mamma e figlia fanno esercizi per la coordinazione crociata.

Coordinazione crociata: valutazione, metodologia e applicazione pratica

Coordinazione crociata: valutazione, metodologia e applicazione pratica 1024 536 TRAINING LAB ITALIA

Oggi analizzeremo i test di valutazione e gli esercizi che costituiscono una vera e propria metodologia d’allenamento. Con il laureato in Scienze Motorie che, dalla teoria alla pratica, mette in campo le sue conoscenze per il trattamento della coordinazione crociata.

Introduzione

Al momento della nascita, nel nostro cervello sono presenti solo alcune sinapsi cerebrali: quelle fondamentali per regolare la pressione sanguigna, il metabolismo e la respirazione.

Proprio per questo abbiamo bisogno di movimenti stereotipati, che ci aiutano a compiere azioni involontarie che ci permettono di restare in vita, visto che il neonato non è ancora in grado di interpretare adeguatamente immagini o suoni. Questi movimenti involontari o stereotipati sono chiamati riflessi primitivi. 

I riflessi primitivi sono quindi essenziali per assicurare una risposta immediata al neonato, che lascia un luogo sicuro e protetto come il grembo materno per entrare in un ambiente in cui viene “assalito” da nuovi stimoli sensoriali. Questo gruppo di riflessi, controllati dal tronco encefalico ed eseguiti senza un coinvolgimento corticale, forniscono la base per lo sviluppo delle strutture neuronali più sofisticate.

movimenti del neonato

Alla nascita infatti, come detto in precedenza, si sono formate solo poche sinapsi ma successivamente, attraverso gli stimoli forniti dall’ambiente in cui viene inserito, il neonato avrà la possibilità di sviluppare nuove connessioni cerebrali che rafforzeranno quelle già esistenti.

Nel cervello umano tutto avviene in una sequenza specifica: ad esempio, un bambino deve gattonare prima di camminare. Se il gattonamento non è stato automatizzato è un segno che qualcosa nell’ordine dello sviluppo cerebrale non è stato eseguito correttamente.

L’integrazione dei riflessi primitivi per un corretto sviluppo cerebrale

Durante il primo anno di vita i riflessi primitivi sono attivi e scandiscono le tappe del processo maturativo cerebrale. 

Per assicurare un corretto sviluppo neuronale nel neonato, e quindi le sue future capacità motorie e cognitive, sarà di fondamentale importanza che durante il primo anno di vita i riflessi posturali prendano il posto dei primitivi. Con la crescita del bambino, questi riflessi, che ne controllano le abilità motorie, grazie all’inibizione dei gangli della base, dovrebbero maturare e scomparire. 

Se i riflessi primitivi restano attivi oltre i 12 mesi di vita, saranno considerati aberranti e quindi indicano una strutturale debolezza o immaturità del SNC (Sistema Nervoso Centrale). Una loro persistenza comprometterebbe la formazione di circuiti volontari, impedendo al bambino di imparare a gattonare, camminare, raggiungere e afferrare oggetti, parlare e quindi di interagire correttamente con l’ambiente nei tempi prestabiliti. Questi riflessi quindi sono essenziali per lo sviluppo del controllo del SNC (Sistema nervoso centrale), del tono muscolare, dell’integrazione sensoriale (dell’udito e della vista), dell’apprendimento (poiché potrebbe contribuire all’insorgenza di Disturbi Specifici dell’Apprendimento) e del raggiungimento di tutte le tappe evolutive. 

Identificando i riflessi primitivi aberranti è possibile isolare le cause delle difficoltà e dei deficit di un bambino, in modo tale da rendere più efficace l’intervento riabilitativo. 

  • Nel caso in cui il profilo dei riflessi è solo marginalmente anormale, l’utilizzo di strategie di insegnamento compensatorie tradizionali, spesso si rivela sufficiente. 
  • Quei bambini, invece, con modesto grado di immaturità neuronale nei riflessi, potranno ottenere benefici da una combinazione di insegnamento speciale e attività motoria, specificatamente strutturata per migliorare  l’equilibrio e la coordinazione.
  • Sarà invece necessario attuare un programma di stimolazione/inibizione in presenza di un ritardo nello sviluppo neurologico per la presenza di un vero e proprio gruppo di riflessi anomali, costituito da movimenti fisici specifici e stereotipati eseguiti per circa 5 o 10 minuti al giorno per un periodo di 9-12 mesi.

Attraverso la realizzazione quotidiana di sequenze di movimenti stilizzati, diventa possibile fornire al cervello una seconda opportunità per registrare gli schemi motori inibitori dei riflessi che avrebbero dovuto essere compiuti nel corretto stadio di sviluppo.

Non appena l’attività riflessa anomala viene corretta, molti dei problemi fisici, scolastici ed emotivi del bambino scompariranno.

Il Riflesso Tonico Asimmetrico del Collo (ATNR) e il mancato sviluppo delle capacità coordinative

Ogni bambino dovrebbe usare ciascun riflesso primitivo in un momento preciso dello sviluppo.

Oggigiorno ci troviamo dinanzi ad un incremento notevole di bambini che soffrono di disturbi dell’apprendimento. Il Centro per la Prevenzione ed il Controllo delle malattie (CDC), importante organismo di controllo della sanità pubblica degli Stati Uniti d’America, ha infatti classificato i disturbi neurologici infantili del comportamento, sociali e accademici come “major health threat” (una grave minaccia per la salute).

Secondo il CDC,  a 1 bambino su 5 nato oggi verrà diagnosticato qualche tipo di disturbo dell’apprendimento all’età di 8 anni.

I riflessi primitivi che dovrebbero essere integrati nel sistema nervoso sono tanti, ma quelli che più frequentemente si possono riscontrare ancora attivi sono:

  • il riflesso di ricerca e di suzione, il quale ci fa cercare la fonte di cibo;
  • il riflesso di Moro, che provoca la stimolazione del sistema nervoso simpatico quando siamo in pericolo; 
  • il galante, che aiuta l’incurvamento omolaterale del tronco;
  • il palmare, che ci aiuta a stringere tutte le cose che abbiamo tra le mani; 
  • l’ATNR (riflesso tonico asimmetrico del collo), che ci permette di ruotare come una spirale durante il parto, muovere il corpo e la testa contemporaneamente quando sentiamo una voce familiare e a girarci se siamo a pancia in giù, aumentando così anche il tono muscolare degli estensori. 

L’ATNR normalmente emerge tra gli 0 e 2 mesi e dovrebbe scomparire circa dopo 6 mesi dalla nascita. La rotazione della testa del neonato verso un lato stimola un’estensione riflessa del braccio e della gamba sul lato dove il bimbo guarda, mentre il braccio e la gamba sull’altro lato si flettono.

Questo riflesso favorisce ad aumentare il tono muscolare estensore, allenando un lato del corpo alla volta, e assiste il bambino nelle prime coordinazioni occhio-mano e favorisce la stimolazione vestibolare.

Come riportato sopra, questo riflesso ha anche un ruolo fondamentale durante il parto, poiché non solo contribuisce a questo processo, ma ne è anche rafforzato. Questa può essere una delle ragioni per cui i bambini nati con parto cesareo risultano essere a più alto rischio di avere questo riflesso ancora attivo dopo i 6 mesi. 

Riconoscere l’ATNR: valutazione del riflesso

Per valutare se l’ATNR possa aver causato un ritardo nello sviluppo neurologico, è possibile sottoporre il soggetto a due test: Standard e Schidler.

Test Standard: Lo si fa posizionare in quadrupedia in appoggio sulle ginocchia e sulle mani con le braccia distese. Con lo testa rivolta verso il basso e gli occhi chiusi, l’operatore ruota passivamente  il capo a destra e sinistra (Figura 1).

valutazione atnr

Figura 1.

Se durante questo movimento il soggetto flette il braccio opposto rispetto alla rotazione del capo (Figura 2), significa che il riflesso tonico cervicale asimmetrico perdura.

valutazione atnr

Figura 2.

  • 0: nessun movimento del braccio, spalla o anca opposta;
  • 1: indica leggero piegamento del braccio opposto o movimento della spalla o dell’anca;
  • 2: indica un evidente piegamento del braccio opposto con o senza coinvolgimento della spalla o dell’anca;
  • 3: indica un significativo piegamento del braccio opposto con o senza coinvolgimento della spalla o dell’anca;
  • 4: indica un completo piegamento del braccio opposto a seguito della rotazione della testa. Possono verificarsi anche movimenti dell’anca incontrollati. In questo caso il riflesso sarà presente al 100%. 

Test Schidler: chiedere al soggetto di stare in piedi a occhi chiusi, piedi uniti, con le braccia distese ad altezza spalle, con i polsi morbidi e mantenere questa posizione durante tutto il test.

L’operatore si collocherà posteriormente rispetto ad esso: posizionandogli le mani ai lati della testa, ruoterà il capo del soggetto verso destra mantenendo quella posizione per 10 secondi (Figura 3). Quindi porterà la testa al centro e ripeterà lo stesso esercizio a sinistra. L’intero protocollo va ripetuto per 3 volte.

atnr test

Figura 3.

È importante osservare eventuali movimenti delle braccia e delle mani in direzione del lato verso cui è girata la testa (Figura 4).

atnr test valutazione

Figura 4.

Se il riflesso è presente le mani seguono automaticamente il movimento della testa.

  • 0: nessuna risposta;
  • 1: lieve movimento delle braccia nella direzione verso cui è girato il volto;
  • 2: evidente movimento delle braccia nella direzione della testa fino a 45°;
  • 3: movimento di 60° delle braccia o flessione verso il lato opposto;
  • 4: rotazione di 90° delle braccia e/o perdita di equilibrio a seguito della rotazione della testa.

Se l’ATNR dovesse continuare a persistere oltre i 6 mesi dalla nascita, questo andrebbe a discapito del corretto sviluppo delle capacità coordinative del neonato, e ciò provocherebbe un eccessivo affaticamento e frustrazione. 

Analizzando anche le semplici azioni quotidiane è possibile riconoscere i sintomi che suggeriscono che l’ATNR è ancora presente. 

Per esempio:

  • Difficoltà nella deambulazione: il bambino cammina muovendo braccio e gamba dello stesso emicorpo (andatura “robotica”).  Gesti motori come il lanciare e il calciare una palla appariranno scoordinati e impacciati poiché il bambino non ha sviluppato un adeguato schema motorio crociato. 
  • Difficoltà ad attraversare la linea mediana: in questo caso il soggetto non riuscirà ad attraversare la linea mediana che divide gli emicorpi, quindi avrà difficoltà a progredire dalla semplice presa alla manipolazione di un oggetto con entrambe le mani nella linea mediana. Si noterà che il soggetto il quale ha difficoltà ad attraversare la linea mediana, farà fatica a stabilire la dominanza della mano, dell’orecchio o della gamba. Non prediligendo tra destra e sinistra, i suoi movimenti saranno sempre leggermente in ritardo poiché esiterà nella scelta.
  • Anche la postura sarà compromessa. Infatti un soggetto con ATNR attivo tenderà a sedersi in modo asimmetrico su una sedia, oppure al volante. Anche l’uso della tastiera potrebbe essere compromesso poiché viene meno la capacità di tenere entrambe le mani correttamente posizionate sui tasti.
  • Difficoltà di equilibrio: avrà un equilibrio instabile poiché il movimento della testa verso una direzione determinerà un’estensione dell’arto corrispondente, un innalzamento del baricentro e la permanenza di un andamento omolaterale. 
  • Difficoltà di calligrafia e di espressione: si può notare questo deficit nel momento in cui il bambino si accinge a scrivere e ogni volta ruota la testa per guardare la pagina e il suo braccio tenderà ad aprirsi e l’impugnatura diventerà difficile poiché le dita allenteranno la presa sulla penna. Di conseguenza compenserà utilizzando in maniera scorretta la penna, che a sua volta influenzerà la calligrafia (la scrittura avrà differenti direzioni sulla pagina) ed il bambino, per equilibrare l’effetto del ATNR, potrebbe ruotare la pagina anche di novanta gradi. Sarà evidente che verrà richiesta un’enorme concentrazione e quindi gli risulterà più difficile esprimersi in forma scritta piuttosto che orale.
  • Difficoltà visuo-percettive: risalta all’occhio la permanenza di questo riflesso poiché se al bambino viene chiesto di seguire con lo sguardo il movimento di un oggetto davanti a lui sul piano frontale senza muovere la testa, egli non riuscirà a svolgere questo semplice compito. Resterà attaccato agli stimoli presenti sulla linea media. Tale deficit gli impedirà pertanto di poter leggere in maniera fluida.

Come rieducare la muscolatura profonda e la coordinazione 

Abbiamo finora parlato dell’importanza dei riflessi primitivi, in particolar modo dell’ATNR e della sua correlazione con la coordinazione. 

Bisogna però sempre tener presente che alla base di un buono sviluppo neuromuscolare vi è una buona padronanza del CORE. Individuata la presenza dell’ATNR, per una più facile integrazione del riflesso, il soggetto dovrà, da un lato, svolgere esercizi specifici per l’integrazione di tale riflesso e, dall’altro, svolgere esercizi sul CORE per aver un miglior risultato.

Sia gli esercizi per l’integrazione del riflesso che quelli per il CORE hanno una progressione: si parte, cioè, da un esercizio base per arrivare ad uno più complesso.

ESERCIZIO SPECIFICO PER L’INTEGRAZIONE DELL’ATNR (base e avanzato):

  1. Sdraiarsi proni a terra (a pancia in giù),  ruotare la testa verso sinistra, flettere l’anca e il ginocchio sinistro a 90°,  flettere il braccio sinistro a 90° e mantenere la posizione per 10 secondi. Girare poi la testa a destra, riportare in posizione iniziale il braccio sinistro e poi la gamba. Ripetere lo stesso procedimento verso destra. Eseguire lo stesso esercizio più velocemente.
  2. Eseguire il primo esercizio avanzando (“passo della lucertola”). Partire in posizione quadrupedica con le ginocchia leggermente sollevate da terra, mantenendo il CORE attivo e il tratto cervicale in linea con la colonna vertebrale, spostare il braccio sinistro in avanti e contemporaneamente portare il ginocchio destro verso il corpo in modo che il piede destro si pianti sotto il ginocchio, il tutto con una leggera rotazione verso destra del tronco. Ripetere con l’altro lato.

Per l’integrazione dell’ATNR questi esercizi andrebbero svolti tre volte al giorno.

ESERCIZI PER MIGLIORARE IL CORE

Gli esercizi possono essere divisi in livelli, dal più semplice al più difficile dal punto di vista propriocettivo e di forza richiesta.

  • Supine bridge
    – LIVELLO 1: piedi, schiena e testa appoggiati a terra, ginocchia piegate e braccia lungo i fianchi. All’inizio si aiuterà il soggetto a staccare la parte posteriore del corpo da terra e gli si chiederà di rimanere in quella posizione da 30 a 60 secondi.
    – LIVELLO 2: stessa posizione del livello 1 ma con le braccia distese avanti al petto.
    – LIVELLO 3: eseguire lo stesso esercizio del livello uno però in appoggio monopodalico, e ripeterlo con l’altra gamba.

supine bridge

  • Prone bridge
    – LIVELLO 1: in posizione quadrupedica, appoggiare mani e ginocchia a terra e la  testa in linea con la schiena. Contrarre il muscolo trasverso e staccare le ginocchia da terra. tenere questa posizione per almeno 15 secondi. passare al livello 2 quando il soggetto riesce a tenere per più di 15 secondi questa posizione per 4 volte.
    – LIVELLO 2: stessa posizione di partenza del livello 1, quindi sollevare le ginocchia da terra e staccare in maniera alternata una mano, poi l’altra, poi un piede, e poi l’altro. mantenere ciascuna posizione per almeno 30 secondi per 4 volte, poi passare al livello 3.
    – LIVELLO 3: partenza in appoggio su avampiedi e mani, staccare da terra gli arti opposti insieme e tenere la posizione per un minuto, quindi braccio destro e gamba sinistra poi braccio sinistro e gamba destra.
  • Curl-ups
    In posizione di decubito supino (a pancia in su), ginocchia piegate, piedi appoggiati a terra leggermente divaricati, bloccare i piedi, braccia incrociate con le mani appoggiate sulla spalla opposta. Verrà chiesto al soggetto di alzare il tronco e flettersi finché i gomiti non toccano le cosce. Ritornare alla posizione di partenza. Se il soggetto non è in grado di sollevarsi da solo, sarà necessario l’ausilio di un operatore in questa prima fase per facilitare la salita aiutando il soggetto a tirarsi sù afferrandogli le mani.
    Continuare questo esercizio per 1 minuto e contare le ripetizione eseguite. L’obiettivo è di eseguire in maniera fluida e senza errori il numero di volte i curl-ups corrispondente all’età e al sesso secondo le linee guida.

esercizi core

  • Push-ups
    In posizione sdraiata in decubito prono (a pancia in giù), mani all’incirca all’altezza del petto e vicine al corpo, gomiti stretti, gambe distese e parallele, appoggiarsi sugli avampiedi. Chiedere di eseguire i piegamenti sulle braccia, mantenendo le scapole vicine, addome contratto e le ginocchia distese. L’operatore o posizionerà la sua mano – o un altro oggetto – sotto al petto cosicché egli saprà dove finisce il movimento di discesa prima di risalire. il ritmo d’esecuzione dovrebbe durare 3 secondi e l’obiettivo è quello di eseguire il numero di ripetizioni che le linee guida hanno stabilito e suddiviso per età e sesso.
    – Una variante avanzata (per soggetti dai 14 anni in su) potrebbe essere il “Lizzard Walk”, ovvero l’esercizio avanzato per l’integrazione dell’ATNR (vedi sopra: “passo della lucertola”) inserendo i push-up.

esercizi core

Questi ultimi quattro esercizi sono quelli basilari e tra i più efficaci per sviluppare un buon CORE nei soggetti che non hanno un ottimo controllo del proprio corpo.

Sicuramente l’allenamento funzionale potrebbe essere un’ottima alternativa dopo aver ripristinato una buona base sulla muscolatura profonda e sulla coordinazione.

Ovviamente una sessione di functional training dei bambini differirà da quella per gli adulti, dal volume alle intensità agli strumenti utilizzati. Ad esempio, per i più piccoli basterebbe già fare anche dei circuiti con piccoli o grandi attrezzi come coni, spalliere e tappetoni.

functional training bambini

Per stimolare la loro concentrazione e precisione è utile fargli usare palle di diverso tipo o palle mediche di diverso peso. 

Conclusione

L’apprendimento avviene nel cervello e quindi è di fondamentale importanza che questo organo lavori in sinergia con tutto il corpo, durante le diverse tappe della vita.  Tutte le informazioni tattili, vestibolari e propriocettive che riceve dall’esterno sono necessarie perché avvenga il corretto sviluppo neurologico di un neonato. 

Per questo motivo è fondamentale che i riflessi primitivi scompaiano durante il primo anno di vita in quanto, come analizzato nell’articolo, causerebbero uno squilibrio nello sviluppo. 

Bisognerebbe lasciar muovere liberamente il bambino nell’ambiente evitando quindi di accelerare lo sviluppo motorio con girelli, passeggini o seggiolini per l’auto ancor prima che abbia appreso come stare seduto da solo. 

Attraverso i giochi, l’attività motoria, il contatto fisico o semplicemente grazie alla  scoperta stessa dell’ambiente esterno, verrà aumentata la ricchezza dei movimenti sviluppando man mano una precisa intelligenza motoria. Il bambino dovrà ricevere più input possibili e diversi per permettere ai processi corticali di svilupparsi adeguatamente creando immagini di movimento (azione appresa e memorizzata), piuttosto che movimenti stereotipati e scoordinati.

I benefici del “movimento” non sono solo mirati al miglioramento delle capacità psico-motorie e coordinative  ma, con un’attività motoria personalizzata, il bambino avrà miglioramenti sia nel rendimento scolastico che da punto di vista emotivo.

Agnese Camillini
Note sull’autore
Laurea Magistrale in Scienze dello Sport
Master accademico in rieducazione funzionale e neuromotoria
Certificazione in Personal Training – Training Lab Italia
Certificazione in Functional and postural recovery -Training Lab Italia
Certificazione in Strength and conditioning – Training Lab Italia

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