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Donne over 40: lo sport è l’antiruggine per una salute di ferro

Donne over 40: lo sport è l’antiruggine per una salute di ferro 1024 538 TRAINING LAB ITALIA

La tesi sperimentale di oggi ci mostrerà come si mantiene una salute di ferro intorno ai 40 anni.

L’attività fisica e l’alimentazione influenzano lo stato di benessere delle donne in pre-meonopausa, menopausa e post-menopausa?

Per rispondere a questa domanda ho condotto uno studio nella zona marsicana, con un campione di 50 donne. 

Brevemente riassumo le manifestazioni, i trattamenti e le attività consigliate per ogni periodo per ovviare ai disagi delle 3 fasi.

Pre-menopausa

Generalmente la pre-menopausa appare dopo i 45 anni con durata variabile. È possibile riconoscerla da varie manifestazioni. 

La diagnosi è legata alla sintomatologia. In questa fase di transizione i sintomi possono essere tenuti a bada con un sano stile alimentare e di vita: riduzione dell’alcool, eliminazione del fumo, svolgimento di attività fisica, dedizione ad un hobby.

Inoltre a lenire i disagi vengono incontro i rimedi naturali come: soia, maca, trifoglio rosso, grifonia etc, e i classici farmaci ormonali. 

Menopausa

Questo periodo trascina con sé le criticità più pesanti, ma le innumerevoli ricerche hanno dimostrato che per ogni problema può esserci una soluzione di carattere fisico sportiva.

Possono essere lette di seguito:

Resta fondamentale cambiare dieta: essa si arricchisce di alimenti con elevato contenuto di potassio e bassa quantità di sodio, di cibi con buona fonte di calcio e di soia, e si impoverisce di alimenti calorici ricchi di grassi e di ferro.

A volte viene prescritta una terapia ormonale: con essa si riscontrano dei benefici, ma anche degli svantaggi.

Post-menopausa

Con il termine post-menopausa si intende quel lasso temporale successivo alla menopausa. È caratterizzato da sintomi che vanno attenuandosi, ma appaiono altre manifestazioni più serie come: disturbi cognitivi, ipotiroidismo…

Il trattamento consigliato non si discosta molto dal precedente periodo. L’attività fisica rientra nelle raccomandazioni per un efficace trattamento. Si è espresso, a tale proposito, anche l’American College of Sports Medicine: allenamento 3/5 volte a settimana con una intensità dal 50 all’80% del Vo2 MAX.

Messa a fuoco dell’indagine

Coinvolgendo 50 donne della zona Marsicana, ho studiato come l’attività fisica e l’alimentazione influenzino la condizione di benessere percepito dalla donna dai 40 ai 60 anni.

È stato loro consegnato un form suddiviso in 4 descrittori:

  1. dati anagrafici,
  2. abitudini alimentari,
  3. esperienze sportive: attuali e regresse, 
  4. informazioni sullo stato fisiologico.

Il campione della ricerca si è prestato volentieri e all’unanimità alla compilazione del questionario. Il fatto che fosse anonimo, schematico, con richieste a risposta chiusa e di veloce compilazione ha contribuito al successo della raccolta dati.

Tutti i dati del questionario sono stati riportati su un foglio Excel per  l’elaborazione.

Elaborazione dei risultati

Una volta raccolti i FORM, sono stati elaborati i dati. I risultati sono illustrati nei grafici che seguono.

Il grafico che riporta il numero dei figli conferma come anche la popolazione marsicana si sia allineata all’andamento demografico italiano degli ultimi anni. Ben 40 persone su 51 hanno 1-2 figli.

Il fatto che il 62% delle intervistate svolga un’attività professionale sedentaria o è stato un caso, o l’attività fisica attiva nella zona a vocazione agricola e industriale si è fortemente abbassata, a fronte di un innalzamento delle professioni dedite al terziario.

Qui emerge con sorpresa l’alta percentuale di non consapevolezza delle calorie che vengono ingerite giornalmente attraverso i cibi.

Il 68% della popolazione adotta una dieta mediterranea confermando quella approvata tradizione diffusasi dopo gli studi di Keys che proponeva detto regine come l’ideale per combattere le così dette “malattie del benessere”.

È visibile una quasi equa distribuzione dell’attività fisica praticata, al di là del tipo. 

Solamente quella definita “sportiva”, nella quale rientrano le discipline specifiche come il tennis, l’atletica, il nuoto, la pallavolo ecc.. quindi con allenamenti più intensi, si presenta con la colonna più bassa: 15,69% 

Mentre la colonna che riporta la percentuale delle persone che non si impegnano in attività fisiche sono ben il 31,37%.

C’è una grande sproporzione tra l’impegno fisico dai 16 ai 25 anni contro il resto delle fasce.

Il drop-out (abbandono sportivo) per certi aspetti può essere considerato “fisiologico” per inevitabili mutamenti di interesse e priorità nelle diverse fasce di età.

Da questo grafico si può ben vedere che casualmente la maggior parte delle intervistate marsicane sono nel periodo premenopausale.

Questo dato potrebbe essere stato rilevante nella percezione personale del benessere fisiologico.

È stato proposto uno score da 1 a 10. Dove 1 rappresenta la valutazione più bassa, 10 la massima valutazione del benessere. Ogni punto di esso è stato spuntato dal campione, segno che ogni donna si poteva identificarsi con un numero. 

La media dei valori legati allo stato di benessere percepito risulta essere pari a 6,84: quindi al di sopra di uno stato mediocre.

Conclusioni

Una volta letti e valutati statisticamente i dati del questionario sono stati fatti i calcoli di analisi della correlazione tra le variabili, utilizzando il coefficiente Spearman.

È emerso che la relazione tra benessere ed attività praticata è una relazione significativa poiché all’aumentare della percentuale di benessere delle intervistate corrisponde un impegno non sedentario.

Un secondo valore degno di nota è la corrispondenza tra il benessere e l’alimentazione, poichè il benessere viene percepito con valori maggiori quando ad esso si relaziona un’alimentazione non disordinata. 

Osservando le restanti relazioni ossia: 

  • Benessere e periodo regresso dell’attività fisica, 
  • Benessere e kcal. ingerite giornalmente, 
  • Benessere e periodo fisiologico 
  • Benessere ed attività professionale 

i valori emersi non sono significativamente rilevanti. 

Forse si sarebbero registrati valori diversi se il campione fosse stato esteso al migliaio. 

Altro dato che può essere commentato è la forte percentuale delle donne in pre-menopausa rispetto alle altre. 

Questa potrebbe aver condizionato fortemente gli incroci con le variabili, in quanto, la fase premenopausale ancora non si manifesta con disagi più marcati rispetto alle successive.

Lo sport è l’antiruggine per una salute di ferro

(G.Uhlenbruck)

Roberta Madonna
Note sull’autore
Articolista Training Lab Italia
Laurea in Scienze Motorie e Sportive Università de L’Aquila
Laurea specialistica in Scienza e Tecnica dello Sport Università de L’Aquila
Master in Personal trainer, Performance, Kinesiology and Metabolic Disease Università de L’Aquila
Certificata Functional Trainer Instructor Training Lab Italia
Certificato Pilates Instructor Training Lab Italia
Certificato Functional and Postural Recovery Training Lab Italia

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