donna che fa attività fisica per evitare alterazioni del microbiota

Microbiota e attività fisica: l’interazione che il Laureato deve conoscere

Microbiota e attività fisica: l’interazione che il Laureato deve conoscere 1024 538 TRAINING LAB ITALIA

Oggi vedremo l’interazione tra il Microbiota e l’Attività Fisica come mezzo low cost per la salute.

Cos’è il microbiota

Con il termine microbiota si fa riferimento a un gran numero di batteri che vivono stabilmente in alcuni dei nostri organi e tessuti, in particolare nel tratto gastrointestinale, che comprende più di 1000 specie ed è talmente rilevante da essere considerato quasi un organo a parte. Batteri che aiutano nel mantenimento dello stato di salute dell’individuo e che hanno funzioni quali la digestione e lo sviluppo del sistema immunitario.

Da uno stato di equilibrio, chiamato eubiosi, si può passare ad una condizione contraria, definita disbiosi, dovuta ad una cattiva alimentazione, a farmaci e ad altri fattori esterni, che compromettono la normale popolazione batterica. 

Sembra essere dovuta proprio a quest’alterazione l’aumentata incidenza di patologie metaboliche, cardiovascolari, infiammatorie, neurologiche, psichiche e oncologiche.

L’influenza del microbiota nella regolazione dell’attività metabolica è oggi riconosciuta con sempre più evidenze a supporto. Sembra esserci infatti, una forte correlazione tra la composizione del microbiota e le alterazioni metaboliche legate all’obesità.

Attività fisica e patologie

L’attività fisica è ormai ben risaputa essere di fondamentale importanza nel trattare numerose patologie, come l’obesità e l’ipertensione.

Da recenti studi si è visto come l’esercizio fisico possa influenzare la composizione del microbiota, arricchendo la diversità della microflora, migliorando così le funzioni metaboliche e immunologiche.

Le evidenze scientifiche

Uno studio condotto nel 2017, metteva a confronto il microbiota di 10 ratti obesi sottoposti ad esercizio fisico, 10 sottoposti a sola restrizione calorica, e 10 sedentari. È stato dimostrato come l’attività fisica abbia influenzato la quantità e la qualità del microbiota dei topi, con i cambiamenti osservati che sembrano essere correlati a miglioramenti delle variabili metaboliche come l’ossidazione dei grassi, la sensibilità insulinica, e la composizione corporea.

A sostegno di tale ricerca, è stato osservato lo stesso risultato in un altro studio svolto su ratti obesi, non obesi e ratti con ipertensione, con cambiamenti nella diversità del microbiota di tutti e 3 i gruppi.

Un altro studio condotto con giocatori di rugby d’élite ha dimostrato che l’esercizio fisico aumenta la diversità della microflora, in particolare tra il Firmicutes phylum (come Faecalibacterium prausnitzii), ed è correlata positivamente inoltre alla quantità di proteine assunte e ai livelli di Creatinchinasi, enzima indicatore del livello di attività fisica motoria.

In un altro studio, della durata di una settimana, è stato confrontato il microbiota di 40 donne con simili caratteristiche antropometriche. A 19 di loro è stato chiesto di svolgere attività fisica per almeno 3 ore a settimana, le altre 21 erano invece sedentarie. Tra i due gruppi non vi erano significative differenze riguardo la quantità e il tipo di macronutrienti da loro consumati.

FIG.1 Differenze tra la quantità di batteri della microflora gastrointestinale di donne sedentarie e attive.

FIG.2
Anche in questo caso, come si evince dalle Fig.1 e 2 è dimostrato come l’attività fisica, quando svolta regolarmente, può influenzare il microbiota, generando un incremento della quantità dei batteri necessari a mantenere un buono stato di salute (Bifidobacterium spp, R. hominis, A. muciniphila and F. prausnitzii).

Conclusioni

Concludendo, possiamo affermare che l’attività fisica sia una strategia low-cost che permette di prevenire numerose malattie.

Data la relazione che esiste tra il microbiota, il sistema immunitario e il coinvolgimento di quest’ultimo in diverse malattie, è fondamentale sapere quali fattori possono modificare il microbiota, e l’esercizio fisico sembra essere proprio uno di essi.

Intervenire sul microbiota modificando le abitudini alimentari e l’attività fisica potrebbe essere quindi uno strumento per prevenire determinate patologie e migliorare lo stato di salute degli individui.

Silvia Capozza
Note sull’autore
Laurea Triennale in Scienze delle Attività Motorie e Sportive con Lode Università di Bari
Certificazione Functional Trainer Training Lab Italia
Articolista Training Lab Italia

Il Laureato in Scienze Motorie è un professionista competente e qualificato, in grado di adattare l’attività fisica alle patologie del suo cliente. Parleremo anche di questo nel prossimo Corso Personal Training. Se non ti sei già iscritto, fallo ora!

Bibliografia