ragazzo con psoriasi che pratica esercizio fisico

L’esercizio fisico come “farmaco naturale” per la psoriasi

L’esercizio fisico come “farmaco naturale” per la psoriasi 1024 536 TRAINING LAB ITALIA

L’esercizio fisico aiuta le persone a migliorare la propria vita, anche se sono affette da particolari patologie. Anche se soffrono di psoriasi.

La psoriasi

La psoriasi è una malattia autoimmune infiammatoria, cronica e non contagiosa, della pelle, di cui soffrono 2 milioni di italiani, ed è anche una malattia psicosomatica. Non si può guarire, ma si può contenere e farla regredire.

La psoriasi può insorgere a qualsiasi età, ma solitamente compare per la prima volta tra i 20 e i 30 anni di età, con un picco tra i 50 e 60 anni. Essa tende a regredire d’estate, grazie alla maggior esposizione solare.

La psoriasi si presenta sotto forma di chiazze e placche rosse, ricoperte da squame biancastre, localizzate soprattutto nelle ginocchia, nella regione sacrale, nei gomiti, nelle mani, nei piedi e nel cuoio capelluto.

zone in cui si manifesta la psoriasi

Una delle complicanze più della malattia è l’artrite psoriasica. Questo tipo di psoriasi interessa soprattutto le articolazioni distali e può estendersi anche allo scheletro assile. Difficoltà masticatorie, gonfiori e dolori a mani e piedi sono i sintomi più comuni del coinvolgimento articolare.

La psoriasi può influenzare negativamente la salute emozionale, provocando ansie eccessive per il proprio aspetto fisico, fino alla depressione.

Alla base della patologia c’è infatti un disturbo immunologico, con tendenza all’infiammazione cronica; non a caso, la psoriasi è frequentemente associata ad altre malattie o disturbi su base infiammatoria e/o autoimmune.

Le complicanze che può causare maggiormente la psoriasi sono:

  • Ansia
  • Depressione
  • Celiachia
  • Malattie infiammatorie intestinali
  • Obesità
  • Diabete
  • Ipertensione

Un soggetto obeso soffre maggiormente di psoriasi. Infatti, l’aumento del BMI e del peso, come del tessuto adiposo, la peggiora. 

Delle ricerche scientifiche hanno dimostrato che, grazie ad un allenamento regolare di almeno 20 settimane con una dieta adeguata, il 95% dei soggetti obesi è riuscito non solo a perdere peso, ma anche a diminuire la psoriasi del 50%.

Gli aspetti psicologici

La psoriasi è anche una malattia psicosomatica, in genere derivante dallo stress. Essa crea una percezione di un’immagine corporea negativa, causando nei soggetti una paura sempre più grande nell’affrontare la vita quotidiana.

Anche i rapporti interpersonali e sessuali sono intaccati, inibendo l’attrazione fisica e aumentando il senso di vergogna.

Anche le attività sportive sono condizionate dalla psoriasi. Il problema si presenta in palestra e in piscina, negli spogliatoi, nel fare la doccia con altri utenti, nello sporcare i tappetini e gli attrezzi con le squame. Inoltre, si ha paura di essere contagiosi oppure si creano fenomeni di isolamento tra utenti. Invece, le attività sportive all’aperto in estate sotto il sole, grazie alla vitamina D, migliorano anche l’approccio psicologico.

La risposta infiammatoria del tessuto adiposo e il ruolo dei surreni

La psoriasi è una produzione eccessiva di tessuto adiposo in determinate zone cutanee. Il turn-over cutaneo in queste zone, da essere di ogni 30 giorni, si riduce a soli 4 giorni, causando infiammazione. Ciò comporta un aumento dei trigliceridi e una diminuzione del colesterolo HDL; favorisce anche lo stress ossidativo. 

L’esercizio fisico è un potente farmaco naturale senza controindicazioni che, se viene somministrato da professionisti delle scienze motorie, permette ottimi risultati.

Esso sostituisce i farmaci cortisonici, che stimolano la produzione di cortisolo.

La molecola che attiva il cortisolo è l’11beta-HSD. Come pro riduce l’infiammazione (grazie all’interleuchina), ma come contro affatica il lavoro dei surreni, aumentando la pressione sanguigna per azione del potente vasocostrittore angiotensina II.

Per contrastare l’infiammazione, l’esercizio fisico permette di ridurre le seguenti molecole infiammatorie, riducendo così il prurito ed eventuali escoriazioni dovute all’atto del grattarsi e favorendo la guarigione:

  • Fattore di necrosi tumorale (TNF)-alfa, citochina presente durante la fase acuta di infiammazione;
  • Interleuchina (IL)-6, che attiva i linfociti B in risposta all’infiammazione della cute, che riconosce per errore come agente esterno;
  • Interferone (IFN)-gamma, in fase di trascrizione, che attiva i macrofagi per distruzione microrganismi fagocitati;
  • Proteina C reattiva, prodotta dal fegato durante lo stato infiammatorio acuto.

Inoltre, l’esercizio fisico volto al dimagrimento aumenta le citochine antinfiammatorie, come l’adiponectina.

L’integrazione: Omega 3 e Vitamina D

Gli acidi grassi polinsaturi come gli omega 3 hanno proprietà antinfiammatoria, antitrombotiche, antiaritmiche, ipolipidiche e vasodilatatori.

L’attività fisica, grazie all’integrazione di omega 3, abbassa la pressione sanguigna, i trigliceridi e il colesterolo. Aumenta la catalasi, la glutatione perossidasi e la superossido dismutasi, prevenendo l’iperglicemia e contrastando così l’iperproduzione cutanea.

La vitamina D genera la produzione di melatonina e stimola la regolazione della produzione cutanea. Il corpo la riproduce per via endogena grazie all’esposizione solare, soprattutto nel periodo estivo, motivo per cui fare attività all’aria aperta sotto il sole fa molto bene.

A livello fisico aumenta la forza muscolare, per aumento della sintesi proteica delle fibre muscolari di secondo tipo, migliorando la reazione neuromuscolare e la VO2max e rendendo le ossa più forti.

Il glutatione e lo stress ossidativo

Il glutatione è un tipeptide costituito da cisteina, glicina e glutammato con due legami peptidici ed è un forte antiossidante che contrasta i radicali liberi.

Nei soggetti con psoriasi è presente maggiormente la forma ossidata GSSG, anabolizzante. Per ridurre la psoriasi c’è bisogno della forma ridotta, il GSH. Esso viene prodotto dal fegato e ha proprietà analgesiche e antifebbrili, quindi regolarizzanti termiche e immunitarie.

Il GSH si ricava tramite una reazione redox tra GSSG e NADPH, molecola che stimola la sintesi lipidica, derivante dal NAD che è presente nel ciclo di Krebs nella terza e nell’ottava fase. La NADPH si produce sia attraverso un lavoro intenso con produzione di lattato, che, in minor misura, con esercizi aerobici. Quindi grazie ad essa si riduce lo stress ossidativo e si produce glutatione ridotto per via endogena.

L’esercizio fisico che contrasta la psoriasi

La perdita di peso, tra dieta ed esercizio fisico, riduce nel 95% dei soggetti la psoriasi almeno del 50%, con un allenamento di 20 settimane.

Una camminata all’aria aperta di almeno 1 ora al giorno, non superando le 4 ore giornaliere, di pomeriggio, produce dosaggi regolari di cortisolo (la mattina non c’è produzione di cortisolo in saliva) e di vitamina D, riducendo l’infiammazione e favorendo il processo di guarigione cutanea.

Inoltre, integrando l’alimentazione con gli omega 3 e mantenendo il 60% della VO2max durante l’ora di camminata per 6/8 settimane, si riduce la sensazione di dolore dei DOMS, favorendo il recupero muscolare dopo un allenamento. Inoltre, gli omega 3 favoriscono l’elasticità dei muscoli estensori delle dita, dei polpacci (soleo e gastrocnemio) e del cuore.

Il lavoro aerobico moderato riduce lo stress e l’ansia. Infatti, per ogni soggetto affetto da psoriasi, sono raccomandati almeno 150 minuti settimanali di attività fisica moderata (corsa e aerobica) da suddividere in 30/45 minuti ogni 4/5 giorni a settimana. Per i soggetti allenati si può arrivare a 300 minuti settimanali. Inoltre, dopo 12 settimane di allenamento aerobico moderato si riduce il fattore di necrosi tumorale.

donna con psoriasi che pratica corsa

Il lavoro intenso e progressivo che arriva alla produzione di lattato, invece, è quello ideale per la riduzione della psoriasi, se eseguito al 75% del VO2max a 22 METs a settimana. In altre parole, attività intense quali calcio, nuoto e tennis, ma anche sedute di forza in palestra, svolte per 75 minuti a settimana (60 minuti se sotto il sole), riducono la psoriasi. Per i soggetti allenati si arriva anche a 150 minuti a settimana.

Già da 12 settimane consecutive di allenamento intenso, c’è una riduzione della proteina C reattiva e dell’interferone, che rimangono bassi e stabili anche nelle successive 24 settimane di allenamento costante. Dopo 12 mesi di allenamento costante giunge a riduzione anche l’interleuchina. Aspetto importante da sapere è che queste molecole ritornano a valori alti solo dopo 2 settimane di non allenamento.

Ruolo non meno importante è per il glutatione. Quello ridotto prodotto tramite l’esercizio fisico progressivo e prolungato, con produzione di lattato. Dopo 1 ora di camminata veloce aumenta il glutatione ossidato, che torna normale dopo 1 ora. La glutatione perossidasi e la catalasi scendono dopo 5 minuti dopo l’esercizio e la prima rimane per 48 ore bassa, mentre la seconda torna normale dopo 24 ore.

Il glutatione totale nell’attività fisica moderata, come le mezze maratone, sale dopo 20 settimane, rimanendo costante per altre 40. Quando si aumenta d’intensità, tipo in gara, il glutatione totale scende dopo una preparazione di 20 settimane, ma sale dopo 40; sta di fatto che torna normale dopo 5 giorni dalla gara. La cosa positiva, in ogni caso, è che il NADPH sale dopo 1 giorno dopo gara, favorendo la sintesi del glutatione ridotto.

È importante la prevenzione della psoriasi in età adulta, perché più ci si avvia verso l’anzianità e meno è efficace.

L’attività fisica, quindi, è il miglior farmaco senza controindicazioni per contrastare non solo la psoriasi, ma anche tutte le complicanze a cui i soggetti affetti sono più predisposti.

Roberto Laneve
Note sull’autore
Articolista Training Lab Italia
Studente in Scienze delle Attività Motorie Preventive e Adattate presso l’Università degli Studi di Chieti
Laurea in Scienze delle Attività Motorie e Sportive presso l’Università degli Studi di Bari
Personal Trainer per cantanti, attori, insegnanti, presentatori, speaker, ecc
Tecnico federale di atletica leggera FIDAL
Allenatore Personal Trainer FIPE
Istruttore di scuola calcio, psicomotricità e functional kids
Istruttore di pilates e ginnastica posturale
Certificazione Functional Training TLI
Workshop “Vendere e vendersi come personal trainer” TLI

Anche in questo periodo “particolare” possiamo vederci. Dove? Sulla nostra Pagina Facebook, dove ti aspettiamo ogni settimana con una diretta tostissima. Partecipa anche tu!

Bibliografia

  • Dovio A. et al: Intense physical exercise increases systemic 11β-hydroxysteroid dehydrogenase type 1 activity in healthy adult subjects (2010). European journal of applied physiology.
  • Evelo C. T. A. et al: Changes in blood glutathione concentrations, and in erythrocyte glutathione reductase and glutathione S-transferase activity after running training and after participation in contests (1992). European journal of applied physiology and occupational physiology.
  • Frankel H. C. et al: The association between physical activity and the risk of incident psoriasis (2012). Archives of dermatology.
  • Khoury, L. R. et al: Body image altered by psoriasis. A study based on individual interviews and a model for body image (2014). Journal of Dermatological Treatment.
  • Mickleborough T. D.: Omega-3 polyunsaturated fatty acids in physical performance optimization (2013). International journal of sport nutrition and exercise metabolism.
  • Torres T. et al: Levels of physical activity in patients with severe psoriasis: a cross-sectional questionnaire study (2014). American journal of clinical dermatology.
  • Wilson P. B. et al: Psoriasis and physical activity: a review (2012). Journal of the European Academy of Dermatology and Venereology