate
Certificazione Functional Trainer Training Lab Italia
Membro TRAINING LAB UNIVERSITY

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