anziani con osteoartrosi che fanno esercizio fisico

Osteoartrosi anca e ginocchio: il ruolo dell’esercizio fisico

Osteoartrosi anca e ginocchio: il ruolo dell’esercizio fisico 1024 536 TRAINING LAB ITALIA

L’osteoartrosi è una condizione che affligge moltissimi anziani: ecco, allora, secondo gli ultimi studi, quale può essere il ruolo dell’esercizio fisico in un trattamento conservativo.

Questo articolo è frutto di uno studio made in Italy, pubblicato sulla rivista Journal of Clinical Medicine dal Dott. Biagio Zampogna e colleghi, a cui mi lega una profonda stima professionale, collaborazione ed amicizia. In particolare, questa sistematic review e meta-analisi ha lo scopo di indagare il ruolo dell’esercizio fisico nel trattamento conservativo di una condizione molto frequente nota come Osteoartrosi (OA) dell’anca e del ginocchio, che trova la sua maggiore incidenza sulla popolazione anziana.

CENNI SULLA PATOLOGIA

L’osteoartrosi è una patologia cronica che causa danni alla cartilagine e ai tessuti circostanti. Le manifestazioni caratterizzanti sono rappresentate da:

  • riduzione della funzione con un ridotto range di movimento (ROM)
  • rigidità e gonfiore articolare
  • debolezza muscolare
  • instabilità articolare.

La diagnosi medica si basa su un’accurata anamnesi, sull’esame clinico e sugli esami di radiologia.

La patologia insorge con un’incidenza maggiore nei soggetti di età compresa fra i 40 e i 70 anni di età.

Tra i 40 e i 70 anni, le donne sviluppano la patologia più frequentemente degli uomini ma, superati i 70 anni, la patologia si sviluppa nella stessa misura in entrambi i sessi.

Sotto i 40 anni, i soggetti di sesso maschile hanno una maggiore probabilità di sviluppare la patologia rispetto al sesso femminile; spesso la causa si riconduce a traumi o deformità anatomiche. Molte persone presentano segni di osteoartrosi all’esame radiografico ma solo il 50% di questi soggetti presenta sintomi.

osteoartrosi ginocchio

osteoartrosi-anca

 

L’ ESERCIZIO FISICO COME TRATTAMENTO DELLA PATOLOGIA

È stato dimostrato che l’esercizio fisico attivo ottimizza la funzione e riduce il dolore e la disabilità del ginocchio e dell’anca con osteoartrosi, migliorando lo stato di salute generale e la qualità della vita. Il suo scopo è quello di evitare o rallentare la necessità di ricorrere alla sostituzione dell’articolazione; step che dovrebbe essere riservato solo allo stadio finale dell’OA, caratterizzato da forti dolori e deformità.

Programmi di allenamento di resistenza e allenamento alla forza svolti a terra sono interventi efficaci. Inoltre, un lavoro di rinforzo sui muscoli degli arti inferiori ed un miglioramento dell’equilibrio e della coordinazione sono fondamentali nel raggiungimento della stabilità funzionale compensatoria nelle persone anziane con osteoartrosi avanzata, al fine di ridurre il rischio di caduta.

L’esercizio svolto in acqua sfrutta la proprietà della stessa di attenuare il peso per ottenere sollievo dal dolore, facilitare i movimenti articolari migliorando la funzionalità, ridurre la rigidità muscolare e determinare rilassamento muscolare.

Sono anche consigliati, come trattamento fisico per questa particolare condizione, gli sport a basso impatto perché impediscono il massimo stress e migliorano la forza muscolare nonché la stabilità articolare. Pertanto, gli sport sono utili sia nella prevenzione che nel trattamento dell’osteoartrosi, ma devono essere modulati sulle capacità fisiche del singolo paziente.

  • L’endpoint primario di questa review è stato quello di valutare l’effetto sul dolore, sulla funzione fisica, sulla rigidità, sulla qualità della vita e sugli esiti di equilibrio dinamico di diversi esercizi attivi e sport, in pazienti di età pari o superiore a 65 anni con OA al ginocchio e anca.
  • L’endpoint secondario è stato quello di stabilire i benefici specifici del singolo intervento effettuato, per cercare di valutare se esistano esercizi o sport esclusivi che portino a un miglioramento della capacità fisica e della qualità della vita.

GLI STUDI

Sono stati condotti cinque studi, di cui tre hanno comparato gli esercizi svolti in acqua con gli esercizi svolti a terra, due hanno messo a confronto diverse attività ma svolte esclusivamente a terra.

Esercizi svolti in acqua vs esercizi svolti a terra

A seguito di uno studio di Wang et al. è stato dimostrato che i pazienti facenti parte di due gruppi messi a confronto, chi si allenava in acqua e chi invece a terra, hanno mostrato una riduzione del dolore nel tempo. Più specificamente, entrambi i gruppi presentavano un dolore significativamente inferiore rispetto al gruppo di controllo alla settimana 12 (entrambi p <0,001) e alla settimana 6 (p <0,001 per acquatico e p = 0,002 per terra). Confrontando il “gruppo acquatico” con il “gruppo terrestre”, non si sono notate differenze significative nella riduzione del dolore alle settimane 12 e 6.

Soggetti che hanno preso parte a sessioni di esercizi in acqua e in palestra, nello studio di Con Foley et al., al follow-up avevano migliorato la velocità e la distanza della camminata (entrambi p <0,001), cosa che non è avvenuta nel gruppo di controllo. Tuttavia, non hanno trovato una particolare differenza tra i due gruppi di intervento per quanto riguarda gli incrementi della funzione fisica. Il dolore WOMAC (Western Ontario and McMaster Universities Arthritis Index) è diminuito in modo significativo nel gruppo idroterapico, ma non hanno riportato cambiamenti importanti rispetto al basale o tra i gruppi per la funzione WOMAC o la rigidità.

Fransen et al. hanno suddiviso 152 pazienti anziani con OA cronica dell’anca o del ginocchio in un gruppo che avrebbe svolto idroterapia ed uno che avrebbe fatto Tai Chi, confrontando il tutto con gruppi di controllo. Sono stati mostrati miglioramenti di 6,5 e 10,5 per i punteggi di dolore e funzione fisica dopo idroterapia e miglioramenti di 5,2 e 9,7 dopo Tai Chi, rispetto ai gruppi di controllo. Solo il gruppo che si allenava in acqua ha mostrato miglioramenti significativi nei punteggi del dolore, SF-12 e nelle misure della prestazione fisica.

Nello studio di Lund et al. solo nel gruppo di coloro che hanno svolto esercizi a terra è stata rilevata una diminuzione del dolore (p = 0,039); non ci sono state differenze significative tra i gruppi per KOOS (Knee Injury e Osteoarthritis Outcome Score).

Cheung et al. hanno valutato gli effetti dello yoga e degli esercizi di resistenza / di rinforzo sull’OA del ginocchio, rispetto al gruppo di controllo. I pazienti del gruppo yoga hanno presentato miglioramenti nei punteggi WOMAC TOTALI (p = 0,001) e VAS (p = 0,03) rispetto a coloro facenti parte del gruppo di esercizi di resistenza / di rinforzo.

Esercizi a terra

Analizzando nello specifico gli interventi tramite i soli “esercizi terrestri”, è stato visto che l’esercizio fisico mostra un miglioramento significativo rispetto al solo intervento con diatermia ad onde, al solo trattamento fisioterapico e/o alla sola assunzione di FANS per via orale. Non ci sono particolari differenze se la riabilitazione viene svolta in gruppo o singolarmente. Un riscontro positivo si è avuto anche sulla kinesiofobia (paura del movimento) attraverso esercitazioni mirate all’equilibrio dinamico e alla forza.

Con un ulteriore studio, alcuni pazienti sono stati sottoposti a un nuovo approccio di allenamento, specifico per la terapia del dolore cronico al ginocchio, composto da Test Sit to Stand, Test Floor Transfer e salita e discesa delle scale (Stairs Workout). Dopo il trattamento, i partecipanti hanno dimostrato importanti miglioramenti sia sulla percezione della sintomatologia (ad esempio, KOOS) sia sulle prestazioni.

Idroterapia

Gli “esercizi acquatici” sono stati visti essere di supporto in 34 donne obese con OA del ginocchio. Un gruppo ha svolto un programma di esercizi di danza acquatici (gruppo sperimentale) e un altro gruppo un programma generale di esercizi acquatici (gruppo di controllo). Dopo l’intervento, hanno trovato differenze significative tra i due gruppi nel dolore e nel punteggio WOMAC (p = 0,002 e p = 0,048, rispettivamente) a favore del gruppo di danza acquatica.

Nell’indagine di Taglietti et al., hanno suddiviso 60 pazienti con OA al ginocchio in un gruppo che praticava esercizi in acqua ed in un gruppo di programmi educativi. Dopo il trattamento, c’è stata una significativa riduzione del dolore WOMAC per il gruppo di idroterapia rispetto al gruppo del programma educativo (p = 0,021). Inoltre, la funzione WOMAC è diminuita significativamente nel gruppo di esercizi svolti in acqua rispetto al basale (p = 0,020). Al follow-up sono stati rilevati miglioramenti nella qualità della vita nel gruppo idroterapico (p <0,001).

Sport

Gli sport indicati per l’osteoartrosi, secondo gli studi, sono:

  • il Thai Chi, che ha apportato incrementi significativi nell’SF-36 totale, nel 6-min walk e nei i punteggi WOMAC, oltre a riduzione del dolore e della rigidità negli anziani con OA del ginocchio e deficit cognitivo;
  • lo Yoga, sul gruppo che lo ha svolto, rispetto a quello di controllo, ha migliorato il dolore WOMAC (p = 0,01) e la rigidità (p = 0,02)
  • il Baduanjin, rispetto ai livelli basali prima dell’esercizio, ha mostrato miglioramenti significativi nel dolore WOMAC, rigidità, funzioni fisiche (p = 0,003) ed SF-36 (p = 0,005), in chi lo ha praticato.

EFFETTI DEGLI INTERVENTI

Dolore

Quasi tutti gli studi inclusi hanno valutato il dolore attraverso il dolore WOMAC e la scala del dolore KOOS.

La meta-analisi non ha mostrato una riduzione significativa del dolore (SMD 0,33, IC 95% da 0,03 a 0,63) e nessuna eterogeneità (I2 = 0%) quando si confronta l’esercizio acquatico con quello a terra.

Rispetto ai controlli per la riduzione del dolore, l’esercizio in acqua ha presentato differenze significative (SMD -0,53, IC 95% da -1,25 a 0,19) ed elevata eterogeneità (I2 = 91%), l’esercizio a terra non ha mostrato differenze significative (SMD – 0,26, IC al 95% da -0,42 a -0,11) e nessuna eterogeneità (I2 = 0%), il Tai Chi ha riportato differenze significative (MD -2,14, IC al 95% da -3,11 a -1,18) e moderata eterogeneità (I2 = 38%), lo Yoga anche presentava differenze significative (MD -1,82, IC 95% da -2,96 a -0,67) ma senza eterogeneità (I2 = 0%).

Funzionalità fisica

La funzione fisica è stata valutata utilizzando la scala delle funzioni fisiche WOMAC e KOOS ADL.

Non è stato dimostrato alcun miglioramento significativo della stessa (SMD 0,35, IC 95% da 0,05 a 0,65) e nessuna eterogeneità (I2 = 0%) tra esercizio acquatico ed esercizio a terra.

Rispetto ai controlli per l’aumento della funzione fisica, l’esercizio in acqua ha mostrato differenze significative (SMD -0,39, IC 95% da -0,62 a -0,16) e nessuna eterogeneità (I2 = 0%), l’esercizio a terra ha presentato differenze significative ( SMD da -0,45, IC al 95% da -0,74 a -0,17) ed elevata eterogeneità (I2 = 57%), il Tai Chi presentava differenze significative (MD -6,80, IC al 95% da -9,88 a -3,73) e bassa eterogeneità (I2 = 2 %), lo Yoga ha riportato differenze significative (MD -6,07, IC 95% da -9,75 a -2,39) senza eterogeneità (I2 = 0%).

Qualità della vita

La qualità della vita è stata valutata da KOOS QOL e SF-12.

La meta-analisi non ha mostrato miglioramenti importanti sulla qualità della vita (SMD -0,20, IC 95% da -0,50 a 0,10) e moderata eterogeneità (I2 = 54%) nell’esercizio svolto in acqua rispetto a quello svolto a terra.

Rispetto ai gruppi di controllo per effetto sulla qualità della vita, l’esercizio acquatico ha prodotto differenze significative (SMD -0,43, IC 95% da -0,67 a -0,19) e una moderata eterogeneità (I2 = 51%), mentre l’esercizio a terra non ha riportato differenze significative (SMD -0,27, IC al 95% da -0,54 a -0,01) e nessuna eterogeneità (I2 = 0%).

Rigidità

La rigidità è stata verificata con la scala di rigidità WOMAC.

La meta-analisi non ha presentato una riduzione significativa della rigidità (MD 0,16, IC 95% da -0,55 a 0,87) e nessuna eterogeneità (I2 = 0%) nell’esercizio acquatico rispetto al gruppo di controllo.

Allo stesso modo, nell’esercizio a terra, non vi è stata alcuna riduzione significativa della rigidità (MD -0,05, IC 95% da -0,66 a 0,56) e nessuna eterogeneità (I2 = 0%) rispetto ai controlli. Rispetto ai controlli di miglioramento della rigidità, il Tai Chi ha mostrato differenze significative (MD -0,74, IC 95% da -1,22 a -0,26) e moderata eterogeneità (I2 = 42%) e lo Yoga ha riportato differenze significative (MD -1,06, IC al 95% – 1,63 a -0,50) senza eterogeneità (I2 = 0%).

Equilibrio dinamico

Solo gli studi sull’esercizio svolto in acqua hanno valutato l’equilibrio dinamico con il test Time Up and Go.

È stato riportato un significativo miglioramento dell’equilibrio dinamico (MD -1,62, IC 95% da -1,99 a -1,25) e bassa eterogeneità (I2 = 8%) nell’esercizio acquatico rispetto ai controlli.

DISCUSSIONE

L’attività fisica ha dimostrato di essere molto utile per le persone anziane con OA del ginocchio e dell’anca, in termini di riduzione del dolore, migliore funzione, prestazioni e qualità della vita, con miglioramenti statisticamente significativi rispetto al gruppo di controllo. Tuttavia, non è stato possibile determinare con certezza maggiori benefici a lungo termine di un tipo di attività fisica rispetto agli altri.

La Review della letteratura ha prodotto quasi esclusivamente RCT, e questo potrebbe essere giustificato dal fatto che il follow-up era breve e, dopo di questo, il gruppo di controllo avrebbe potuto ricevere lo stesso programma di formazione del gruppo di trattamento. Una limitazione di questo studio era rappresentata dal fatto che solo cinque studi erano composti da tre bracci, di cui due gruppi di intervento e un gruppo di controllo. Tre studi con due gruppi di intervento hanno presentato, nell’analisi quantitativa, risultati piuttosto contrastanti sulle variazioni del dolore e della funzione fisica, dopo i trattamenti, quando si confrontavano esercizio svolto a terra con l’esercizio svolto in acqua; tuttavia, mostrando miglioramenti di entrambi gli interventi rispetto al gruppo di controllo.

Inoltre, confrontando il Tai Chi o lo Yoga con l’esercizio acquatico e aerobico, ci sono stati risultati incerti sul miglioramento dei sintomi, sul sollievo dal dolore e sulla funzionalità percepita. In cinque studi, l’esercizio attivo ha rappresentato l’unico gruppo di intervento e tutti i partecipanti al gruppo di studio hanno mostrato un miglioramento significativo nei risultati controllati, come WOMAC, KOOS, VAS, 6-MWT e Get-Up and Go Test.

Analizzando gli sport, come il Tai Chi, lo Yoga o il Baduanjin, tutti gli studi hanno presentato miglioramenti significativi nel dolore, nella funzione fisica, nella rigidità e nella qualità della vita dopo il trattamento. La qualità degli RCT è stata determinata dallo strumento Cochrane Risk of Bias.

In letteratura, sono stati analizzati altri studi simili ai precedenti, di seguito ne illustriamo i più rilevanti.

  • Studi di Dong et al. non hanno presentato differenze significative per il sollievo dal dolore e la funzione fisica tra esercizio svolto in acqua e quello svolto a terra per pazienti con OA del ginocchio, sia per interventi a breve che a lungo termine.
  • Goh et al. hanno studiato l’efficacia relativa di diversi esercizi per pazienti con OA del ginocchio e dell’anca. Nella loro sistematic review, il dolore, la funzione e le prestazioni erano significativamente migliori con tutti i tipi di esercizio rispetto alle normali cure. L’allenamento di resistenza ha dato maggiori benefici sia in termini di dolore che di prestazioni. Inoltre, gli esercizi di forza e flessibilità hanno migliorato gli esiti multipli a un livello moderato, mentre l’esercizio misto era il meno efficace per tutti gli esiti, superiore solo alle normali cure.
  • In una Review Sistematica e meta-analisi di Lauche et al., i partecipanti con formazione di OA del ginocchio praticanti Tai Chi hanno presentato una diminuzione del dolore, un aumento della funzione fisica e della rigidità con prove moderate e un aumento della qualità della vita con prove forti.
  • Cheung et al. hanno dimostrato l’efficacia dello yoga nella riduzione del dolore, della rigidità e del gonfiore, anche se, nella loro Review, i risultati sulla funzione fisica erano inconcludenti a causa di una varietà di misure di esito utilizzate. Un altro limite è stata l’eterogeneità degli studi inclusi, che presentavano punteggi diversi con vari esiti primari e secondari, protocolli diversi – specialmente per l’esercizio acquatico e terrestre – con tipi diversi di esercizio, tempi diversi di follow-up con durata variabile della singola sessione e dell’intero programma. Pertanto, non è stato possibile confrontare chiaramente i risultati ottenuti dei diversi gruppi di studio, sebbene fosse evidente l’efficacia di ogni tipo di attività fisica rispetto ai gruppi di controllo.
  • Van Gool et al. hanno dimostrato che una maggiore partecipazione all’esercizio fisico porta a miglioramenti delle prestazioni fisiche e della disabilità auto-riferita negli anziani con OA del ginocchio.

Dodici studi hanno riportato gli eventi avversi verificatisi durante il periodo di trattamento. In quattro studi non sono stati segnalati effetti collaterali, complicanze o lesioni durante il programma di esercizio fisico. Mentre, il dolore muscolare, l’aumento del dolore ai piedi e al ginocchio e la lombalgia sono stati gli effetti collaterali più comuni registrati in alcuni pazienti.

CONCLUSIONE

Questa Review e meta-analisi mette in luce il modo in cui gli esercizi attivi e alcuni sport siano un efficace trattamento conservativo per gli anziani con osteoartrosi, al fine di migliorare il dolore e la funzione fisica.

La meta-analisi non ha riportato differenze significative nei miglioramenti del dolore, della funzione fisica e della qualità della vita tra esercizio svolto in acqua e a terra.

Rispetto ai gruppi di controllo:

  • l’esercizio in acqua ha mostrato differenze significative per la riduzione del dolore e l’aumento della funzione fisica, la qualità dell’equilibrio statico e dinamico;
  • l’esercizio a terra ha presentato differenze significative per la funzione fisica;
  • il Tai Chi e lo Yoga hanno dimostrato differenze importanti nei miglioramenti del dolore, funzionalità fisica e rigidità.

Inoltre, negli studi futuri, l’esercizio fisico svolto in acqua e al suolo dovrebbe essere standardizzato, con la creazione di un protocollo di esercizi che spieghi il programma, la frequenza e la durata delle sessioni di allenamento e con l’uso di punteggi simili, al fine di produrre dati comparabili, evitare abbandoni e incrementare la partecipazione ai programmi.

Ancora, non meno importante è la scelta del professionista che, dopo un’attenta diagnosi del medico ed una precisa indicazione di quest’ultimo, si occuperà della somministrazione dell’esercizio, competenza del laureato in Scienze Motorie. Professionista che, nel suo bagaglio tecnico, non solo ha la conoscenza della fisiologia articolare e della patologia ma, attraverso lo studio del caso e il monitoraggio continuo, saprà somministrare la giusta dose di esercizio per portare il soggetto alle migliori condizioni.

Dott. Marcello Di Finizio
Note sull’autore

Dott.ssa Francesca Vespasiano
Note sull’autore
Laurea in Scienze delle Attività Motorie e Sportive all’Università degli Studi Gabriele D’Annunzio di Chieti
Studentessa di Osteopatia presso l’AIOT di Pescara
Certificata Training Lab Italia – Personal Trainer, Functional Trainer, Functional and Postural Recovery
Articolista Training Lab Italia
Membro del Progetto University Lab

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Bibliografia

  • Felson David T. “Epidemiology of hip and knee osteoarthritis.” Epidemiologic reviews. 1988
  • Glyn-Jones Sion et al. “Osteoarthritis.” The Lancet. 2015
  • Zampogna B. et al. “The Role of Physical Activity as Conservative Treatment for Hip and Knee Osteoarthritis in Older People: A Systematic Review and Meta-Analysis.” Journal of clinical medicine. 2020
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