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News e approfondimenti di assoluta valenza scientifica
sul mondo delle Scienze Motorie

allenare lo sprint

OTTIMIZZARE LE PRESTAZIONI NELLO SPRINT: CONSIDERAZIONI E APPLICAZIONI PRATICHE

All’interno dello sport, non possiamo non considerare lo sprint come un pilastro fondamentale di esso. Avete mai sentito un allenatore o un preparatore lamentarsi di un atleta che “è troppo veloce”? Assolutamente no! Anzi la massima velocità, è tra gli aspetti più desiderati da uno Strength Coach. Condizionare tali aspetti richiede la conoscenza di determinate variabili, la valutazione dell’atleta e del suo profilo di sprint e forza-velocità, il monitoraggio delle velocità sul bilanciere e dei carichi utilizzati all’interno di una programmazione.   LO SPRINT Quando si parla di sprint bisogna differenziare quello effettuato all’interno dello sport di squadra che possiede una componente multidirezionale, da quello che viene eseguito, ad esempio, all’interno dell’atletica leggera (100 mt) che ha una componente lineare. Nel primo sono presenti anche salti, azioni di gioco, contrasti che richiedono una capacità di accelerare in un tempo breve ma anche di effettuare delle decelerazioni come avviene in un cambio di direzione. La corsa ad alta velocità (sprint) è composta da 2 blocchi fondamentali ovvero: Accelerazione Velocità massima La capacità di accelerare per raggiungere una V max, nel minor tempo possibile, è una capacità che dipende da sistema neuromuscolare, forza, potenza, velocità e quindi è strettamente correlata al profilo

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terapia nutrizionale atleti diabetici

LA TERAPIA NUTRIZIONALE NEGLI ATLETI DIABETICI

Molti atleti professionisti sono affetti dal diabete e, attualmente, non esistono indicazioni nutrizionali specifiche da applicare nei vari sport. Gli atleti diabetici dovrebbero adattare la loro dieta secondo le linee guida suggerite per la popolazione generale, possibilmente prestando attenzione alla composizione nutrizionale giornaliera e alle dosi, in modo da preservare il loro stato di salute e assicurare un’adeguata performance. Nel corso dell’articolo, vedremo quali sono gli obiettivi della terapia nutrizionale, prima, durante e al termine dell’allenamento, in modo da migliorare la ripartizione dei macronutrienti durante i pasti, ottimizzare la performance e controllare le complicanze correlate al diabete.   Cenni generali sul Diabete Mellito Il Diabete Mellito è una malattia cronica che include diverse disfunzioni fisiologiche con diverse eziologie: è caratterizzata da iperglicemia cronica dovuta ad un deficit nella secrezione di insulina e/o della sua funzionalità. Il diabete di tipo 1 (T1D) è definito dalla distruzione su base autoimmune delle beta cellule pancreatiche, a causa di fattori genetici, immunologici e ambientali, anche se gli eventi esatti che portano allo sviluppo di questo tipo di diabete non sono ancora ben noti. Il diabete di tipo 2 (T2D) è caratterizzato invece da un doppio difetto: l’insulina non viene prodotta in quantità sufficiente per soddisfare

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valutazione posturale

LA VALUTAZIONE POSTURALE: QUARTO STEP

Quarto di 5 articoli all’interno dei quali troverai quelli che, secondo il mio punto di vista, sono gli step da seguire per una valutazione posturale completa. Consigli e spunti da mettere subito in pratica e racconti di campo. Ah, se non hai letto il terzo step lo trovi qui, altrimenti munisciti di carta e penna perché entriamo nella quarta fase.   LA DOVEROSA PREMESSA DI ROUTINE In ogni step faccio sempre una piccola premessa e quella di oggi è la seguente: in questa fase analizzeremo le forze che le linee miofasciali esercitano sullo scheletro. Il risultato di queste forze esprimono la postura che osserviamo in statica e le limitazioni funzionali che ritroviamo in dinamica. Per queste ragioni faremo un cenno sull’anatomia delle linee, ma non entreremo troppo nello specifico perché non basterebbe un articolo…forse neanche 100. Allo stesso modo, però, troverai una linea guida utile per orientarti ancor di più su quella che è la meravigliosa mappa chiamata corpo umano. Ah dimenticavo, ti avrò fatto la testa come un pallone sulla frase che mi porto dietro come mindset del mio approccio, ma la reputo essenziale e quindi so che mi scuserai se la ripeto: “Quando possiedi solo un martello, tutta

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dolore e analgesia indotti dall'esercizio fisico

DOLORE E ANALGESIA INDOTTI DALL’ESERCIZIO FISICO? MECCANISMI SOTTOSTANTI E APPLICAZIONE CLINICA

Dopo un quadro generale sull’inattività fisica, in questo articolo verranno illustrati i suoi effetti sull’organismo e come l’Esercizio Fisico può essere da supporto al dolore. Si analizzeranno poi le ripercussioni che questo ha anche sul sistema nervoso centrale, sul sistema immunitario e le comorbidità psicologiche.   L’inattività fisica: definizione e conseguenze sul fisico Si è definiti fisicamente inattivi o aventi uno stile di vita sedentario se, al giorno, non si trascorrono almeno 10 minuti svolgendo attività fisica da leggera a moderata a vigorosa (National Interview Survey). Secondo quanto riportato dall’ISTAT nell’Annuario Statistico Italiano 2020, nel 2019 i sedentari sono il 35,6%, quota che sale al 39,5% fra le donne e si attesta al 31,5% fra gli uomini; ma è un problema di salute significativo ormai in tutto il mondo. I Centers for Disease Control (CDC) raccomandano 150 minuti a settimana di attività da moderata a vigorosa per ottenere benefici sulla salute. In tutto il mondo, la grande maggioranza della popolazione non soddisfa queste linee guida. Inoltre, l’inattività fisica è un fattore di rischio riconosciuto per molte condizioni tra cui malattie cardiovascolari, diabete, cancro, demenza e depressione (Fig. 1). Questo è stato definito “Diseasome of Physical Inactivity” ovvero “Malessere da Inattività

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calcolo della composizione corporea

STIMARE LA COMPOSIZIONE CORPOREA CON I TOOLS DI UNIVERSITY LAB

COSA SONO I TOOLS DI UNIVERSITY LAB? Con la parola “Tools” intendiamo tutti quegli strumenti che possono aiutare il Chinesiologo nella sua vita lavorativa quotidiana, rendendola più semplice e meno gravosa dal punto di vista operativo. Ci spiegheremo meglio. Sulla piattaforma University Lab si possono trovare due tipi di Tools: compilabili in formato pdf (questionari, scale valutative, test fisici, etc.); compilabili in formato Excel. Tra queste due tipologie, quelli che si dimostrano particolarmente utili in campo lavorativo sono quelli compilabili in formato Excel, e nell’articolo di oggi, vedremo proprio come e perché. Per farlo riporteremo l’esempio dell’utilizzo dei Tools nel contesto della valutazione antropometrica.   MARTELLO PNEUMATICO O PICCONE? La strada che percorro tutte le mattine per andare al lavoro è semi-chiusa per lavori in corso. Un giorno, mentre guardavo un operaio spaccare gli ultimi pezzi di asfalto con un martello pneumatico, pensai: “Menomale che esistono questi strumenti… Chissà quando avrebbero finito lavorando solo con il piccone…” Ecco, i Tools di University Lab rappresentano un po’ il martello pneumatico del Chinesiologo. Questi strumenti non fanno altro che aiutare il professionista delle Scienze Motorie a velocizzare le proprie attività lavorative, spendendo meno energie e assicurandosi la stessa (se non maggiore) precisione

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respirazione pilates

RESPIRO E CONSAPEVOLEZZA: COME RAGGIUNGERLO CON IL PILATES

Il respiro nel metodo Pilates è uno dei 6 principi fondamentali. Joseph Pilates reputava che fosse importantissimo per veicolare l’energia nel corpo. Come scritto in altri articoli e come insegnato con accuratezza nei nostri corsi di formazione, la respirazione nella ginnastica Pilates è una Lateral Breathing: si parla di una respirazione con espansione laterale della gabbia toracica al fine di non influenzare la muscolatura profonda. In questo articolo, approfondiremo l’importanza di una respirazione strategica come quella laterale e prenderemo consapevolezza dei nostri limiti respiratori.   L’IMPORTANZA DI UNA CORRETTA RESPIRAZIONE: CENNI ANATOMICI Il respiro dovrebbe avere un ruolo cardine in ogni esercizio e allenamento, al di là del Pilates. (Scopri il nostro workshop “Il Respiro: per la postura, la performance e la salute”) Questo perché ci sono dei legami strettissimi tra diaframma e muscolatura profonda che influenzano la postura durante ogni tipo di esercizio e che potrebbero essere anche i responsabili, a lungo termine, di dolori e fastidi durante l’esecuzione degli stessi. Prima di tutto, partiamo dal fatto che i muscoli dell’addome e quelli del pavimento pelvico sono strettamente collegati tra loro: questo perché fanno parte della catena flessoria anteriore che va dal coccige al pube, passando per il retto

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allenamento trx

SUSPENSION TRAINING: TUTTO QUELLO CHE DEVI SAPERE SULL’ALLENAMENTO TRX

In questo articolo parleremo del Suspension Training, andando a capire cos’è, le differenze rispetto al Resistance Training classico, gli utilizzi in ambito metabolico, di rehab e di prevenzione. Ma adesso continua a leggere e aggiungi un altro strumento utile alla tua cassetta degli attrezzi!   IL TRX SUSPENSION TRAINER     Che siate nuovi in palestra o che vi alleniate da anni, è probabile che abbiate visto il TRX in giro per la vostra palestra locale. È possibile che non l’abbiate mai provato, non sapendo come usarlo, o che abbiate provato alcuni esercizi ma non vi sentite sicuri di saperli eseguire in modo efficace ed efficiente. Il TRX Suspension Trainer è stato creato dal comandante dei Navy SEAL, Randy Hetrick, mentre era in missione. Usando una cintura di Jujitsu ed una fettuccia di un paracadute, ha creato un modo per allenarsi che richiedeva un’attrezzatura minima ed era facile da trasportare. Alla fine, lui e la sua squadra SEAL hanno sviluppato centinaia di esercizi utilizzando questo pezzo di equipaggiamento. Il TRX sfrutta la gravità e il proprio peso corporeo, allenando forza, resistenza, equilibrio, flessibilità e core. A differenza di alcune attrezzature che si trovano nelle palestre, utilizza una vasta gamma di

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aterosclerosi

ATEROSCLEROSI – LA MALATTIA DEL SECOLO

L’aterosclerosi è la principale causa di malattia cardiovascolare a livello mondiale e, nonostante molti pazienti sopravvivano alle sindromi coronariche acute, essi possono subire alterazioni della funzionalità cardiaca che mettono le basi per l’insufficienza cardiaca. Nel corso dell’articolo, vedremo a la stretta relazione tra aterosclerosi e gli effetti benefici dell’esercizio fisico.   La dislipidemia e le radici eziologiche dell’aterosclerosi Uno sbilanciamento dei livelli delle lipoproteine sieriche può alterare l’omeostasi e portare allo sviluppo di condizioni patologiche che interessano il sistema cardiovascolare. Il termine dislipidemia è stato coniato per qualsiasi stato metabolico che denota questo squilibrio. Viene utilizzato per classificare diverse condizioni che interessano il metabolismo delle lipoproteine e che implica un aumentato rischio di malattia. L’infiltrazione subendoteliale di lipoproteine contenenti apoB, come quelle del colesterolo LDL, è alla base dei processi aterogenici. Se i livelli plasmatici di queste molecole sono elevati, vi è un aumentata probabilità di una loro infiltrazione e ritenzione all’interno della parete vascolare, dando il via alla formazione della placca aterosclerotica. Il termine aterosclerosi si riferisce all’accumulo di materiale grasso e/o fibroso nello strato più interno delle arterie, l’intima, e deriva dalla parola greca Atherè “pappa”, riflettendo l’apparenza del materiale che costituisce il core della tipica placca aterosclerotica.

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sindrome bandelletta ileo tibiale

SINDROME DELLA BANDELLETTA ILEO-TIBIALE: LE 4 FASI DEL TRATTAMENTO

La Sindrome della Bandelletta Ileo-Tibiale (SBIT) è una causa molto comune di dolore riferito sulla porzione laterale del ginocchio che colpisce di frequente la popolazione fisicamente attiva, specie quella atletica. Più precisamente, la SBIT è la seconda causa principale di dolore nei runners, rappresentando il 10% degli infortuni nelle discipline di corsa. Anche tra i ciclisti la sua incidenza presenta dati importanti. Infatti, circa il 15-24% degli infortuni da sovraccarico funzionale sono da attribuire proprio alla sindrome della bandelletta ileo-tibiale. Oltre ai runners ed ai ciclisti però, la SBIT colpisce, sebbene con minor frequenza, anche gli atleti di discipline di canottaggio, di sci, di calcio, basket, triathlon e hockey su prato. Il dolore causato da questa sindrome può irradiarsi prossimalmente o distalmente. Nei casi meno severi, il dolore comincia dopo una data distanza o tempo dall’inizio dell’esercizio e velocemente regredisce con la cessazione dell’attività. Come vedremo nel corpo di questo articolo, l’eziologia della SBIT è ancora oggetto di discussione. Nonostante ciò, verrà comunque proposto un approccio evidence-based per la risoluzione di questa condizione dolorosa distinto in 4 fasi a seconda della gravità della sintomatologia che caratterizza la sindrome stessa. Ma prima, alcuni doverosi cenni anatomici ed eziologici.   ANATOMIA DELLA

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mascherina e performance

LA MASCHERINA RIDUCE PRESTAZIONI E CAPACITÀ FISICHE

La mascherina potrebbe ridurre la performance e le capacità fisiche. A rivelarlo, i risultati di uno studio clinico, pubblicato sul British Journal of Sports Medicine.   LA DIFFUSIONE DELLE MASCHERINE Le raccomandazioni sull’uso delle mascherine facciali durante l’esercizio variano a livello globale. L’impatto fisiologico dell’uso di maschere facciali di uso comune, come quelle di stoffa, durante l’esercizio è, però, scarsamente compreso. Sono diversi gli studi che si sono susseguiti in questo periodo, lo scopo è stato sempre quello di comprendere le varie risposte fisiologiche e soggettive durante l’esercizio. La parola mascherine è un termine troppo generico, infatti, a seconda delle tipologie, queste possono recare diversi effetti. Ultimamente, c’è un’ampia diffusione di mascherine in tessuto e questo è dovuto al fatto che, essendo ormai inserite come parte del proprio outfit, si ricerca sempre di renderle più versatili e riutilizzabili. Ecco perché, nello studio che analizzeremo in questo articolo, parleremo dell’impatto fisiologico e soggettivo della mascherina in tessuto.     LO STUDIO Nel tentativo di colmare questa lacuna di conoscenza, i ricercatori hanno confrontato le prestazioni di 31 adulti sani, di età compresa tra 18 e 29 anni, mentre svolgevano un test da sforzo su un tapis roulant con il protocollo di Bruce.

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