ragazza con ovaio policistico fa esercizio fisico

Sindrome dell’ovaio policistico, obesità ed esercizio fisico

Sindrome dell’ovaio policistico, obesità ed esercizio fisico 1024 536 TRAINING LAB ITALIA

La Sindrome dell’Ovaio Policistico (PCOS) è una patologia endocrina complessa molto frequente nel sesso femminile, con esordio spesso in età adolescenziale. Vediamo come si associa all’obesità e all’esercizio fisico.

La patologia

L’eziologia è considerata multifattoriale, tra cui obesità, genetica e stili di vita.

Questa patologia provoca una disfunzione cronica dell’attività ovarica e si stima che tra il 7% e 15% delle donne nel mondo sono affette da questa sindrome, con una prevalenza maggiore tra le donne che sono in sovrappeso o obese, che risultano essere circa il 40-60% di questa popolazione, con valori di adiposità centrale elevati.

Diagnosi 

I criteri utilizzati per la diagnosi sono contenuti nel Rotterdam Consensus (2003) e consistono nella presenza di almeno 2 delle seguenti caratteristiche:

  • iperandrogenismo clinico/biochimico
  • oligo-ovulazione/anovulazione
  • ovaio policistico (ecografia)

Con l’esclusione di cause secondarie di iperandrogenismo. 

Alcune condizioni caratteristiche della PCOS sono: 

  • alterazione del ciclo mestruale
  • obesità
  • irsutismo
  • acne
  • alopecia androgenetica
  • oligomenorrea/amenorrea (che contribuiscono all’infertilità e ad aumentare il rischio di aborto)
  • cisti ovariche

Nelle donne in cui è presente questa sindrome possono verificarsi diverse complicanze riproduttive, metaboliche e antropometriche.

Queste donne hanno inoltre più probabilità di sviluppare una depressione moderata/severa, ansia e bassa autostima, rispetto a donne in salute, alterando così la loro qualità di vita.

Obesità e PCOS

L’aumento del peso ha un ruolo determinante nello sviluppo dell’insulino resistenza e circa il 70% delle donne con questa sindrome presenta questa alterazione metabolica, indipendentemente dal BMI, che può provocare la comparsa di diabete di tipo 2 e sindrome metabolica, aumentando così il rischio cardiovascolare.

Il tessuto adiposo, in particolare quello viscerale, attraverso l’insulino resistenza può contribuire alla patofisiologia della PCOS e delle complicanze metaboliche e riproduttive ad essa associate.

L’insulina ha un effetto inibitorio sulla produzione da parte del fegato della globulina legante gli steroidi sessuali (SHBG), che ha un ruolo fondamentale nella regolazione dei livelli degli ormoni sessuali maschili (androgeni) biodisponibili e degli estrogeni circolanti in tutto l’organismo, per cui la sua carenza, a causa della presenza di insulino resistenza, nelle donne comporta la comparsa di segni e sintomi correlati all’eccesso di androgeni. 

Il rischio di eccesso di androgeni e delle sue complicanze può essere altrettanto elevato nelle donne che non sono in sovrappeso, come in quelle che lo sono.

ovaio policistico e insulino resistenza

Visione d’insieme del ruolo dell’insulino resistenza nella patogenesi della PCOS.

Le linee-guida per la diagnosi di questa sindrome enfatizzano l’importanza di una corretta alimentazione e dell’esercizio fisico per la gestione dei sintomi di questa patologia e per la prevenzione delle sue complicanze.

Le raccomandazioni infatti sottolineano di:

  • mantenere un adeguato peso corporeo durante tutto il corso della vita per tutte le donne con PCOS
  • perdere peso per le donne che presentano in comorbidità sovrappeso o obesità
  • evitare l’aumento del peso per le donne che si trovano in range di peso ottimali.

L’esercizio fisico come strategia d’intervento

Anche se esistono diverse terapie per la gestione di questa sindrome, molte di queste mirano solo a curarne i segni piuttosto che ad intervenire sui meccanismi che sono alla base.

Una strategia fondamentale per la gestione di questa sindrome è la perdita di peso eccessivo e del suo mantenimento in range normali.

Una modesta perdita di peso (circa il 5%) infatti, attraverso il miglioramento della sensibilità insulinica e della funzionalità metabolica, sembra risultare in un significativo miglioramento clinico dell’aspetto riproduttivo (ciclo mestruale, fertilità) e iperandrogenico. 

Dalla letteratura risulta però come siano elevati i tassi di abbandono di questi programmi mirati al dimagrimento.

ovaio policistico e obesità

Meccanismi che legano l’obesità alla PCOS.

A prescindere dalla perdita di peso, è importante comunque evidenziare i benefici dell’attività fisica e dell’esercizio riscontrati anche in questa popolazione, soprattutto nelle pazienti in sovrappeso o obese.

Come evidenzia una revisione sistematica del 2019, nelle pazienti che hanno svolto esercizio fisico risultano migliorati:

  • la composizione corporea,
  • i valori di pressione sanguigna,
  • profilo lipidico,
  • VO2max,
  • circonferenza vita,
  • glucosio
  • HOMA-IR (indice che valuta l’insulino resistenza), ù
  • proteina C-reattiva,
  • fitness cardiorespiratoria, 
  • qualità della vita in generale e di salute mentale, valutata attraverso il questionario SF-36
  • valori degli ormoni FSH (Follicle-stimulating), SHBG (sex hormone-binding globulin)
  • indici FAI (Free Androgen Index) e FG (Ferriman–Gallwey), importanti per l’ovulazione.

Le raccomandazioni per la pratica di esercizio fisico in questa popolazione indicano di praticare attività almeno 150 minuti a settimana, 90 dei quali dovrebbero essere di attività aerobica di intensità moderata/ elevata (60%–90% FC max). 

Non viene invece particolarmente raccomandata l’attività contro resistenza a queste pazienti, nonostante l’effetto benefico che può avere questa tipologia di allenamento sui sintomi della PCOS, attraverso il miglioramento della sensibilità insulinica e della composizione corporea, considerando che l’insulino resistenza è implicata nella eziologia della malattia.

Alcuni autori raccomandano comunque di effettuare attività contro resistenza 2-3 giorni non consecutivi a settimana, dal 60% al 85% di 1RM, che coinvolga i grandi gruppi muscolari.

Risultati positivi sulla salute metabolica delle popolazioni cliniche e tra le donne con PCOS sembrano essere ottenuti anche con l’HIIT, che produce effetti positivi sulla fitness cardiovascolare, sulla composizione corporea e sul controllo glicemico in un tempo minore rispetto agli esercizi tradizionali di intensità moderata e dalla durata minima di 30-40’. Sono però ancora pochi gli studi che hanno valutato l’effetto di questo tipo di protocollo su questa popolazione.

Sono riportate di seguito le raccomandazioni basate su evidenze scientifiche internazionali per la gestione della PCOS.

ovaio policistico e stili di vita

Raccomandazioni sugli stili di vita.

ovaio policistico ed esercizio fisico

Raccomandazioni generali per la prescrizione dell’esercizio fisico.

Conclusioni

Non esiste al momento una cura per la PCOS: praticare esercizio fisico regolarmente è una delle strategie essenziali, insieme ad una dieta corretta, per migliorare i suoi sintomi, aiutando nella gestione del peso, diminuendo diversi fattori di rischio, migliorando la salute riproduttiva e in generale della donna che ne è affetta.

Silvia Capozza
Note sull’autore
Laurea Triennale in Scienze delle Attività Motorie e Sportive con Lode Università di Bari
Certificazione Functional Trainer Training Lab Italia
Certificazione Kettlebell Conditioning & Training Training Lab Italia
Certificazione Health & Sport Nutrition Training Lab Italia
Certificazione Strength e Conditioning Training Lab Italia
Articolista Training Lab Italia
Membro del Progetto University Lab

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Bibliografia

  • Barber, T. M. et al.: POLYCYSTIC OVARY SYNDROME: INSIGHT INTO PATHOGENESIS AND A COMMON ASSOCIATION WITH INSULIN RESISTANCE (2016). Clinical Medicine
  • Kite, C. et al.: EXERCISE, OR EXERCISE AND DIET FOR THE MANAGEMENT OF POLYCYSTIC OVARY SYNDROME: A SYSTEMATIC REVIEW AND META-ANALYSIS (2019). Systematic reviews
  • Teede, H. J. et al.: RECOMMENDATIONS FROM THE INTERNATIONAL EVIDENCE-BASED GUIDELINE FOR THE ASSESSMENT AND MANAGEMENT OF POLYCYSTIC OVARY SYNDROME (2018). Human Reproduction
  • Barber, T. M. et al.: (2019). OBESITY AND POLYCYSTIC OVARY SYNDROME: IMPLICATIONS FOR PATHOGENESIS AND NOVEL MANAGEMENT STRATEGIES (2019). Clinical Medicine Insights: Reproductive Health
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