Fibromialgia ed esercizio fisico: come approcciarsi in modo scientifico

Fibromialgia ed esercizio fisico: come approcciarsi in modo scientifico 1024 538 TRAINING LAB ITALIA

Conosciuta come sindrome, la fibromialgia può essere trattata con l’esercizio fisico: l’approccio vincente nelle Scienze Motorie passa attraverso la somministrazione di protocolli d’intervento da cui derivano alcune pubblicazioni scientifiche.

La sindrome fibromialgica è una forma comune di dolore muscoloscheletrico che colpisce approssimativamente 1.5 – 2 milioni di Italiani (è considerata la terza malattia reumatica per persone affette al mondo). Viene detta anche sindrome fibromialgica o sindrome di Atlante, ed è una sindrome reumatica idiopatica e multifattoriale che causa un leggero aumento della tensione muscolare specie durante l’utilizzo del distretto muscolare colpito, ed è caratterizzata da dolore muscolare e ai tessuti fibrosi (tendini e legamenti) di tipo cronico, associato a rigidità, astenia, insonnia o disturbi del sonno, alterazioni della sensibilità e calo dei livelli di serotonina.

La fibromialgia interessa principalmente i muscoli e le loro inserzioni sulle ossa. Sebbene possa assomigliare ad una patologia articolare, non si tratta di artrite e non causa deformità delle strutture articolari. La fibromialgia è in effetti una forma di reumatismo extra-articolare o dei tessuti molli.

La diagnosi dipende principalmente dai sintomi che il paziente riferisce. Negli ultimi 10 anni è stata meglio definita attraverso studi che hanno stabilito le linee guida per la diagnosi evidenziando come sintomi principali quelli di: dolore muscoloscheletrico diffuso e la presenza di specifiche aree algogene alla digitopressione (tender points), le quali sono presenti nei pazienti affetti da sindrome fibromialgica e non comunemente nelle persone sane o in pazienti affetti da altre patologie reumatiche dolorose.

Segni e sintomi

Il dolore è il sintomo predominante della fibromialgia. Generalmente può iniziare in una sede localizzata, come il rachide cervicale e le spalle, e successivamente diffondersi in altre sedi col passar del tempo (tender points). Il dolore può essere avvertito come: bruciore, rigidità, contrattura, tensione ecc… La maggioranza dei pazienti riferisce di sentire costantemente un certo grado di dolore.

Come viene diagnosticata la sindrome fibromialgica

La diagnosi di sindrome fibromialgica è basata sulla presenza di dolore diffuso in combinazione con la presenza di tender points evocabili alla digitopressione. Non vi è alcun esame di laboratorio o radiologico che possa diagnosticarla.

L’American College of Rheumatology ha stilato dei criteri di diagnostica preliminare tramite la compilazione di un questionario suddiviso in due parti che rileva: dove è localizzato il dolore, quanti sintomi ha il paziente e di che intensità sono.

1° parte questionario

Un paziente soddisfa i criteri diagnostici per la fibromialgia se vi sono le seguenti condizioni:

  • Indice di dolore diffuso (WPI);
  • I sintomi sono stati presenti a livello similare per almeno 3 mesi;
  • Il paziente non ha un disturbo che spieghi il dolore (causa diversa).

WPI

Si chiede al paziente il numero di aree nelle quali ha avuto dolore nella scorsa settimana. Lo score va da 0 a 19.

In quante aree ha avuto dolore il paziente?

2° parte questionario

SS SCORE

Si valutano questi 3 sintomi:

  • Fatica;
  • Risveglio non buono;
  • Sintomi cognitivi.

Valutare il livello di severità con cui si è manifestato il sintomo

Considerando i sintomi somatici (dolori muscolari, sindrome dell’intestino irritabile, affaticamento/stanchezza, debolezza muscolare, ecc…) in generale indicare quanti ne ha il paziente:

Le cause

La causa esatta è ancora sconosciuta e sotto studi accurati: attualmente si pensa che questa sindrome possa essere collegata a disturbi del sonno o a stress psicofisico.

Per l’eziologia dolorosa della malattia, recentemente si è dimostrato un ruolo centrale della neurotrasmissione dopaminergica nella percezione del dolore, quindi una diminuzione di dopamina probabilmente contribuisce a far nascere dei sintomi dolorosi che si presentano nella fibromialgia.

Come si cura la fibromialgia

Le opzioni terapeutiche per la fibromialgia comprendono:

  • Farmaci che diminuiscono il dolore e migliorano la qualità del sonno: anti-infiammatori, analgesici, cortisonici, antidepressivi triciclici (amitriptilina) e gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI);
  • Programmi esercizio fisico di endurance e sedute di stretching;
  • Tecniche di rilassamento ed altre metodiche per ridurre la tensione muscolare.

Le linee guida

L’American College of Sports Medicine (ACSM), dichiara chiaramente come l’allenamento aerobico sia utile, soprattutto con esercizi in ambiente acquatico, associandoci esercizi di mobilità e propriocezione (utile alla vita quotidiana). L’intensità varia da lieve a moderata, con sessioni che vanno da 20 a 60 minuti, con almeno 2 sessioni a settimana.

L’APS (American Pain Society) raccomanda sia per bambini che per adulti 30 minuti al giorno di esercizio fisico per 2-3 giorni a settimana.

La ricerca scientifica

L’esercizio risulta essere un’opzione terapeutica tra le consigliate, in quanto diversi studi dimostrano la sua efficacia.

Nella meta-analisi di Busch et al. (2008) sono stati raccolti oltre 34 studi, di cui in 6 vi è l’utilizzo delle linee guida dell’ACSM (American College Sports Medicine) e i risultati denotano come l’allenamento aerobico porti miglioramenti sul benessere globale del soggetto, sulle funzioni fisiche, sulla possibilità di dolore, e sui tender points. Programmi di forza, invece, portano ad un aumento dei sintomi della fibromialgia.

In uno studio recentissimo di Gmuca et al. (2017)  è stato visto come attività fisica giornaliera ed esercizio fisico aerobico correlati ad una terapia occupazionale adeguata siano le componenti chiave per un trattamento contro la fibromialgia in adulti e bambini. È stato dimostrato come i bambini affetti da dolori cronici siano meno attivi dei loro coetanei poiché, a causa di essi, si associano deficit del cammino, della postura, dell’equilibrio e nei movimenti.

Per quanto riguarda la biomeccanica alterata, soprattutto nel cammino, uno studio di Tran et al. (2016) mise in atto un training di 8 settimane, che prevedeva due sessioni a settimana, con ogni sessione di 90’ (di esercizio fisico e CBT) con scopo di ridurre l’incidenza e aumentare il ritardo dell’inizio del dolore muscolare.

I soggetti che si sono sottoposti allo studio avevano un’età compresa tra i 12 e i 18 anni. Il protocollo è stato eseguito in progressività aumentando sempre più la complessità del gesto da compiere, infatti, inizia con una fase di esercizi isometrici (hold), prosegue con esercizi concentrici (muscle shortening) ed eccentrici (muscle lengthening), concludendosi con una gamma completa di movimenti funzionali utili alla vita di tutti i giorni.

Il protocollo è stato adattato ad ogni soggetto in base alle proprie capacità. Pre e post protocollo i partecipanti allo studio sono stati sottoposti ad una valutazione biomeccanica che valutava: cammino, stabilità posturale dinamica, (entrambi misurati con il Motion Capture) e resistenza degli arti inferiori. I risultati sono stati molto buoni con miglioramenti in tutti i distretti analizzati (ginocchia, anca e caviglia).

In uno studio che valuta le abilità della terapia cognitiva-comportamentale (cognitive behavioral therapy – CBT) per incrementare l’attività fisica, è stato visto come la CBT non porti a questo risultato, ma viene ugualmente raccomandata in associazione ad essa.

Sembra dunque che un approccio multidisciplinare che includa trattamento farmacologico, comportamentale, terapia occupazione ed esercizio fisico possa portare a un risultato ottimale.

In un’altra ricerca sono stati presi come soggetti 64 bambini con fibromialgia giovanile e sono stati sottoposti ad un programma intensivo che consisteva in esercizio fisico, terapia occupazionale e psicoterapia, con rapporto di 1:1 per 5-6 ore al giorno per una media di 23 giorni, e alcuni bambini con supporto psicologico di 4 ore e si è visto come vi sia stato un miglioramento netto delle funzioni motorie e del dolore.

La sfida in questo ambito rimane nel determinare il lungo termine dell’efficacia dei programmi di trattamento multidisciplinare. Come si evince dallo studio di Kashikar-Zuck et al. i bambini tendono a fare bene nel breve periodo, ma oltre l’80% dei pazienti con Fibromialgia giovanile continua ad avere sintomi nella prima età adulta e il 51,1% anche successivamente.

Uno studio del 2014 che prendeva in esame vari tipi di trattamento evidenziava la differenza di effetto tra:

  • attività che comprendevano programmi d’esercizio in ambiente acquatico e in palestra;
  • Tai-chi, il Qigong, lo Yoga e il Pilates.

Tutte svolte per 3 volte alla settimana, in sessioni della durata compresa fra 30-60 minuti ad un’intensità classificata come moderata. I risultati evidenziano come gli esercizi in acqua e in palestra abbiano determinato maggiori benefici rispetto alle altre attività elencate, riducendo il dolore, migliorando la qualità della vita e l’efficienza fisica dei soggetti.

Conclusioni

Gli approfondimenti e le scoperte riguardanti questa patologia reumatica sono ancora nuovi e troppo pochi per poter trovare una vera e proprio soluzione per i soggetti affetti da essa, ma l’interessamento della compagnia scientifica è veramente alto, in quanto non si ha ancora una vera e propria cura e i soggetti che ne soffrono sembrano aumentare sempre più. La ricerca va avanti e l’esercizio fisico, in una patologia come questa che riguarda soprattutto il muscolo scheletrico, sembra un’ottima pratica preventiva e lenitiva per chi ne soffre.

Si spera in futuro di avere più di qualche protocollo da poter adottare per diminuire l’impatto e il dolore nei soggetti che ne soffrono.

Davide Nisi
Note sull’autore
Laurea con lode in Scienze dell’Attività Motorie e Sportive Università di Chieti e Pescara G. d’Annunzio
Studente Specialistica Scienze e Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate Università degli studi di Verona
Certificato Personal Trainer Training Lab Italia
Operatore di Metodi di Valutazione Funzionale Training Lab Italia
Articolista Training Lab Italia

Nei nostri articoli diamo sempre un’impostazione scientifica e di ricerca alle tematiche sportive che trattiamo, e lo stesso vale per i nostri corsi. Se vuoi partecipare ai prossimi eventi consulta la pagina Formazione sul nostro sito: qui troverai tutte le informazioni utili!

Bibliografia

  • Tran et al., A pilot study of biomechanical assessment before and after an integrative training program for adolescents with juvenile fibromyalgia, 2016, Pediatric Rheumatology.
  • Busch et al., Exercise for Fibromyalgia, 2008, The Journal of Rheumatology
  • Gumca et al., Fibromyalgia: Treating Pain in the Juvenile Patient, 2017 Aug Pediatr Drugs.
  • Bidonde J. et al., Exercise for adults with Fibromyalgia: an umbrella systematic review with synthesis of best evidence, 2014, Curr Rheumatol Rev.
  • McDowell CP et al., The Effects of Exercise Training on Anxiety in Fibromyalgia Patients: A Meta-Analysis, 2017, Med Sci Sports Exercise